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Piazza Cittadella “è distrutta”, il centrodestra piacentino: dimissioni della Giunta Tarasconi

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Parcheggio di piazza Cittadella: il centrodestra piacentino non ci sta. E va all’attacco della Giunta guidata dal sindaco Pd Katia Tarasconi, dopo la sua intervista al quotidiano Libertà con cui ha mandato un ultimatum a Piacenza Parcheggi-Gps, minacciando una risoluzione del contratto, se i lavori del cantiere non riprenderanno entro l’estate. Ecco la nota integrale di ieri, firmata dai capigruppo in Consiglio comunale Patrizia Barbieri (lista Barbieri-Liberi), Sara Soresi (Fratelli d’Italia) e Luca Zandonella (Lega), in risposta alle parole del sindaco Tarasconi.


«Apprendiamo con stupore le dichiarazioni del Sindaco che, solo oggi, parla della possibilità di risolvere il contratto con Piacenza Parcheggi, sostenendo la necessità di una “base giuridica solida e a prova di giudizio”.

Dichiarazioni sorprendenti, perché quella base giuridica solida esisteva già. La Giunta Tarasconi ha infatti avuto ben due occasioni concrete per procedere alla risoluzione del contratto, senza costi per l’Amministrazione e con la possibilità di richiedere il risarcimento dei danni: la prima, quando emerse la questione della fideiussione falsa; la seconda, quando il concessionario non depositò le necessarie garanzie di bancabilità. In entrambe le circostanze, l’attuale Giunta avrebbe potuto legittimamente risolvere il contratto a costo zero, tutelando così il Comune e i piacentini, e avviando addirittura un’azione risarcitoria nei confronti del concessionario. Soprattutto, avrebbe potuto farlo prima di ridurre Piazza Cittadella a un desolante cumulo di macerie e cemento, evitando il disastro urbanistico ed economico che oggi è sotto gli occhi di tutti.

E invece si è scelto di non agire, accontentandosi di una generica dichiarazione unilaterale del concessionario, priva di reale valore giuridico. Ad oggi, non abbiamo nemmeno la certezza che il Comune detenga le garanzie bancarie previste dal contratto.

Ma c’è di più: quella “base giuridica” di cui oggi parla il Sindaco era già stata predisposta dall’Amministrazione Barbieri, al termine di un approfondito e complesso lavoro tecnico e politico condotto dal tavolo interassessorile, coordinato per la parte giuridica dall’Avvocato Vezzulli e per quella politica dall’allora Vicesindaco Elena Baio. Frutto di questo lavoro fu la formale notifica, il 13 giugno 2022 – tredici giorni prima dell’insediamento della Giunta Tarasconi – dell’avvio della procedura di risoluzione per inadempimento contrattuale.

L’attuale Sindaco ha deciso di archiviare quel percorso, rimuovendo i tecnici che se ne erano occupati e sostenendo, senza fornire concrete motivazioni giuridiche, che l’interesse pubblico a proseguire con il contratto permanesse. Una scelta giustificata unicamente come “decisione politica”, che ha di fatto trascinato il Comune – e con esso la città intera – in una situazione di crescente difficoltà. A peggiorare ulteriormente la vicenda è arrivato poi il cosiddetto “addendum”, sottoscritto proprio da questa Amministrazione, che ha reso ancora più gravosa l’eventuale risoluzione del contratto per il Comune, non prevedendo nemmeno la possibilità di sollevare penali al Concessionario.

Non possono infine passare sotto silenzio ulteriori incongruenze: per mesi abbiamo ascoltato rassicurazioni sul rispetto del cronoprogramma, mentre il cantiere risultava evidentemente fermo. Oggi apprendiamo improvvisamente che i lavori sono in ritardo di 181 giorni. Allo stesso modo, si parla di “monitoraggio vero”, quando dopo oltre sei mesi non si è stati ancora in grado di applicare le dovute penali nonostante sia stata riscontrata la presenza nel cantiere di una ditta mai autorizzata.

La verità è una sola: il Sindaco ha compreso solo ora il rischio di arrivare alle elezioni del 2027 con una Piazza Cittadella devastata e cerca tardivamente di correre ai ripari, improvvisandosi paladina dei cittadini. Ma è troppo tardi: la piazza è distrutta, le attività commerciali sono allo stremo, i residenti esasperati, il centro storico impoverito.

L’intera responsabilità politica, tecnica e amministrativa di questo disastro è della Giunta Tarasconi e l’unico atto di dignità politica possibile sarebbe quello di rassegnare le dimissioni. Ben sappiamo che ciò non avverrà, perché occorrerebbe il coraggio di assumersi fino in fondo la responsabilità delle proprie azioni: qualità che, purtroppo, questa Amministrazione ha dimostrato di non possedere sin dal primo giorno».

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