“Il ring di tante vite”: 150 pagine con i racconti e le fotografie che illustrano i momenti più importanti della Salus et Virtus di Piacenza; ma anche il lavoro quotidiano, l’impegno del maestro di Roberto Alberti con i tanti atleti che hanno conquistato titoli prestigiosi, rendendo il pugilato uno sport nobile e ricco di valori. E oggi questi valori vengono portati avanti di giorno in giorno, con tanti giovani e diverse ragazze che hanno conquistato, con impegno e sacrificio, titoli italiani e soprattutto credibilità e riscatto sociale.
Presentazione al PalabancaEventi
È questo il senso del libro scritto da Mauro Molinaroli, con la collaborazione organizzativa di Luca Gabrieli, per evidenziare come lo sport sia anche vita, valori, storie. “Il ring di tante vite”, che sarà presentato lunedì 31 ottobre alle 18 al PalabancaEventi di via Mazzini, coniuga così le vicende di protagonisti di ieri e di oggi, e il ruolo della società pugilistica piacentina non solo sotto il profilo sportivo.
Si parte dai campioni del passato: Crosia, Molinari, Civardi, Buzzetti e Pizzamiglio; per arrivare agli anni Novanta, quando Roberto Alberti, decide di acquisire la società caduta in forte crisi e di diventarne proprietario. Un salto importante, perché da allora la Salus diventa una palestra popolare. Con giovani che si sono dedicati al pugilato sotto il profilo agonistico e altri che invece hanno preferito svolgerlo a livello amatoriale.
Una lunga storia, “Il ring di tante vite”, in cui i protagonisti dei primi anni Duemila, Amello, Lopriore, Gherardi, Badagani, raccontano all’autore vicende, vite reculavate per un nonnulla e la grande famiglia della Salus. Alberti è per tanti un secondo padre, la coscienza critica di giovani che potrebbero finire in strada, strada dalla quale provengono. E invece scoprono il senso delle regole, della disciplina, del fare gruppo in un luogo che è anche scuola di vita.
Donne sul ring
Viene avanti anche il pugilato femminile con Emanuela Amisani nel 2000; e prosegue con Hasnaa Bouyij e la mitica Roberta Bonatti, seconda ai campionati europei di pochi giorni fa. Il pugilato femminile ha caratteristiche diverse, e la Salus sembra coglierle con grande tempismo.
Poi, ecco i giovani immigrati che trovano un punto di riferimento nella palestra di via Alberici: Tony Cruz, Amin Bilal, Jon Jon Sabau e più indietro negli anni Massimiliano Chiofalo. Tante vite e tanti volti da ring. Ragazzi che si allenano e lavorano, che combattono per una forma di riscatto sociale, in una società, la Salus, in cui non esistono divi o presunti tali. Esistono regole e scelte di vita. Non è poco. Una storia di sport ma anche una storia di uomini e donne, di recupero sociale di tanti giovani, di sensibilità che caratterizza questa società e in particolare il suo maestro e coloro che lo hanno preceduto.
La stella del Coni
“Il ring di tante vite”, pubblicato grazie al sostegno della Banca di Piacenza, vede le presentazioni di KatiaTarasconi, Corrado Sforza Fogliani e Robert Gionelli. A sottolineare l’impegno che la Salus et Virtus ha sempre trasmesso a favore dell’impegno sociale, in questi lunghi anni di storia. Un percorso suggellato anche dal riconoscimento della Stella d’oro al merito sportivo del Coni.







