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Piacenza: tre spacciatori in manette grazie alle segnalazioni dei cittadini al 112 e con l’app YouPol

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Piacenza: tre spacciatori di cocaina sono finiti in manette nella giornata di ieri grazie alle segnalazioni dei cittadini alla Polizia attraverso le chiamate al 112 e l’utilizzo dell’app YouPol.

Nel primo pomeriggio del 18 ottobre, la Squadra mobile ha tratto in arresto due cittadini tunisini per spaccio di cocaina. Qualche giorno prima, un cittadino aveva segnalato al 112 la presenza di due soggetti sospetti nella zona dello stadio, che in coppia vedevano la sostanza stupefacente ai clienti in transito, salendo a bordo della vettura dell’acquirente per cedergli la droga dietro corrispettivo di denaro, spiega una nota della Questura di Piacenza.

Dopo un’attività di osservazione, i poliziotti intervenivano in seguito a una cessione di sostanza, fermando sia il cliente che gli spacciatori. I due cittadini tunisini, in regola sul territorio nazionale, venivano dunque arrestati per spaccio di droga, mentre l’acquirente veniva sanzionato amministrativamente quale consumatore di stupefacenti.

Il terzo arresto con YouPol

Nella serata di sabato giungeva sempre alla Sala operativa della Questura, stavolta tramite l’app YouPol, la segnalazione da parte di un cittadino di uno spacciatore attivo in via Sbolli, con una descrizione accurata dello stesso. Intervenivano quindi gli equipaggi delle Volanti che lo individuavano, mentre saliva sulla macchina di un acquirente per cedergli una dose di cocaina; fermato dagli agenti e perquisito, veniva trovato in possesso di altre dosi dello stupefacente e di denaro.

I tre arresti, prosegue la nota di Viale Malta, che hanno portato al sequestro di diverse dosi di cocaina e di 2.000 euro in contanti, sono stati resi possibili proprio grazie alla collaborazione proficua tra i cittadini di Piacenza e la Polizia e grazie alla capillare attività di informazione fornita a tutta la cittadinanza sulla necessità di farsi parte attiva, di collaborare con le forze dell’ordine per consentire di ottenere risultati immediati che incidono sulla sicurezza di tutta la comunità.

La Questura ribadisce anche l’importanza per tutta la cittadinanza dell’app gratuita della Polizia di Stato YouPol, utile a segnalare tempestivamente eventuali situazioni legate a riscontrate problematiche di bullismo, di spaccio di sostanze stupefacenti e di altre possibili azioni illegali, in contrasto a fenomeni di violenza, per cui si voglia richiedere l’intervento della Polizia di Stato.

Come funziona l’app YouPol

In particolare, le segnalazioni inviate con YouPol, vengono immediatamente recepite h24 da un apposito sistema presente presso la Sala operativa della Questura: l’operatore, dopo averle visionate, le comunica all’ufficio competente per i successivi accertamenti e interventi ritenuti necessari, anche urgenti.

Le segnalazioni sono automaticamente georeferenziate, ma l’utente può modificare il luogo dove sono avvenuti i fatti; è inoltre possibile dall’app chiamare direttamente il numero unico 112 per l’immediata richiesta d’intervento delle forze dell’ordine e, nel caso l’utilizzatore non voglia registrarsi fornendo i propri dati, è prevista la possibilità di fare segnalazioni in forma anonima, nonché inviare messaggi con foto e video.

Vi è poi la possibilità di comunicare in più lingue, tra cui l’inglese, il francese, il tedesco e lo spagnolo. L’utilizzo dell’app può essere un valido strumento di prevenzione non solo per impedire la consumazione di reati ma anche per dare un concreto e rapido aiuto alle persone che vivono un disagio legato alle azioni compiute con finalità persecutorie.

Due sono i suggerimenti che la Polizia rivolge ai cittadini per sfruttare al meglio le funzionalità dell’applicazione: descrivere l’episodio in modo dettagliato, indicando il luogo, l’orario e le persone coinvolte, delle quali è opportuno fornire, per quanto possibile, una precisa descrizione; se possibile, inviare un video, un audio, un’immagine o un testo che rappresentino l’accaduto, conclude la nota della Questura di Piacenza.

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