Galleria Alberoni: grazie all’attività investigativa dei Carabinieri, a Piacenza torna in mostra un dipinto del 600 rubato quasi cinquant’anni fa. Si tratta dell’opera “Isacco cieco che benedice Giacobbe“, attribuita dapprima a Bernardo Strozzi (1581-1644), ma pare invece realizzata da Giovanni Peruzzini (1629-1694). Il quadro è stato riconsegnato stamattina al presidente dell’Opera Pia Alberoni, Giorgio Braghieri, dal colonnello Pierantonio Breda, comandante provinciale dell’Arma a Piacenza, e dal maggiore Alessandro Volpini, alla guida del Nucleo dei Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale (Tpc) di Udine.
Parterre e commenti
Presenti all’evento nel Salone degli Arazzi, il prefetto Paolo Ponta, il vescovo Adriano Cevolotto e tante altre autorità civili, militari e religiose; tra loro il procuratore della Repubblica, Grazia Pradella, e l’assessore alla Cultura del Comune di Piacenza, Christian Fiazza.
“Oggi per noi è un giorno di festa”, ha detto il presidente Braghieri. “Un grazie ai Carabinieri: il dipinto è stato recuperato perché nell’arco degli anni non hanno mai smesso di cercarlo”. Il comandante Breda ha evidenziato invece il successo dell’Arma “in un’attività investigativa che si fonda anche sul supporto tecnologico e sulle proficue banche dati nate negli anni 80 per catalogare le opere rubate”. Mentre il prefetto Ponta ha sottolineato quanto “il risultato di oggi sia una vittoria della squadra dello Stato e un premio per tutta la collettività”; con il vescovo Cevolotto che ha ricordato invece come “abbiamo una responsabilità condivisa verso un patrimonio che è di tutti”.

Un vero cold case
Ma torniamo al furto e al ritrovamento del quadro, che se fosse uno Strozzi potrebbe valere anche un paio di milioni, mentre se venisse confermata l’attribuzione a Peruzzini scenderebbe sotto i 100mila euro. “Un vero cold case”, come l’ha definito il colonnello Breda. Donata dieci anni prima all’Alberoni dall’antiquario Oreste Carini, l’opera viene rubata nel luglio del 1978. Il furto desta sconcerto tra i piacentini, perché i ladri si introducono nottetempo nel collegio, scassinando due cancelli e andando a colpo sicuro lungo i corridoi dove il dipinto è in esposizione.
Per decenni non si hanno più notizie del quadro. Ma tutto cambia nel 2021, quando le indagini condotte dai Carabinieri del Tpc di Udine consentono di individuare il dipinto, perché viene posto in vendita sul mercato dell’arte anche se con un nome e un autore diverso. L’attività investigativa si articola dapprima attraverso expertise fotografici che ne stabiliscono la precisa corrispondenza. In più, si aggiunge il riconoscimento di un anziano prelato, ancora presente al Collegio Alberoni, che ricorda personalmente le caratteristiche della tela rubata.
Il dipinto era stato messo in vendita da un commerciante di settore, operante sia in Trentino che in provincia di Mantova; ma dalle indagini è emerso che la tela era stata acquistata dall’asse ereditario di una famiglia di Milano, che poi aveva posto in vendita vari beni, tra cui il prezioso quadro.
La Procura della Repubblica di Trento, concordando con l’ipotesi investigativa, emette allora un provvedimento di sequestro per il reato di ricettazione; in seguito però la posizione del venditore è stata archiviata, una volta dimostrata la sua buona fede nel ricevere il dipinto e nel rimetterlo sul mercato.
Lungo restauro
Nel giugno di tre anni fa, i Carabinieri del Tpc di Udine si presentano presso il magazzino di vendita per sequestrare “Isacco cieco che benedice Giacobbe“. L’opera però risulta in precarie condizioni di conservazione; così viene subito affidata all’Opera Pia Alberoni in custodia giudiziaria, affinché si proceda al delicato restauro, curato da Anna Coccioli Mastroviti della Soprintendenza di Parma e Piacenza. In seguito, la Procura Tridentina emette un provvedimento di dissequestro e restituzione del dipinto, che oggi può tornare ad essere ammirato tra le opere della Galleria piacentina.








