Piacenza: si chiama Issam Abdul Mahmud il trentenne egiziano arrestato ieri notte in piazza Cavalli dopo aver ferito due persone, un agente di polizia e un operatore ecologico, e dopo aver scatenato il panico con un coltello nel cuore della città inseguito dalle forze dell’ordine. L’uomo si trova nel carcere delle Novate su disposizione del pubblico ministero Ornella Chicca. È accusato di tentato omicidio, lesioni personali aggravate, resistenza e violenza a pubblico ufficiale.
Mahmud prima della notte di Halloween aveva già ricevuto un decreto di espulsione su richiesta del questore di Piacenza. Nei giorni scorsi aveva danneggiato il monumento ai paracadutisti (nel parco dell’ex area Unicem). E il 27 ottobre era stato già arrestato in via Manzoni, dopo aver aggredito alcuni agenti di polizia e danneggiato delle auto in sosta. L’uomo però era stato rimesso in libertà dal giudice, in attesa del processo al Tribunale di Piacenza. Mahmud, pare in Italia da un paio d’anni, aveva richiesto più volte il permesso di soggiorno per diversi motivi, sempre negato dalle autorità.
Intanto, dopo l’aggressione della notte scorsa, arrivano i primi commenti. “Quanto accaduto è un fatto molto grave, sul quale sono in corso approfondimenti”, ha affermato il questore di Piacenza, Filippo Guglielmino. “Voglio sottolineare la professionalità dei nostri agenti che hanno notato l’uomo e sono riusciti a fermarlo, grazie all’ottima collaborazione dei carabinieri”.
Foti (FdI): espellere i clandestini
Tommaso Foti, deputato piacentino di Fratelli d’Italia, ha divulgato una nota stampa. “Poco rileva se la violenza, gratuita e criminale, contro un lavoratore italiano impegnato nel servizio di raccolta rifiuti da parte di un pregiudicato egiziano sia frutto di un gesto collegato all’integralismo islamico o frutto di follia di uno squilibrato”, scrive l’onorevole. “Resta il fatto che si tratta di un clandestino che non doveva trovarsi né a Piacenza, né in alcun altro luogo su suolo italiano. Le anime pie che ogni giorno vorrebbero sempre di più attraversate da clandestini le nostre frontiere, evitino oggi pelosa solidarietà al lavoratore ferito. Fino a quando chi reclama una ferma politica nei confronti dell’immigrazione clandestina verrà tacciato di razzismo e xenofobia, non sarà mai possibile la formazione di una coscienza nazionale che, nel pieno rispetto dei rifugiati autentici, si opponga all’utopica prospettiva di un’ospitalità nazionale senza confini, di coste italiane a tutti accessibili, di un’irresponsabile applauso ai clandestini che sbarcano nei porti italiani”. Tornando alla vicenda locale, prosegue Foti, “all’elogio alle forze di polizia per avere con grande tempismo assicurato alla giustizia l’accoltellatore egiziano, si accompagna la ferma richiesta di Fratelli d’Italia affinché l’autorità di pubblica sicurezza, anche con l’ausilio di reparti appositi, operi senza indugio per l’individuazione dei clandestini presenti a Piacenza, così che sia operativo il rimpatrio o l’espulsione degli stessi”.
Chiaravalloti (Siap): norme vecchie
Anche Sandro Chiaravalloti, segretario regionale del Siap (Sindacato Italiano Appartenenti Polizia) ha preso carta e penna. “Mi sento di ribadire, anche alla luce di quanto successo ieri in pieno centro, che il vero problema sulla questione sicurezza nel nostro Paese è quello legislativo e di puntuale applicazione delle norme esistenti”, sostiene il sindacalista. “Iniziamo col dire che lo straniero irregolare, con precedenti, che ieri sera ha terrorizzato i cittadini con un coltello in mano, proprio perché irregolare e con precedenti a suo carico non avrebbe dovuto stare nel nostro Paese. Evidenziamo pure che il tanto decantato taser ancora oggi non è in dotazione alle volanti grazie a resistenze politiche che, oltre a dire no, dovrebbero spiegare come comportarsi per fermare un delinquente furioso con un coltello in mano in un Paese dove mancano anche i moduli operativi. Come ho sempre evidenziato, da anni e anni, la delinquenza è sempre più agguerrita; ma le norme, le leggi attuali, non sono al passo con i tempi e si finisce per tutelare più un delinquente che non chi subisce il danno o deve operare per difendere i cittadini a mani nude. In questo Paese, grazie alla politica del permissivismo, non è ancora inconveniente delinquere. Sono convinto che grazie a quanto accaduto il tema sicurezza sarà ancora in primo piano sul dibattito cittadino; ma invito tutti a fare una riflessione sulle leggi dello Stato e di quanto queste andrebbero riviste soprattutto sul tema clandestinità. Complimenti ai colleghi che hanno operato e in augurio di pronta guarigione al collega ferito e all’operaio di Iren”.
Zandonella e Rancan (Lega): reprimere con fermezza
Per il segretario cittadino della Lega Luca Zandonella, assessore alla sicurezza della Giunta Barbieri, e per il consigliere regionale capogruppo del Carroccio Matteo Rancan “La misura è colma da un pezzo, pertanto è necessario procedere con pene esemplari e certe contro persone pericolose che fra l’altro, come in questo caso, non dovrebbero nemmeno trovarsi nel nostro Paese. Ovviamente piena solidarietà e auguri di pronta guarigione per le due vittime e a tutte le forze dell’ordine intervenute per riportare l’ordine e difendere i cittadini perbene, mentre chiediamo che il criminale venga espulso dal nostro Paese. Quello che preoccupa di più è che il delinquente pregiudicato, ora accusato anche di tentato omicidio, lesioni personali aggravate, violenza e resistenza a pubblico ufficiale a seguito dei fatti della notte scorsa, era già gravato da un provvedimento di espulsione dal nostro Paese. A prescindere dalla casualità ed imprevedibilità di certi comportamenti umani, la violenza gratuita non solo va contrastata e repressa con la massima fermezza, ma occorre prevenirla facendo rispettare la legge ed esigendo la certezza e l’effettività della pena. Perché in Italia per i criminali stranieri non c’è e non ci deve essere più posto”.
Ostellari e Tonelli (Lega): Lamorgese intervenga
Sulla vicenda si fanno sentire anche due parlamentari leghisti. Il primo è Andrea Ostellari, senatore presidente della Commissione Giustizia e Commissario della Lega in Emilia. “Chi scappa dalla guerra, viene qui per lavorare e integrarsi è nostro fratello”, afferma Ostellari. “Chi vuole spargere odio e violenza deve trovare un muro invalicabile. La mia solidarietà e quella della Lega a tutti i piacentini, alle Forze dell’ordine e alle due persone ferite. Ora, senza indugi, chiediamo al Ministro dell’Interno un processo veloce e l’immediata espulsione del terrorista egiziano. L’Amministrazione comunale piacentina ha fatto molto per la sicurezza con investimenti per la videosorveglianza, l’operazione ‘Scuole Sicure’ e contro le truffe nei confronti degli anziani. Questi sforzi non siano vanificati: gli italiani chiedono lavoro e sicurezza”.
Il deputato Gianni Tonelli, segretario della Commissione parlamentare antimafia e già segretario generale del Sap (Sindacato autonomo di polizia), annuncia di aver presentato sul caso di Piacenza un’interrogazione al ministro dell’Interno Lamorgese. “Un egiziano noto alle forze dell’ordine accoltella due persone a Piacenza al grido di ‘Allah akbar’, semina il panico nel centro storico e brandeggia il coltello in mezzo alla strada. Eppure doveva essere espulso da tempo in quanto pregiudicato e senza fissa dimora, già autore di numerosi altri reati. Come si spiega al netturbino salvo per miracolo che – mentre lavorava – si è preso una coltellata da uno che doveva essere a migliaia di km. L’impegno delle forze dell’ordine è fuori discussione, ma cozza con l’orientamento del Viminale. Per questo ho presentato una interrogazione al ministro Lamorgese. Venga in Aula e spieghi perché quel delinquente 32enne (come tanti altri) sia ancora in Italia nonostante manchino i requisiti. I piacentini e gli italiani hanno diritto a dormire tranquilli”.
Piazza Cavalli: al grido di “Allah akbar” ferisce due persone e semina il panico ad Halloween







