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Parma, al via il processo a Chiara Petrolini per i neonati sepolti: disposta la perizia psichiatrica

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Parma: si è aperto stamattina il processo a Chiara Petrolini in Corte d’assise. La 21enne di Vignale di Traversetolo è accusata di duplice omicidio premeditato e di soppressione di cadavere. Avrebbe ucciso i due figli e nascosto i loro corpi sotterrandoli nel giardino della propria casa. La vicenda era venuta alla luce nell’agosto del 2024, quando la nonna della ragazza aveva trovato il cadavere del primo neonato dissepolto dai cani di famiglia.

Come hanno stabilito le autopsie sui resti dei neonati il primo parto risale al 12 maggio 2023, il secondo al 7 agosto 2024, ricorda l’Agenzia Dire. Secondo l’accusa Chiara Petrolini avrebbe ucciso gli infanti appena nati, al termine di gravidanze portate avanti all’insaputa di tutti, compreso l’allora fidanzato Samuel Granelli che è il padre di entrambi i neonati. Il giovane, che ha voluto riconoscere i piccoli e dar loro un nome (Angelo Federico e Domenico Matteo), è parte civile al processo.

Il dibattito sulla perizia

La Corte, presieduta dal giudice Alessandro Conti, ha accettato la richiesta della perizia psichiatrica forense fatta dalla difesa di Chiara Petrolini. Analizzerà la sua capacità di intendere e volere all’epoca dei fatti ed eventualmente la sua pericolosità sociale. Il conferimento dell’incarico, a periti che saranno nominati extra-udienza, sarà fatto il 15 settembre, quando saranno sentiti anche i primi testimoni, riporta Tgcom24.

L’avvocato dell’imputata, Nicola Tria, ha anche ricordato che il Gip aveva rigettato la richiesta di incidente probatorio sul tema, evidenzia, Rainews. “Sarà compito vostro capire – ha detto ai giudici – se sia già opportuno disporla adesso o più avanti. Rimetto a voi la decisione sulla perizia psichiatrica che fin d’ora chiedo sia espletata”.

Il pubblico ministero, Francesca Arienti, non si è opposta alla richiesta, ma ha suggerito ai giudici di attendere almeno una parte di istruttoria. “Non c’è nulla nella storia di Chiara Petrolini che possa anche solo insinuare il dubbio di una patologia psichiatrica”, ha detto, spiegando però di comprendere la ragione per cui si chiede di indagare la mente dell’imputata. Cioè dare una risposta alla domanda su come sia possibile pensare che una persona abbia ucciso per due volte, a distanza di un anno, i due figli neonati. “Non c’è nulla nella cartella clinica dell’imputata di psichiatrico o psicologico”, ha rimarcato Arienti, sottolineando che nelle testimonianze si ricostruirà come le persone che la conoscevano, descrivevano “una vita da ragazza modello”.

La difesa ha ribattuto che lo psichiatra che l’ha seguita “fin da subito ha parlato di disturbo della personalità con stato dissociativo”. Evidenziando che “nessuno si è accorto di nulla, questo è un dato certo. Ed è anche una cosa centrale in questa vicenda, perché non c’erano segni visibili di una gravidanza”, ha ribadito Tria.

L’ex fidanzato in aula

Presente in aula stamattina anche l’ex fidanzato della ragazza, Samuel Granelli. Gli “interessa sapere chi è Chiara, ma soprattutto perché lo ha fatto: è la sua necessità”, ha spiegato l’avvocato Monica Moschioni, difensore di parte civile per il giovane e i suoi genitori, ripresa da Tgcom24. Il suo assistito “affronta il procedimento con sofferenza, che lo porta ad arrivare a scoprire qualcosa che non conosceva. Si fa accompagnare in un percorso di sostegno, vuole raggiungere la verità dei fatti”. Nessun contatto c’è stato tra i due ragazzi in aula, pur seduti non distanti: “Stiamo cercando di evitare un contatto, è molto impattante”, ha confermato Moschioni.

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