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Confindustria Piacenza sponsor della Nike di Palazzo Farnese

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Da sinistra, Antonella Gigli, Jonathan Papamarenghi, Luca Groppi e Attilia Jesini

Confindustria Piacenza a Palazzo Farnese. Luca GroppiAttilia Jesini, direttore e vicedirettore dell’Associazione, sono stati accolti dall’assessore alla Cultura Jonathan Papamarenghi e dal direttore dei Musei civici, Antonella Gigli. I dirigenti di Confindustria hanno preso visione dei lavori dedicati alla statua di Kleomenes. La scultura infatti è stata restaurata e collocata in un nuovo allestimento grazie all’intervento dell’Associazione. E finalmente sarà valorizzata appieno nella Sezione Archeologica dei Musei civici, di cui è sempre più vicina l’inaugurazione con l’esposizione di circa 1.400 reperti appartenenti alla storia della città dall’età preromana all’invasione dei longobardi nel VI secolo.

Da Botticelli a Romagnosi

“Questa sponsorizzazione rientra nella nostra tradizionale attività di sostegno del patrimonio artistico e culturale che si è manifestata in diverse forme nei decenni di vita dell’Associazione”, hanno spiegato Groppi e Jesini. “Con l’intervento per la valorizzazione della statua di Kleomenes torniamo di nuovo con molto piacere a Palazzo Farnese dove siamo intervenuti con la realizzazione della teca del Tondo di Botticelli o del plastico in legno di Palazzo Farnese”. Senza dimenticare che dopo i 10mila euro spesi per quest’ultima sponsorizzazione, Confindustria ne ha già messi sul piatto altri 20mila per il restauro anche stavolta di una scultura. “Quest’anno abbiamo risposto all’appello del Comune e ci faremo carico del restauro della statua di Giandomenico Romagnosi (opera di Cristoforo Marzaroli, ndr). Il nostro intento è di agire attraverso interventi di carattere artistico a favore della comunità e del territorio e in questo senso la collaborazione con l’Amministrazione è assai proficua”.

La storia della Nike

La scultura, nota anche come la Nike di Piacenza, di proprietà dello Stato, è custodita a Palazzo Farnese grazie alla convenzione stipulata con il ministero dei Beni Culturali nel 1985. Esposta su un basamento al centro del pianerottolo dello scalone di palazzo Farnese fino al 1998, poi viene concessa in prestito alla città di Cremona in occasione di una mostra sulla via Postumia e alla città di Brescia per l’esposizione “Roma e le genti del Po”. Da allora non era stata più visibile, bensì tenuta, per ragioni conservative, nei depositi civici. Successivamente, nel 2016, era stata di nuovo collocata nella nicchia sul pianerottolo al primo piano.

La statua di Kleomenes risale alla metà del primo secolo avanti Cristo anche se la datazione non è chiara del tutto, ma la critica considera attendibile questa ipotesi. L’opera sepolta per duemila anni nel cuore del centro storico, è stata scoperta nel 1938 in occasione degli scavi per le fondazioni di Palazzo Inps. Resta incerta l’identificazione del soggetto, è vero; ma se non si tratta di una Venere, la versione più accreditata è quella di un Apollo, rafforzata dal vicino ritrovamento dell’elemento inferiore della base di un tripode, tipico attributo apollineo, che non faceva parte del gruppo statuario, ma era probabilmente collocato nello stesso contesto.

Fare squadra per la cultura 

Per l’assessore Papamarenghi, “grazie alla sensibilità di Confindustria è stato possibile dare alla preziosa statua la giusta valorizzazione attraverso la sistemazione nella sua collocazione definitiva. Nel 2019 decise di sponsorizzare un intervento di restauro; nonché l’allestimento appositamente improntato, un’illuminazione adeguata, un sistema di proiezione che simula la figura integrale dell’opera in marmo. E un’interessante documentazione sul rinvenimento della statua che sarà ora valorizzata al meglio”.

Il rapporto pubblico-privato, in questo caso con Confindustria, “è molto importante anche nella tutela dei beni culturali per rivitalizzare opere e percorsi che senza aiuti le pubbliche amministrazioni difficilmente riuscirebbero a portare a termine”, ha sottolineato Papamarenghi. Nell’interesse del nostro territorio, “serve un intenso lavoro di squadra che Confindustria, ancora una volta, ha saputo promuovere e proseguire. Un ricordo particolare va anche a Cesare Betti – ha concluso l’assessore – che nel 2019, assieme a chi ha poi proseguito il percorso, ha subito colto l’importanza della collaborazione con la sensibilità e lo spirito che lo ha sempre contraddistinto”. 

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