Qualità della vita: la provincia di Bolzano e il Nord-Est sono al top italiano. Sul podio, dopo il capoluogo dell’Alto-Adige, salgono infatti anche Trento e Belluno. Ultimo posto invece per Trapani. E sempre per la classifica di Italia Oggi, in complesso sono solo 56 su 110 le province del nostro Paese in cui la qualità della vita è buona o accettabile.
Dati in peggioramento
Curata dal Dipartimento di statistiche economiche dell’Università La Sapienza di Roma (con il supporto di Cattolica Assicurazioni), la ricerca sulla qualità della vita pubblicata oggi dal quotidiano economico è giunta alla 19ª edizione. Ma quali sono gli indicatori prescelti per mettere in fila le province italiane? Si tratta di 9 parametri, con una valutazione da 1 a 4 punti:
- affari e lavoro;
- ambiente;
- criminalità;
- disagio sociale e personale;
- popolazione;
- servizi finanziari e scolastici;
- sistema salute;
- tempo libero;
- tenore di vita.
Dal report emerge che in complesso il 58% della popolazione italiana gode di una qualità della vita scarsa o insufficiente. E la situazione rispetto allo scorso anno è in peggioramento, visto che nel 2016 il dato era del 53,3%.
Qualità della vita: piccolo è bello
In più non esce una netta distinzione secondo il classico assunto Centro-Nord avanzato e Mezzogiorno arretrato. Si distinguono invece “province minori contraddistinte da un notevole dinamismo e da condizioni economiche favorevoli”, spiega il report. Realtà ormai “contrapposte a contesti metropolitani sempre più statici e non più in grado di garantire condizioni di vita accettabili ai loro residenti”. Tuttavia, al Sud l’unica regione che nel complesso garantisce un’accettabile qualità della vita è la Basilicata, che piazza Potenza e Matera al 44° e al 51° posto della classifica.
Nord-Est: l’asso pigliatutto
Ma come dicevamo è il Nord-Est che domina la scena sotto il profilo della qualità della vita. Dopo il podio di Bolzano, Trento e Belluno, nelle prime 10 province in classifica ecco Vicenza (4ª), Treviso (6ª), Pordenone (9ª) e Udine (10ª). Chiudono le prime dieci posizioni Lecco (5ª), Parma (7ª) e Mantova (8ª). Arranca invece il Nord-Ovest con 8 province tra le 25 dove non si vive bene, “probabile conseguenza dei processi di deindustrializzazione e ristrutturazione produttiva degli ultimi anni”.
Da Firenze a Napoli
E le grandi città? Firenze per esempio è al 37° posto (era 48ª nel 2016). Bologna guadagna 4 caselle e sale in 43ª posizione. Milano è stabile al 57° posto, mentre Torino scivola di 7 posizioni e si piazza 77ª. Palermo e Napoli invece sono rispettivamente 106ª e 108ª. Discorso a parte invece per Roma: in controtendenza rispetto a quanto ci si poteva aspettare, ha fatto un balzo in avanti.
Qualità della vita: il caso Roma
Nel 2016 la Capitale era all’88° posto della classifica. Quest’anno invece Roma si è piazzata 67ª. Un risultato che ha scatenato la reazione positiva della sindaca Raggi. “È un primo traguardo parziale: stiamo iniziando a raccogliere i frutti del nostro lavoro”, ha scritto su Facebook. “La ricerca tiene conto di tanti e differenti indicatori. Significa che stiamo compiendo passi avanti, su più livelli”. Ma gli autori del report sul risultato di Roma gettano acqua sul fuoco. E parlano di un “risultato contingente, fortemente condizionato dagli stretti legami con la congiuntura internazionale. Per cui è rischioso dedurne uno stabile miglioramento della qualità della vita per i residenti della Capitale”.








