Trump: annuncio shock sul futuro della Striscia di Gaza dopo il vertice con il premier israeliano Netanyahu. “Gli Stati Uniti ne prenderanno il controllo, ne saremo i padroni e i responsabili”, ha annunciato il presidente degli Usa. Aggiungendo che “Gaza sarà la rivière del Medio Oriente” con un tono che il New York Times, ripreso dall’Agenzia Dire, definisce “da promotore immobiliare di un tempo”.
E i due milioni di palestinesi, che vivono lì? Via, sfollati altrove: “I palestinesi devono lasciare Gaza e vivere in altri Paesi in pace, Gaza è un simbolo di morte e distruzione da decenni, i palestinesi vogliono tornarci perché non hanno alternative”, ha detto Trump, rilanciato anche dall’Ansa.
Si tratta di “una delle idee più sfacciate che un leader americano abbia avanzato negli ultimi anni”, scrive ancora il quotidiano americano. Mentre il presidente degli Stati Uniti inquadra la questione come un imperativo umanitario e un’opportunità di sviluppo economico, trasformando la Striscia di Gaza devastata dai bombardamenti israeliani in una mecca del turismo, riapre infatti un vaso di Pandora geopolitico con implicazioni enormi per il Medio Oriente e non solo.
Le prime reazioni
Immediate le proteste un po’ ovunque, riprese dai media internazionali. Il controllo su Gaza è stato uno dei principali punti critici del conflitto arabo-israeliano per decenni e l’idea di trasferire forzosamente i palestinesi richiama un’epoca in cui le grandi potenze occidentali ridisegnavano a piacimento le mappe della regione.
Reazioni negative all’annuncio del piano di Trump da parte di Hamas, che l’ha definito “razzista e volto a sradicare la causa palestinese”. Contraria l’Arabia Saudita, per voce del ministro degli esteri, il principe Faisal: “L’Arabia Saudita continuerà i suoi incessanti sforzi per creare uno Stato palestinese indipendente con Gerusalemme Est come capitale, e non stabilirà relazioni diplomatiche con Israele senza di ciò”.
Anche Pechino ha già preso una posizione contraria con il portavoce del ministero degli Esteri Lin Jian: “La Cina ha sempre sostenuto che il governo palestinese sui palestinesi è il principio fondamentale della governance di Gaza nel dopoguerra e siamo contrari al trasferimento forzato dei residenti di Gaza”.
Cambio di rotta
Il New York Times evidenza anche un altro aspetto della vicenda: la sola idea che gli Stati Uniti prendano il controllo di Gaza rappresenterebbe un’inversione di tendenza incredibile per The Donald, che si è candidato per la prima volta nel 2016 giurando di portar via gli Usa dalla regione dopo la guerra in Iraq.
Infine, com’è nel suo stile, Trump non ha citato alcuna autorità legale che gli dia il diritto di prendere il controllo di quel territorio. E men che meno “ha affrontato il fatto che la rimozione forzata di una popolazione viola il diritto internazionale e decenni di consenso sulla politica estera in entrambi i partiti politici americani”, conclude il quotidiano newyorkese.







