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Covid a scuola: ecco le regole in caso di contagio

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Covid a scuola: che cosa succederà in caso di contagio a partire dal prossimo 14 settembre? Chi dovrà intervenire e in che modo? Le risposte a queste domande e a tante altre si trovano in un documento intitolato “Indicazioni operative per la gestione di casi e focolai di SARS-CoV-2 nelle scuole e nei servizi educativi per l’infanzia“. Le 25 pagine di questo vademecum sono a cura di Gruppo di Lavoro Iss; Ministero della Salute; Ministero dell’Istruzione; Inail; Fondazione Bruno Kessler; Regione Emilia-Romagna e Regione Veneto.

Indicazioni concrete

Il documento ha un taglio operativo. E dà indicazioni concrete su come affrontare il coronavirus a scuola: dall’identificare un referente scolastico per il Covid-19 adeguatamente formato al tenere un registro degli eventuali contatti tra alunni e/o personale di classi diverse; dal richiedere la collaborazione dei genitori per misurare ogni giorno la temperatura del bambino al segnalare eventuali assenze per motivi di salute riconducibili al Covid-19.

Descrive le azioni da intraprendere nel caso un alunno o un operatore scolastico abbiano dei sintomi compatibili con il Covid-19, sia a scuola che a casa. Ad essere attivati saranno il referente scolastico per il Covid; i genitori; il pediatra di libera scelta o il medico di medicina generale; il dipartimento di Prevenzione.

Covid a scuola: il caso sospetto

Se un alunno manifesta per esempio la sintomatologia a scuola, le raccomandazioni prevedono che vada isolato in un’area apposita che va identificata in ogni istituto. Lo studente viene assistito da un adulto, entrambi con mascherina chirurgica, mentre i genitori sono immediatamente allertati ed attivati.

Una volta riportato a casa, i genitori devono contattare il pediatra di libera scelta o medico di famiglia. Dopo aver valutato la situazione, il dottore deciderà se è necessario contattare il Dipartimento di Prevenzione (DdP) per l’esecuzione del tampone.

Quarantena, sanificazione e monitoraggio

Se il test è positivo, il DdP competente condurrà le consuete indagini sull’identificazione dei contatti. E valuterà le misure più appropriate da adottare. Tra queste, quando necessario, è prevista l’implementazione della quarantena per i compagni di classe, gli insegnanti e gli altri soggetti che rientrano nella definizione di contatto stretto.

La scuola in ogni caso deve effettuare una sanificazione straordinaria. Fra i compiti degli istituti il documento prevede anche il monitoraggio delle assenze, per individuare ad esempio casi di classi con molti alunni mancanti, che potrebbero essere indice di una diffusione del virus e che potrebbero necessitare di una indagine mirata da parte del DdP.

Covid a scuola: previsioni difficili

Il documento sottolinea che è difficile stimare al momento quanto la riapertura delle scuole possa incidere su una ripresa della circolazione del virus in Italia. “In primo luogo non è nota la trasmissibilità di SARS-COV-2 nelle scuole”, scrivono gli esperti. “Più in generale, non è noto quanto i bambini, prevalentemente asintomatici, trasmettano SARS-COV-2 rispetto agli adulti, anche se la carica virale di sintomatici e asintomatici, e quindi il potenziale di trasmissione, non è statisticamente differente”.

Di conseguenza, “questo non permette una realistica valutazione della trasmissione di SARS-COV-2 all’interno delle scuole nel contesto italiano. Non è inoltre predicibile il livello di trasmissione (Rt) al momento della riapertura delle scuole a settembre”. Pertanto è previsto che il documento venga aggiornato per rispondere alle esigenze della situazione e alle conoscenze scientifiche man mano acquisite.

Brusaferro: strategia nazionale

“Questo documento è il frutto di un impegno condiviso tra molte istituzioni nazionali e Regioni e Province Autonome”, spiega il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità Silvio Brusaferro. “La necessità di riprendere le attività scolastiche è indicata da tutte le agenzie internazionali, tra le quali l’Oms, come una priorità; ed è tale anche per il nostro Paese.

Pertanto, “in una prospettiva di possibile circolazione del virus a settembre e nei prossimi mesi, è stato necessario sviluppare una strategia nazionale di risposta a eventuali casi sospetti e confermati in ambito scolastico o che abbiano ripercussioni su di esso, per affrontare le riaperture con la massima sicurezza possibile e con piani definiti per garantire la continuità”, conclude Brusaferro.

   

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