Rifiuti liguri: arriva subito un’interrogazione urgente sulle 7.000 tonnellate provenienti da Genova, Savona e Imperia, che durante il 2023 bruceranno nel termovalorizzatore piacentino di Borgoforte gestito da Iren. A depositarla, con richiesta di risposta orale da parte del sindaco di Piacenza Katia Tarasconi, è Filiberto Putzu, consigliere dei Liberali piacentini.
Il noto medico scrive: “L’impianto consente l’incenerimento con recupero energetico di rifiuti urbani, rifiuti speciali assimilabili agli urbani, fanghi biologici e rifiuti sanitari. L’impianto ha una capacità annuale autorizzata pari a 120.000 tonnellate/anno”.
Da notizie giornalistiche, prosegue il consigliere dei Liberali, “si apprende che la Giunta Regionale dell’Emilia-Romagna ha dato il via libera, con l’assenso dell’Amministrazione Comunale di Piacenza, a che l’impianto di Piacenza ‘accolga’ ulteriori 7.000 tonnellate di rifiuti urbani indifferenziati dalla Regione Liguria per il periodo 1 gennaio-31 dicembre 2023”.
Rifiuti liguri: 5 domande
Sulla base di quanto evidenziato sull’arrivo a Piacenza dei rifiuti liguri, Putzu allora chiede al sindaco Tarasconi di sapere:
- “A tutt’oggi quanto ‘brucia’ delle tonnellate autorizzate e quanto ‘brucerà’ il termovalorizzatore di Piacenza;
- se il Comune ha in animo di sollecitare Iren stessa ed Arpa al fine di un incremento dei controlli riguardo alle emissioni in atmosfera, o se ritiene di applicare direttamente controlli autonomi ulteriori;
- quali eventuali benefici tariffari ricadranno sulla rete del teleriscaldamento presente in città (dato che il calore è recuperato oltre che dalla produzione di energia elettrica della Centrale Levante, dalla termovalorizzazione di Borgoforte);
- quali incrementi in termini di produzione ed in termini economici, si avranno per Iren con la maggiore produzione di calore da cui produzione di vapore ed energia elettrica;
- in quale modo il “ristoro ambientale ” – previsto a carico di Iren Ambiente di 20€/tonnellata a favore del Comune di Piacenza, verrà utilizzato a scopo ambientale e/o ad altri scopi (economico tariffario tari, investimenti su altre partite, altro)”.







