Cultura

Galleria Alberoni: al via le celebrazioni piacentine per i 400 anni della Congregazione della Missione di San Vincenzo de’ Paoli

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Alla Galleria e al Collegio Alberoni è in arrivo un intenso weekend di iniziative ed eventi. Partono infatti le celebrazioni, che si concluderanno a fine marzo 2026, per il quarto centenario della Congregazione della Missione di San Vincenzo de’ Paoli, così profondamente legata alla città di Piacenza. Fu infatti il cardinale Giulio Alberoni a scegliere i Missionari vincenziani affidando loro, fin dall’origine, la cura e la responsabilità del suo Collegio, che ancora oggi i sacerdoti di San Vincenzo dirigono e gestiscono. 

Vediamo allora l’agenda delle numerose manifestazioni programmate tra sabato 27 e domenica 28 settembre, collegate tra l’altro alle Giornate Europee del Patrimonio.

Sabato 27 settembre

Il weekend si apre alle 11,30 con la messa nella Chiesa di San Lazzaro, presieduta dal vescovo Adriano Cevolotto, che dà avvio alle celebrazioni vincenziane. Il 27 settembre 1660 concludeva infatti a 79 anni la sua vita terrena Vincenzo de’ Paoli. In oltre 170 Paesi, milioni di persone, che si riconoscono nella Famiglia vincenziana, celebrano in questa giornata la memoria della canonizzazione del santo avvenuta nel 1737 e l’eredità del mistico della Carità.

Nel pomeriggio, alle ore 18, si terrà una visita guidata a ingresso ridotto (6 euro), in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio, che condurrà alla scoperta dei tesori più preziosi del Collegio Alberoni: Appartamento del Cardinale; Ecce Homo di Antonello da Messina e i dipinti più antichi della collezione; Sala degli Arazzi.

In anteprima, si potrà visitare la mostra “Il Racconto della Carità. La vita, le opere e le parole di Vincenzo de’ Paoli”, allestita nella Biblioteca monumentale del Collegio Alberoni, animata da una sezione di libri parlanti e da un’installazione video. Come scrive padre Nicola Albanesi, che della mostra è il curatore, “L’esposizione è uno strumento per conoscere lo spirito che ha animato la vita di Vincenzo e della sua comunità, formata da coloro che sono stati contagiati dal suo modo di vivere il Vangelo. Il titolo è ‘Il Racconto della Carità’, perché è la carità che fa la storia. San Vincenzo de’ Paoli ne è un autorevole testimone. Nella Parigi del Grand Siècle ha fatto la storia, più dei grandi del suo tempo”. 

Infine, la visita guidata proporrà anche Il Corridoio vincenziano, breve cammino tra la Galleria e il Collegio Alberoni, dedicato a Vincenzo de’ Paoli, con un’installazione artistica costituita da tre sculture angeliche di Brunivo Buttarelli, artista di fama internazionale e grande inventore di forme, che ha realizzato queste emozionanti opere proprio su invito del Collegio Alberoni.

Domenica 28 settembre

È il giorno che segna la riapertura ufficiale della Galleria Alberoni e la partenza di una nuova stagione di visite ed eventi culturali. Sempre in occasione delle Giornate europee del Patrimonio, la consueta visita guidata al Collegio e alla Galleria Alberoni delle ore 16 sarà replicata anche alle 18 (ingresso ridotto a 6 euro). Un’ulteriore possibilità quindi per scoprire i tesori del Collegio Alberoni, il Corridoio Vincenziano e la mostra “Il Racconto della Carità”: quest’ultima sarà ricompresa in ogni visita guidata al Collegio fino al 6 gennaio 2026.

In serata, nella Sala degli Arazzi, alle ore 21 (ingresso libero) sarà proiettato il film “Monsieur Vincent”, capolavoro di Maurice Cloche, realizzato nel 1947, che ottenne il Premio Oscar come miglior film straniero nel 1949. Il film, che narra la straordinaria azione sociale di Vincenzo de’ Paoli nella Francia del Seicento, fu concepito, a partire dal 1942, in un momento buio della Francia, oppressa dalla guerra, per infondere nel popolo francese la speranza e il desiderio di superare i disastri causati dal conflitto, rievocando la figura di un uomo che dedicò tutta la sua esistenza a porre rimedio alle distruzioni che incontrava. 

Protagonista della pellicola, con i cui dialoghi scritti da Jean Anouilh, importante drammaturgo e sceneggiatore, è Pierre Fresnay, grande attore francese che si convertì al cattolicesimo proprio durante la preparazione e le riprese. 

L’opera ottenne il Grand Prix du Cinéma Français; il Premio Internazionale per la migliore interpretazione maschile alla Biennale di Venezia per Fresnay e la nomination per il Leone d’oro nel 1947; il Premio Oscar come miglior film straniero e la nomination quale miglior film al Premio Bafta nel 1949; la nomination quale miglior film promotore di amicizia internazionale al Golden Globe del 1950. 

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