Gaza: finalmente la tregua. Il primo ministro del Qatar, lo sceicco Mohammed bin Abdulrahman Al Thani, ha annunciato ieri in una conferenza stampa a Doha che è stato raggiunto un accordo di cessate il fuoco tra Israele e Hamas. L’accordo entrerà in vigore domenica 19 gennaio.
La prima fase durerà 42 giorni. Includerà un cessate il fuoco e il ritiro delle forze israeliane a Est, lontano dalle aree popolate, spiega l’Agenzia Dire. Hamas rilascerà 33 ostaggi israeliani, tra cui donne civili, bambini, anziani, feriti o malati. In cambio, Israele rilascerà prigionieri detenuti nelle carceri israeliane.
Previsto il ritorno degli sfollati alle loro case e il trasporto dei feriti e dei malati per ricevere cure, con l’aumento del flusso di aiuti umanitari e di soccorso in tutta la Striscia di Gaza; nonché la ristrutturazione di ospedali, centri sanitari e panetterie. Sarà consentito l’ingresso di carburante e di attrezzature per la protezione civile, nonché di beni di prima necessità per gli sfollati che hanno perso le loro case.
Il primo ministro del Qatar ha affermato che i dettagli della seconda e terza fase dell’accordo di cessate il fuoco saranno definiti durante l’attuazione della prima fase, sottolineando la “necessità che entrambe le parti si impegnino nell’attuazione di tutte e tre le fasi dell’accordo” al fine di “impedire spargimenti di sangue tra i civili. Il Qatar continuerà a impegnarsi con l’Egitto e gli Stati Uniti per garantire che tutte le parti rispettino i propri impegni”, ha affermato Al Thani.
Netanyahu chiama Trump e Biden
Nel pomeriggio di ieri ad anticipare l’ufficialità dell’accordo è stato il presidente eletto degli Stati Uniti Donald Trump, che ha bruciato sul tempo l’uscente Joe Biden. Entrambi, riferisce l’Ansa, sono stati chiamati nell’ordine dal premier israeliano Benyamin Netanyahu, che ha ringraziato per l’aiuto nel promuovere il rilascio degli ostaggi e aver sostenuto Israele a porre fine alla sofferenza degli ostaggi e delle loro famiglie. Netanyahu ha chiarito “di essere impegnato a riportare a casa tutti gli ostaggi con ogni mezzo possibile”; e ha elogiato Trump per le sue parole secondo cui gli Usa lavoreranno per garantire che Gaza non diventi mai più un rifugio per il terrorismo.
Hamas: liberazione e ritorno
L’accordo per il cessate il fuoco nella Striscia di Gaza e lo scambio di prigionieri con Israele è frutto della “fermezza” del popolo palestinese e della sua “resistenza”. Questa la posizione comunicata in serata da Hamas, dopo l’annuncio dell’intesa. In una dichiarazione, l’organizzazione aggiunge che il compromesso “apre la strada alla realizzazione delle aspirazioni del popolo per la liberazione e il ritorno”.
La nota di Palazzo Chigi
“L’Italia accoglie con grande favore l’annuncio di un accordo per un cessate il fuoco a Gaza e il rilascio degli ostaggi nelle mani di Hamas e si congratula con Egitto, Qatar e Stati Uniti per il risultato raggiunto dopo un lungo impegno negoziale che il Governo italiano – anche in qualità di Presidenza del G7 – ha sempre sostenuto con convinzione”, si legge in una nota di Palazzo Chigi. “L’Italia ha seguito da vicino sin dall’inizio la dolorosa vicenda degli ostaggi nelle mani di Hamas e si aspetta ora che tutti gli ostaggi possano finalmente tornare alle loro famiglie”.
Il cessate il fuoco, prosegue il comunicato del Governo, “fornisce un’importante opportunità per aumentare in maniera consistente l’assistenza umanitaria alla popolazione civile di Gaza. L’Italia continuerà a impegnarsi in questo ambito, anche attraverso l’iniziativa ‘Food for Gaza’ incentrata sulla sicurezza alimentare e la salute”.
Infine, “l’Italia è pronta a fare la sua parte, insieme ai partner europei e internazionali, per la stabilizzazione e la ricostruzione di Gaza e per consolidare in modo permanente la cessazione delle ostilità, anche nell’ottica di rilanciare un processo politico verso una pace giusta e duratura in Medio Oriente, basata sulla soluzione dei due Stati, con Israele e uno Stato di Palestina che vivano fianco a fianco in pace e sicurezza, all’interno di confini mutualmente riconosciuti”.







