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“A testa alta”: inaugurata a Piacenza la mostra dedicata a Borsellino, dalla Chiesa, Falcone e La Torre

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“A testa alta”: venti scatti straordinari per rendere omaggio alla memoria di Paolo Borsellino, Carlo Alberto dalla Chiesa, Giovanni Falcone e Pio La Torre. La mostra è stata inaugurata a Piacenza ieri pomeriggio, al piano terra della Biblioteca Passerini Landi; e si può visitare negli orari di apertura al pubblico di Palazzo San Pietro fino al 28 febbraio (lunedì, 14-21; martedì-venerdì, 9-21; sabato, 9-19).

Servitori dello Stato

La raccolta fotografica, spiega una nota del Comune di Piacenza, è quella con cui la Camera dei Deputati nel 2022 ha voluto rendere omaggio a Borsellino, Dalla Chiesa, Falcone e La Torre, ricordandone l’impegno in prima linea contro la mafia – pagato con la vita anche dagli agenti di scorta e dai familiari – il senso dello Stato, la cultura della legalità, l’eredità civile e morale che hanno consegnato al Paese.

Ad inaugurare la tappa cittadina dell’esposizione itinerante, il sindaco Pd Katia Tarasconi e l’assessore alla Cultura Christian Fiazza, che ha letto un messaggio del ministro Tommaso Foti, assente per impegni istituzionali concomitanti. Presenti anche l’assessore Serena Groppelli, la presidente del Consiglio comunale Paola Gazzolo e numerosi consiglieri di Palazzo Mercanti, nonché autorità civili e militari del territorio piacentino.

Sono intervenuti anche il vescovo Adriano Cevolotto e l’avvocato Luigi Salice consigliere della Fondazione di Piacenza e Vigevano che con il suo contributo ha consentito l’arrivo della mostra in provincia, già allestita lo scorso anno nei Comuni di Podenzano e Vigolzone, per poi proseguire, oltre che nel capoluogo, a Fiorenzuola d’Arda e Ponte Dell’Olio nel 2026.

Messaggio ai giovani

Una sentita narrazione delle immagini di “A testa alta” (clicca qui per scaricare la brochure della mostra) è stata fatta dall’assessore Renato Lavezzi del Comune di Podenzano. Ha rimarcato, come gli esponenti istituzionali intervenuti prima di lui, l’importanza di un allestimento collocato in uno spazio pubblico, frequentato dalla collettività e in particolar modo dai giovani. Una generazione che non è stata testimone del lavoro infaticabile delle figure protagoniste della mostra e delle stragi di cui sono state vittime; ma proprio per questo, conclude la nota, deve conoscere una pagina fondamentale della storia d’Italia e trarne motivo di profonda riflessione.

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