Vaccino AstraZeneca: dura presa di posizione dell’immunologa Antonella Viola a proposito della retromarcia del governo sul vaccino di Oxford. La studiosa dell’università di Padova critica l’annuncio del commissario Francesco Paolo Figliuolo che ieri aveva parlato dell’intenzione di riaprire la profilassi con questo farmaco alle fasce d’età sotto i 60 anni, chiedendo che le donne siano più tutelate.
La posizione di Figliuolo
“È probabile che in quella che si chiama rolling review, ovvero revisione dovuta all’esperienza accumulata durante le vaccinazioni, si possa raccomandare AstraZeneca anche per gli under 60″, aveva spiegato il generale degli alpini. “Si sta pensando a questo, ho avuto interlocuzioni con Aifa, Cts, Consiglio superiore di Sanità e Istituto Superiore di Sanità”.
Per Figliuolo “i vaccini vanno impiegati tutti. AstraZeneca è consigliato per determinate classi, ma l’Ema dice che va bene per tutti, come dimostra la Gran Bretagna con 21 milioni di somministrazioni. È chiaro che ci sono degli effetti collaterali ma sono infinitesimali. Per questo dobbiamo usare tutte le dosi altrimenti il programma non raggiungerà gli effetti desiderati nei tempi che ci siamo prefissati”.
Il caso Sicilia
Considerazioni, quelle del commissario, che probabilmente tenevano conto anche delle resistenze che questo vaccino sta incontrando in una parte dell’opinione pubblica. Per esempio, la Regione Sicilia ha denunciato di avere nei suoi frigoriferi 250mila dosi inutilizzate del vaccino anglo-svedese. “Verso AstraZeneca c’è stata e c’è una comprensibile ma ingiustificata psicosi, a fronte di 5-6 decessi la cui connessione con il vaccino comunque è stata esclusa”, ha dichiarato il governatore siciliano Nello Musumeci.
Donne da tutelare
Oggi intanto è arrivata la risposta a Figliuolo dell’immunologa dell’Università di Padova e direttrice dell’Istituto di Ricerca Pediatrica. “AstraZeneca sotto i 60 anni? Non per tutti”. In questo modo, avverte Viola, “il rischio di effetti collaterali gravi è raro ma maggiore nelle donne giovani“. Pertanto, come riportato dall’agenzia Dire, la studiosa suggerisce: “Vacciniamo tutti gli uomini e teniamo fermo il limite di età nelle donne. Basta con la medicina che non considera il nostro sesso”.







