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Conad: centinaia di licenziamenti per i dipendenti ex Auchan

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Conad: dopo l’acquisizione delle attività di Auchan, l’operazione che segnato la nascita del nuovo colosso della gdo italiana, annunciati centinaia di licenziamenti per i lavoratori provenienti dal marchio francese.

L’annuncio di Margherita Distribuzione

A comunicare i primi licenziamenti di una lunga lista alle parti sociali è stata Margherita Distribuzione. Si tratta della ragione sociale che da fine ottobre 2019 ha inglobato tutte le attività che in precedenza facevano capo ad Auchan in Italia. In sostanza, è la bad company di Bcd. Quest’ultima è la joint venture sottoscritta da Conad (51%) e da Wrm group, partner nell’operazione di acquisizione delle attività della multinazionale francese nel nostro Paese.

Nella nota della società si fa menzione di performance in calo. Risultati tanto negativi da minacciare il dissesto economico-finanziario. Margherita Distribuzione annuncia così di “avviare una procedura collettiva di messa in mobilità del personale eccedentario addetto presso le strutture operative ed organizzative di Sede centrale (Rozzano) e periferiche (Ancona, Roncadelle, Vicenza Offagna, Roma, Catania); nonché presso ulteriori uffici distaccati delle sedi di cui si tratta, dislocati in alcuni ipermercati e depositi sul territorio nazionale”.

Conad e Cgil

Per la Filcams Cgil “Conad si sta scegliendo, per interessi commerciali o immobiliari, la parte di rete vendita che preferisce; il resto è sul mercato e se non trova a breve acquirenti verrà abbandonato. La procedura di mobilità che riguarda le sedi non è una sorpresa; ma è l’inizio della fine di Auchan e Sma. Margherita Distribuzione non arriverà al 2021; anzi probabilmente entro giugno 2020 tutto dovrà concludersi. Ai lavoratori in esubero l’unica strada che offre l’impresa è un incentivo al licenziamento o un percorso di outplacment”.

Per ora secondo Filcams Cgil si tratta di 817 dipendenti ex Auchan. 456 lavoratori a Rozzano (Milano); 47 a Roncadelle (Brescia); 27 a Vicenza; 40 a Offagna (Ancona); 33 ad Ancona, 41 a Roma; 13 a Catania; e 160 in altri uffici distaccati. “A questi vanno aggiunti i lavoratori della logistica e dei servizi, sia diretti che in appalto, che l’impresa sta trattando come fantasmi; e che potrebbero essere almeno altri 500 da nord a sud. Se la testa dell’impresa viene meno, anche per questi lavoratori il destino rischia di essere segnato; perciò la Filcams Cgil chiederà conto anche del loro futuro al primo incontro utile”.

Conad-Auchan: un percorso prevedibile?

Adesso, dopo mesi di fuoco tra scioperi e dure trattative, si attendono le nuove mosse dei ministeri dello Sviluppo economico e del Lavoro. “L’annuncio dello svuotamento delle sedi, oltre a mettere nel panico 817 persone, esplicita che la vertenza precipiterà velocemente”, ha detto Alessio Di Labio Segretario nazionale di Filcams Cgil. “Su questo anche il ministero dello Sviluppo economico e il ministero del Lavoro dovranno finalmente responsabilizzarsi e avere un ruolo attivo e non di semplici spettatori”.

D’altro canto però i dati dell’attività di Auchan nel nostro Paese erano preoccupanti da anni, come aveva già sottolineato Conad nell’incontro al Mise di fine ottobre 2019. Secondo Il Sole-24 Ore, che cita i dati di Mediobanca, nel periodo 2013-2017 Auchan aveva visto diminuire i ricavi in Italia di circa il 20%, da 4,87 miliardi a 3,96; nello stesso periodo le perdite si erano inabissate da 82 milioni a 275, nonostante chiusure, riduzione degli spazi commerciali e del personale.

Va detto comunque che se l’operazione Auchan può essere vista da qualcuno come un “doloroso salvataggio”, la Conad (Consorzio Nazionale Dettaglianti, società cooperativa) con l’acquisizione francese ha superato la Coop. È diventata così la più importante catena della Gdo italiana con una quota di mercato del 19% circa (6% da Auchan), con un fatturato 2018 da oltre 17 miliardi (13,4 Conad e 3,7 Auchan) e con quasi 5.000 punti vendita (3.300 Conad e 1.600 Auchan).

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