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Inchiesta Beic: no ai domiciliari per Boeri e Zucchi, colpiti però da misure interdittive

Inchiesta Beic: niente arresti domiciliari per gli architetti Stefano Boeri e Cino Zucchi. Questa la decisione del Giudice per le indagini preliminari di Milano Luigi Iannelli. Tuttavia, il magistrato ha disposto a carico dei due famosi professionisti una serie di misure interdittive. Il provvedimento è stato depositato oggi in merito all’inchiesta per turbativa d’asta e falso sul concorso per la progettazione da otto milioni di euro della Biblioteca europea di informazione e cultura che a Milano sorgerà in zona Porta Vittoria. Un’opera dal valore di oltre 130 milioni (fondi Pnrr e comunali).

Secondo il magistrato quindi non c’è un rischio di inquinamento probatorio che giustifichi gli arresti domiciliari per Boeri e Zucchi. Tuttavia, scrive il giudice Iannelli nel suo provvedimento, ripreso anche da Il Fatto Quotidiano, “è concreto e attuale, il pericolo che gli stessi commettano nuovamente delitti contro la pubblica amministrazione o contro la pubblica fede”. Il loro comportamento “lascia trasparire un approccio altamente disinvolto – per certi versi ‘proprietario’ – rispetto alle regole che presidiano l’imparzialità dell’attività amministrativa”.

I divieti del Gip

Per Stefano Boeri il Gip ha stabilito l’interdizione di un anno “in qualità sia di docente universitario che di professionista esterno (architetto, ndr)” in relazione ad “attività di comporre commissioni giudicatrici nell’ambito di procedure per l’affidamento di contratti pubblici”. L’interdizione per Boeri riguarda poi il “concludere contratti con la Pubblica Amministrazione, salvo che per ottenere prestazioni di pubblico servizio” e sempre “per la durata di un anno”. Per Cino Zucchi, invece, a parità di interdizione sia in qualità di docente sia di architetto, il periodo stabilito dal Gip è di otto mesi.

Le stesse misure sono state disposte per un anno anche nei confronti di Pier Paolo Tamburelli, spiega l’Ansa, il terzo professionista per il quale gli inquirenti – il procuratore aggiunto Tiziana Siciliano e i pm Paolo Filippini, Mauro Clerici e Giancarla Serafini – avevano chiesto gli arresti domiciliari. Per gli altri due indagati nell’inchiesta Beic, Angelo Lunati e Giancarlo Floridi, i progettisti di Onsitestudio al vertice della cordata vincitrice del concorso milanese, gli inquirenti avevano chiesto una serie di misure interdittive, ma il Gip Iannelli ha respinto l’istanza della Procura della Repubblica.

Il commento di Boeri

“Sono molto sollevato per la decisione del giudice Iannelli che ha escluso la richiesta di arresti domiciliari a mio carico”, ha dichiarato all’Ansa Stefano Boeri. “Ciò mi permette di proseguire il mio lavoro di architetto e anche di portare a termine l’incarico di presidente di Triennale e di docente del Politecnico di Milano. Ribadisco la mia piena fiducia nel lavoro della magistratura e non vedo l’ora di poter chiarire ulteriormente la mia posizione. Non nascondo però la mia inquietudine per tutto quello che ho subito in queste settimane e per i danni irreversibili generati alla mia vita privata e professionale”.
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Inchiesta Beic: per gli architetti Boeri e Zucchi, la Procura di Milano chiede gli arresti domiciliari

 

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