Venezuela: una serie di esplosioni ha scosso la capitale Caracas nelle prime ore di oggi. Il governo Maduro accusa direttamente gli Stati Uniti di aver compiuto “un’aggressione militare”. Ma solo dopo diverse ore dalla Casa Bianca arriva una reazione ufficiale; o meglio, spiega l’Agenzia Dire, è il presidente Donald Trump che, dal suo profilo social su Truth, rivendica l’operazione e annuncia che il presidente venezuelano Nicolás Maduro è stato catturato insieme alla moglie Cilia Flores e trasferito fuori dal suo Paese.
Le emittenti del Venezuela quasi in diretta hanno diffuso i numerosi video pubblicati sui social da cittadini in cui è stata ripresa la pioggia di missili sulla città, poco dopo le due della mattina. “Esplosioni, sorvoli aerei e guasti elettrici hanno svegliato questa mattina i cittadini di Caracas”, racconta l’emittente VPItv. Mentre El Pais informa che il governo venezuelano ha dichiarato lo stato di emergenza e ha invitato i suoi cittadini a difendere il Paese.
Non solo, un comunicato ufficiale, diffuso dalle testate nazionali, tra cui TeleSurTv, riconosce un chiaro responsabile: la Casa Bianca. “La Repubblica Bolivariana del Venezuela respinge, ripudia e denuncia davanti alla comunità internazionale la gravissima aggressione militare perpetrata dall’attuale Governo degli Stati Uniti d’America contro il territorio e la popolazione venezuelana nelle località civili e militari della città di Caracas, capitale della Repubblica, e degli stati di Miranda, Aragua e La Guaira”.
La rivendicazione del tycoon
Soltanto dopo diverse ore il presidente degli Stati uniti, Donald Trump, ha rivendicato tutta l’operazione dal suo social Truth: “Gli Stati uniti hanno portato avanti con successo un’operazione su larga scala contro il Venezuela e il suo leader, il presidente Nicolas Maduro, che insieme alla moglie è stato catturato e trasferito fuori dal Paese. Questa operazione è stata compiuta con il Dipartimento della sicurezza degli Stati uniti. Seguiranno dettagli”, scrive il tycoon, annunciando infine una conferenza stampa in giornata a Mar-a-Lago (alle 17 ora italiana, ndr).
Anche le testate statunitensi riportano notizie del raid su Caracas e ricostruiscono gli ultimi mesi ad alta tensione tra i due Paesi. Nbc News ricorda infatti come gli Stati uniti abbiano aumentato la pressione sul Paese sudamericano per mesi, radunando un’enorme presenza militare nei Caraibi, intercettando due petroliere venezuelane cariche di greggio e uccidendo decine di persone in attacchi contro imbarcazioni vicine che, secondo loro, trasportavano droga. Non solo: il presidente Donald Trump proprio nelle ultime settimane ha fatto enormi pressioni sul presidente venezuelano Nicolás Maduro per spingerlo alle dimissioni e, in recenti dichiarazioni alla stessa emittente americana, Trump avrebbe lasciato aperta la possibilità di avviare una guerra con il Paese.
L’emittente venezuelana Vpitv riferisce che le esplosioni hanno colpito, tra gli altri obiettivi, la base militare di La Carlota, e la caserma de la Montana, dove riposano le spoglie dell’ex presidente Hugo Chávez Frías, nella zona est della Capitale. Infine, si segnala la presenza di carri armati militari nelle zone vicine a Miraflores, vicino al palazzo presidenziale.







