Cultura

Mauro Molinaroli e le sue “Storie di sport”: appuntamento al PalabancaEventi di Piacenza

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Mauro Molinaroli e il suo nuovo libro “Storie di Sport”. L’appuntamento con il giornalista e scrittore piacentino è lunedì 8 aprile alle 18 in Sala Panini al PalabancaEventi. Nell’ambito delle iniziative culturali organizzate dalla Banca di Piacenza, Molinaroli parlerà della sua ultima fatica letteraria: 272 pagine che ripercorrono attraverso 63 ritratti, cent’anni di sport piacentino, dal 1920 al 2020. Con lui, a presentare “Storie di sport”, saranno presenti Roberto Reggi, presidente della Fondazione di Piacenza e Vigevano; Totò De Vitis, direttore tecnico del Piacenza calcio; Alassandro Bossalini, tecnico della Nazionale assoluta di Spada. A moderare l’incontro, il giornalista Giorgio Lambri, caposervizio della redazione sportiva di Libertà.

Il gioco della memoria

“Un affresco di tempi che non ci sono più – spiega Molinaroli – senza il colore della nostalgia ma con l’intenzione di rendere immortali ricordi che rischiano di passare troppo presto nell’oblio in un’epoca in cui sembra tutti abbiamo la memoria più corta”. Campionissimi di livello internazionale ma anche atleti di medio spessore in grado comunque di lasciare un segno indelebile nella memoria di Mauro Molinaroli, in una serie di racconti in cui gli ingredienti sono sport, storia, costume e società che si intersecano e si mischiano fino a diventare una cosa sola.

“Il progetto iniziale – commenta l’autore – prevedeva dieci-quindici ritratti da pubblicare su Sportpiacenza; ma una volta aperta, la soffitta dei ricordi ha travolto tutti quelli che si trovavano nelle vicinanze. Perché campione non è solamente chi vince medaglie, ma soprattutto chi regala emozioni o permette agli occhi di illuminarsi al solo pensiero”. Un insieme di ritratti letterari diversi fra loro, dunque, di epoche e sport differenti, uniti dal filo comune dell’entusiasmo e della passione, da leggere tutti d’un fiato. Tuttavia, spiega Matteo Marchetti nell’introduzione del volume, “una volta arrivati al punto finale è bene non farsi prendere dalla frenesia di questi tempi, bisogna fermarsi un attimo e riflettere su tempi che non viviamo più ma che raccolgono in sé quelli che davvero erano gli elementi fondanti della nostra società e che oggi in qualche caso si sono se non persi quantomeno appannati”.

C’è il calciatore Bruno Zanolla, che in attesa della partita decisiva per la promozione si ferma al bar e a mezzogiorno mangia due panini prima di incamminarsi a piedi verso lo stadio; c’è il tecnico, Titta Rota, che reduce da un intervento alle ginocchia, al gol decisivo getta le stampelle e entra in un campo trasformato in acquitrino per abbracciare i suoi giocatori, come se fosse il finale di un film hollywoodiano di successo. Le fotografie sbiadiscono, alcune sono quasi irriconoscibili, allora ci vogliono le parole per descriverle al meglio. Come il saltatore in alto che supera i due metri allenandosi in uno spazio rudimentale e ricadendo non sui moderni e tranquillizzanti sacconi, ma su un mucchio di sabbia alto solamente qualche centimetro.

Piacenza tra passato e presente 

A cementare il tutto, fra epoche e mode differenti, sportivi affermati – come i fratelli Pippo e Simone Inzaghi – e campioncini di provincia, c’è Piacenza. Città che ogni volta grazie allo sport riesce a sorprendere, che non apre volentieri le porte ai forestieri ma che quando si innamora di un personaggio non lo dimentica più. “Appartengo – scrive Molinaroli, riportando le parole di uno dei campionissimi – a una generazione che ha creduto ai valori dello sport come elemento di crescita continua”. Forse questo si è  un po’ perso e uno degli obiettivi del libro è anche riportare alla luce qualità troppo presto dimenticate in nome di un risultato da raggiungere tutto e subito.

Conclude Marchetti: “Scava a fondo Molinaroli e torna indietro fino a un secolo fa permettendoci di rivivere le gesta dei canottieri partiti dalla sponda del Po per vincere la medaglia di bronzo alle Olimpiadi di Amsterdam del 1928 con una barca inaugurata lanciandole contro una bottiglia di gazzosa”.

La macchina del tempo di “Storie di sport” parte da lontano ma ci porta veloce ai giorni nostri, fino ai protagonisti in grado di entusiasmarci ancora oggi, che meritano un posto importante in un’opera capace di unire passato e presente facendoci vivere un viaggio in cui lo sport è il carburante principale senza cui non si può procedere. Perché, come è scritto nel libro, “certe emozioni non se ne vanno, anzi, con il passare degli anni aumentano”.

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