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Covid, Usca attive fino a dicembre: accordo tra Regione Emilia-Romagna e sindacati dei medici

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Covid: raggiunto l’accordo sulle Usca tra Regione Emilia-Romagna e organizzazioni sindacali dei medici per la cura e l’assistenza domiciliare ai malati che non necessitano di ricovero e ai pazienti in isolamento fiduciario a causa del coronavirus.

Oggi l’incontro in Regione, spiega una nota dell’Ente, con la sigla del verbale d’intesa tra la direzione generale dell’assessorato alle Politiche per la salute e i sindacati di categoria Fimmg, Snami e Smi.

Operative per sei mesi 

Il problema Usca era nato con la fine dei decreti emergenziali validi sino al 30 giugno, e in mancanza di un apposito provvedimento del governo; attraverso l’intesa, fino al 31 dicembre 2022 viene assicurata la presa in carico e il follow-up dei pazienti domiciliari, covid positivi o sospetti tali, che versano in condizioni clinico assistenziali di particolare complessità; e con particolare riguardo all’assistenza domiciliare nelle strutture residenziali per lo stesso profilo di assistiti. L’attivazione dei medici impiegati in tali attività avviene in stretta collaborazione con i medici di medicina generale dei pazienti segnalati.

Donini: strumento prezioso

“Siamo soddisfatti di quest’intesa, raggiunta in tempi rapidi grazie alla comune volontà di Regione e organizzazioni sindacali impegnate nello stesso obiettivo: non disperdere il prezioso strumento delle Usca, che peraltro l’Emilia-Romagna è stata tra le prime Regioni ad attivare, e valorizzare i tanti professionisti che ci lavorano”, afferma l’assessore alle Politiche per la salute, Raffaele Donini.

Incarichi a tempo determinato 

Proprio per far fronte a queste esigenze straordinarie, compresa la necessità di assicurare assistenza sanitaria e continuità assistenziale ai territori ove si manifestino evidenti difficoltà a garantire la continuità di assistenza primaria, l’intesa mette nero su bianco la possibilità, per le Aziende sanitarie, di conferire incarichi a tempo determinato per l’esclusivo svolgimento di attività oraria. Il tutto nel rispetto dell’Accordo collettivo nazionale per la disciplina dei rapporti con i Medici di Medicina Generale del 28 aprile scorso.

L’intesa definisce anche il ‘perimetro’ entro cui le Ausl potranno conferire gli incarichi a tempo determinato, esclusivamente per le attività che rientrano nell’accordo e limitatamente a motivate esigenze aziendali: gli incarichi dovranno essere di tre mesi, di norma di 24 ore settimanali, prorogabili sino al 31 dicembre 2022. E per non disperdere, ma al contrario valorizzare le competenze acquisite nell’ambito delle Usca aziendali, per l’attribuzione degli incarichi saranno interpellati i medici che hanno già operato all’interno delle Unità speciali di continuità assistenziale.

Formazione e validità dell’accordo

Intesa raggiunta anche sul fatto che lo svolgimento di questi incarichi sia compatibile con l’attività di formazione presso le scuole di specializzazione in medicina e i corsi di formazione specifica in medicina generale; pertanto le ore lavorate saranno riconosciute a tutti gli effetti quali attività pratiche da computare nel monte ore complessivo previsto dai rispettivi corsi.

Il verbale di intesa sulle Usca rimarrà valido sino a fine anno o, in alternativa, sino alla ratifica a livello nazionale di accordi collettivi o verbali di preintesa, o in caso di disposizioni legislative nazionali che modifichino o integrino i contenuti di questo accordo, conclude la nota della Regione.

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