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Piacenza: lo stemma restaurato e l’omaggio a Gianni Levoni

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Piacenza ha restaurato il suo storico simbolo nella sala del Consiglio comunale. Il dipinto di proprietà civica “Antico stemma della Città di Piacenza” è stato rimesso a nuovo grazie alla liberalità della famiglia Levoni, che in tal modo ha voluto rendere omaggio, nel 25° anniversario della sua scomparsa, a Gianni Levoni.

Un pezzo di storia  piacentina

Amministratore pubblico, Gianni Levoni ha ricoperto il ruolo di assessore con la Giunta Ghillani tra il 1970 e il 1975 e con la Giunta Tansini dal 1980 al 1985. Ha fatto parte della massima assise piacentina dal 1970 al 1990; e ha ricoperto altri incarichi pubblici, tra i quali quello di amministratore dell’Azienda sanitaria negli anni Ottanta. A lui è dedicato inoltre l’impianto da calcio di Sant’Antonio. E la sua verve e il suo amore per la città di Piacenza sono stati significativi: partigiano, è l’autore della canzone piacentina più conosciuta, un inno alla nostra terra, “T’al dig in piasintein”.

L’appuntamento al Gotico

Alle 15 di oggi è prevista una manifestazione dedicata al restauro dello stemma del Comune e al ricordo di Gianni Levoni. Nel salone monumentale di Palazzo Gotico ad aprire l’incontro sarà un’introduzione musicale a cura di Marilena Massarini, cui seguirà il saluto del sindaco Patrizia Barbieri. Quindi la restauratrice Margherita Levoni, dello studio “Martino Oberto” di Genova, illustrerà il restauro del dipinto; mentre il giornalista Ermanno Mariani ricorderà la figura di Gianni Levoni come uomo, come amministratore ma anche come partigiano. Mariani recentemente ha pubblicato “La beffa di Verona” (Pontegobbo editore), vicenda realmente accaduta di cui fu protagonista proprio Gianni Levoni nel 1944. Al figlio Antonio Levoni, consigliere dell’assise cittadina e capogruppo del Liberali piacentini, sarà affidata la conclusione.

Papamarenghi: alto senso civico

“Lo stemma che rappresenta la Città di Piacenza nella sala del Consiglio comunale ha un valore altamente simbolico”, commenta l’assessore alla Cultura Jonathan Papamarenghi. “E il fatto che il consigliere Antonio Levoni, insieme ai fratelli Luca e Massimo e alle figlie, abbia finanziato e realizzato il restauro, racchiude un alto senso civico”.

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