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La Piacenza che era: tutto sulla mostra natalizia offerta dalla Banca di Piacenza

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Da sinistra, Valeria Poli, Giuseppe Nenna, Laura Bonfanti e Carlo Ponzini

La Piacenza che era: «Facciamoci contagiare, ma dalla bellezza». È questo il messaggio lanciato da Carlo Ponzini nel corso della conferenza stampa che si è tenuta nella Sala Ricchetti della Sede centrale della Banca di Piacenza per la presentazione della mostra “La Piacenza che era”, appuntamento con l’arte tradizionalmente offerto dall’Istituto di credito, alla città, nel periodo natalizio (PalabancaEventi, 19 dicembre 2021 – 16 gennaio 2022, con inaugurazione venerdì 17 dicembre, alle 18, in Sala Panini).

Dall’Ottocento a oggi

Dopo il saluto del presidente del Cda Giuseppe Nenna («L’evento – ha rimarcato – è sostenuto dalla sola Banca, non gode di alcun finanziamento pubblico e quindi non grava sulla comunità»), la curatrice della mostra Laura Bonfanti ha illustrato i contenuti della mostra “La Piacenza che era”.

«Si tratta di un viaggio da inizio Ottocento fino ai giorni nostri attraverso il quale si presenta lo stretto rapporto tra la città e i suoi abitanti, in un insieme armonico di interazioni e ammodernamenti capaci di rendere questo territorio l’unicum che è oggi». Un viaggio attraverso l’esposizione di numerosi quadri (tra gli artisti in mostra, Hippolyte Sebron – dipinto designato immagine-mostra -, Jacques Carabain, Giovanni Migliara, Federico Moja, Luciano Ricchetti, Elvino Tomba, Bruno Sichel, Ernesto Giacobbi, Bot) che ritraggono appunto parti della Piacenza di una volta che non ci sono più.

Il tutto iniziando da Piazza Cavalli, per proseguire con le Piazze Duomo, Borgo, Sant’Antonino e Cittadella; sono poi presenti importanti edifici religiosi, tra cui la basilica di Santa Maria di Campagna; le chiese oggi sconsacrate delle Benedettine e di Santa Margherita; si incontrano infine i rioni Cantarana, Porta Borghetto e Muntä dí ratt. Completano l’esposizione una quarantina di fotografie d’epoca (scattate dai più rinomati studi fotografici attivi nel Novecento: i fratelli Eugenio ed Erminio Manzotti, Giulio Milani, Gianni Croce e da privati) e da cartoline, sempre d’epoca.

L’architetto Valeria Poli, presidente del Comitato di Piacenza della Deputazione di storia patria, ha illustrato i contenuti del catalogo con contributi di diversi studiosi e la riproduzione fotografica di tutte le opere in mostra, corredate da schede storico-artistiche («Questa mostra – ha osservato  Poli – è l’occasione per il visitatore di conoscere la nostra città, la sua trasformazione nel tempo dal punto di vista urbanistico e architettonico»).

A Carlo Ponzini, responsabile dell’allestimento, il compito di illustrare come è nato il logo della mostra («con un richiamo a Piazza Cavalli, al logo della Banca e ai colori della città, il bianco e il rosso; quel rosso che troviamo anche nel percorso, in quella banda che come un cordon rouge prende per mano il visitatore e lo accompagna nelle varie sale: dei depositanti, Carnovali, Raineri, Douglas Scotti»).

Come visitare “La Piacenza che era”

L’ingresso è libero per Soci e Clienti della Banca. Per i non clienti ingresso con biglietto nominativo scaricabile esclusivamente dal sito www.bancadipiacenza.it. Sono previste visite guidate per scuole e associazioni (prenotazioni all’Ufficio Relazioni esterne tel. 0523 542137; relaz.esterne@bancadipiacenza.it).

Orari: dal martedì al venerdì dalle 16 alle 19; sabato e festivi dalle 10 alle 12.30 e dalle 16 alle 19 (giorni di chiusura 24, 25, 31 dicembre e 1 gennaio). Per l’ingresso, sulla base delle vigenti disposizioni inerenti le mostre, è necessario esibire il Green Pass, indossare la mascherina e tenere poi il distanziamento interpersonale.

Eventi collaterali

La mostra “La Piacenza che era” sarà arricchita da una serie di eventi collaterali. Di seguito il calendario degli appuntamenti.

Visite guidate alla mostra, ore 11 e 16: tutte le domeniche a partire dal 19 dicembre fino al 16 gennaio. Visite guidate (esterne) agli scorci di Piacenza in mostra con partenza dal PalabancaEventi: sabato 8 gennaio, ore 15.30; sabato 15 gennaio, ore 15.30.

Incontri al PalabancaEventi:

  • lunedì 20 dicembre, ore 18, conversazione di Valeria Poli sul tema L’immagine di Piacenza nella cartografia antica;
  • giovedì 23 dicembre, ore 18, tavola rotonda con Paolo Dallanoce, Rocco Ferrari, Ippolito Negri su I negozi di una volta;
  • lunedì 27 dicembre, ore 18, conversazione di Laura Bonfanti sul tema La Piacenza che era. Nascita e sviluppo di un progetto espositivo e del catalogo mostra (agli intervenuti sarà riservata copia del volume);
  • giovedì 30 dicembre, ore 18, conversazione di Giuseppe Romagnoli su Piacenza popolaresca delle vecchie borgate;
  • lunedì 3 gennaio, ore 18, conversazione di Valeria Poli su Piacenza nei ricordi fotografici di Giulio Milani;
  • martedì 4 gennaio, ore 18, presentazione degli atti – a cura del gen. Eugenio Gentile, vicepresidente dell’Istituto per la storia del Risorgimento – Comitato di Piacenza – del convegno Piacenza Primogenita tra fine ‘800 e inizio ‘900 (agli intervenuti sarà riservata copia del volume);
  • venerdì 7 gennaio, ore 18, La Piacenza che era nelle poesie dialettali, letture di Francesca Chiapponi;
  • lunedì 10 gennaio, ore 18, Laura Bonfanti presenta Camminando per Piacenza. Una guida della città (agli intervenuti sarà riservata copia della guida);
  • venerdì 14 gennaio, ore 18, conversazione di Giorgio Eremo su La Piazza Grande ne La Piacenza che era.

La partecipazione è libera (precedenza ai Soci e ai Clienti della Banca). Per motivi organizzativi, si invita a preannunciare la propria presenza (relaz.esterne@bancadipiacenza.it; 0523 542137).

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