Consorzio di Bonifica e Confedilizia di Piacenza: botta e risposta sulle elezioni a colpi di comunicati.
Nel primo, l’Ente di strada Valnure, rispondendo anche alla lettera di ieri del sindaco di Piacenza Patrizia Barbieri, conferma le prossime elezioni in presenza del 18 e 19 aprile; e dichiara in sostanza che la decisione su un rinvio compete ad altri, dal Governo alla Regione Emilia-Romagna. Nel secondo, Confedilizia risponde negando che il Consorzio si possa chiamare fuori da questa decisione.
Ma vediamo i due comunicati integrali, partendo da quello della Bonifica, presieduta dall’ingegner Paolo Calandri.
La nota consortile
«Il Consorzio, dopo la revoca dell’ordinanza di sospensione delle elezioni disposta dal Tribunale di Piacenza, ha fissato la nuova data delle elezioni per il prossimo 18 e 19 aprile 2021 per il rinnovo dei propri organi in quanto è scaduto il mandato di quelli attuali, previsto in cinque anni dall’art. 15, comma 2, della L.R. 42/1984.
Poiché è direttamente la legge ad indicare la durata del mandato elettivo degli organi, il Consorzio non può decidere di prorogarne la permanenza in carica oltre il suddetto termine. Non è, cioè, consentito a chi ha il dovere di provvedere alla sostituzione dell’organo elettivo di determinarne la durata dopo la scadenza del mandato previsto dal legislatore. Ciò vale per il Consorzio, ma vale anche per qualsiasi altro ente pubblico. Non è un caso che la decisione sul rinvio delle elezioni amministrative in ragione dell’emergenza epidemiologica da covid-19 non sia stata assunta dai sindaci delle varie città interessate, bensì dal Governo che ha appunto disposto il rinvio delle stesse con DL 25/2021.
Dunque, fintanto che il Parlamento, il Governo o la Regione non dispongano il rinvio delle elezioni consortili in considerazione della situazione epidemiologica in corso, l’Ente è obbligato a proseguire il procedimento elettorale avviato.
Naturalmente, il Consorzio, nell’organizzazione dei seggi e nelle operazioni di voto, si atterrà al protocollo sanitario adottato dal Ministero della Salute per lo svolgimento delle consultazioni elettorali, nonché allo specifico protocollo sanitario e di sicurezza per lo svolgimento delle elezioni per i consorzi di Bonifica adottato dalla Regione Emilia-Romagna il 2 dicembre 2020 e utilizzato dai consorzi di bonifica dell’Emilia Romagna che hanno regolarmente svolto le elezioni nel mese di dicembre. Dell’osservanza di tali disposizioni il Consorzio ha informato la Regione Emilia-Romagna chiedendo di confermarne l’attualità».
La risposta di Confedilizia
«Il Consorzio di bonifica ha diffuso un comunicato nel quale cerca di scaricare su altri le responsabilità di competenza, invece, sua e del suo Consiglio di amministrazione. Il Consorzio sostiene infatti che non può esso prorogare la propria permanenza in carica, cedendo alle ragioni sanitarie in tutta evidenza persistenti. Ma non si accorge che, se questo fosse vero, avrebbe commesso diversi reati permanendo in carica e governando, in questi ultimi mesi, proprio dopo la scadenza.
La realtà è, invece, che le ragioni sanitarie alle quali dovrebbe soggiacere anch’esso sono prioritarie e nessuno potrà mai contestare una decisione in questo senso. Né risulta che il Consorzio – facendosi carico delle esigenze sanitarie – abbia mai chiesto alla Regione di ammetterne la permanenza in carica, quantomeno per l’ordinaria amministrazione, in prorogatio. La realtà è che il Consorzio vuol fare in fretta e furia le elezioni cartacee (e così assicurarsi il governo consortile per altri anni), senza osservare ancora una volta l’obbligo – per 10 anni trascurato – di svolgere le elezioni in forma telematica che lo vedrebbero soccombente.
Nonostante lo stesso Consorzio si sia fatto carico di dimostrare di aver potuto in passato fare, e di poter fare anche in futuro, amministrazione permanendo in carica, chiediamo al Presidente della Regione di rinviare le elezioni così come gli ha chiesto il Sindaco di Piacenza e, indirettamente, financo il Consorzio di bonifica. Invero, sconcerta che lo stesso Consorzio abbia la forza per fare quel che vuole nell’inosservanza di una precisa disposizione del dpcm vigente, che prescrive agli enti di diritto pubblico di non promuovere riunioni di persone se non a distanza. Così come sconcerta che, davanti a questo pervicace comportamento, nessuno si muova».







