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Mario Draghi dà la sveglia all’Unione europea: agire come un unico Stato

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Mario Draghi dà la sveglia all’Europa. “L’Ue è stata creata per garantire pace, indipendenza, sicurezza, sovranità e poi sostenibilità, prosperità, democrazia, la giustizia, tanta roba. Siamo riusciti a garantire tutto questo. Ora il mondo confortevole è finito, e dobbiamo chiederci se vogliamo difendere questi valori fondamentali o vogliamo mollare la presa”. Sempre nel suo intervento sulla competitività  all’Europarlamento, rilanciato anche dall’Agenzia Dire, l’ex governatore della Bce ha affermato: “Non si può dire no a tutto, altrimenti bisogna ammettere che non siamo in grado di mantenere i valori fondamentali dell’Ue. Quindi quando mi chiedete cosa è meglio fare ora dico boh, ma fate qualcosa“.

Non basta. Facendo pensare al deludente summit di Parigi di ieri, per Draghi “se le recenti dichiarazioni” da parte dell’amministrazione Trump “delineano il nostro futuro, saremo lasciati a noi stessi per garantire la sicurezza in Ucraina e nella stessa Europa; e per far fronte a queste sfide, è sempre più chiaro che dobbiamo agire sempre di più come se fossimo un unico Stato“.

Abbassare i prezzi dell’energia

L’Unione europea per Draghi “deve abbassare i prezzi dell’energia; è diventato imperativo non solo per le industrie tradizionali, ma anche per le tecnologie avanzate”, osservando che “la decarbonizzazione può essere sostenibile solo se i suoi benefici vengono anticipati“ e che “la decarbonizzazione non può significare che perdiamo posti di lavoro verdi”.

Risposta rapida

Sul fronte economico la risposta dell’Europa per l’ex premier italiano “deve essere rapida, perché il tempo non è dalla nostra parte, con l’economia europea che ristagna mentre gran parte del mondo cresce. La risposta deve essere commisurata alla portata delle sfide. E deve essere focalizzata sui settori che guideranno un’ulteriore crescita. Velocità, scala e intensità saranno essenziali”.  

800 miliardi non bastano

Infine, secondo Draghi, la sua previsione di 750-800 miliardi di euro di investimenti necessari per rilanciare la competitività europea “è una stima prudente. In realtà, potrebbe essere ancora più alta, se consideriamo che non include investimenti per la mitigazione del cambiamento climatico e altri obiettivi importanti. In questo caso, è necessario emettere titoli di debito. Servirà un debito comune, perché molti Paesi non dispongono di spazio fiscale per muoversi all’interno dei rispettivi quadri giuridici”.

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