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Sondaggio elettorale a due mesi dal voto: Meloni sbanca, Letta insegue e gli altri…

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Sondaggio elettorale a due mesi esatti dal voto del 25 settembre. Chi parte in vantaggio per il dopo Draghi? Secondo il rilevamento realizzato da Quorum/YouTrend per Sky Tg24 diffuso oggi dal canale tv, Fratelli d’Italia è il primo partito davanti al Pd.

Giorgia Meloni con FdI si attesta infatti al 23,8% delle intenzioni di voto, seguita dai dem di Enrico Letta al 22,5%. Terza piazza per la Lega di Matteo Salvini, con il Carroccio che registra un 13,4%. Giù dal podio, i 5 Stelle di Giuseppe Conte scendono sotto le due cifre (9,8%). Silvio Berlusconi con Forza Italia ottiene invece l’8,3% dei consensi. Carlo Calenda con Azione affiancato da +Europa è 4,9%, mentre Sinistra italiana con Europa Verde raggiunge il 4,2%. Insieme per il Futuro di Luigi Di Maio intasca il 2,6% dei consensi; ItalExit di Gianluigi Paragone è al 2%. Chiudono Italia Viva di Matteo Renzi (1,8%) e Articolo 1 – Mdp (1,6%). Gli indecisi e coloro che pensano di astenersi ammontano al 41,7% degli interpellati.

Coalizioni sì o no

Sul fronte delle coalizioni, il sondaggio rilanciato anche dall’AdnKronos indica quella di centrodestra stabilmente attorno al 45%, con la stragrande maggioranza degli elettori di questo schieramento (86,4%) che vedono Giorgia Meloni come una buona premier.

Il 45% dei consensi sarebbe raggiungibile pure da una vasta coalizione di centrosinistra che ricomprenda i 5 Stelle. Tuttavia questa soluzione non sembra piacere a tutti gli elettori dei singoli partiti. La maggioranza dei votanti del Movimento (56,6%) vorrebbe che il partito andasse da solo alle urne, contro il 39,3% che punta a una coalizione. E se la maggioranza degli elettori del Partito democratico (50,4%) vede con favore l’alleanza con i partiti di centro, solo il 12,4% gradisce la partecipazione dei 5 Stelle, mentre il 25,4% chiede una corsa solitaria del Pd.

Senza maggioranza

E nell’ipotesi dell’assenza di una maggioranza post voto? Per il 23,8% degli italiani dovrebbe diventare presidente del Consiglio il leader del primo partito e il 17,9% degli intervistati chiede che sia sostenuto da una larga maggioranza di unità nazionale. Per il 17,6% dovrebbe invece andare a palazzo Chigi il leader del partito più votato all’interno della coalizione più votata; mentre per un altro 17% bisognerebbe tornare alle urne. Infine, in caso di mancata maggioranza elettorale, il 4,5% degli italiani vedrebbe come premier una figura sostenuta da alcuni partiti che non erano alleati alle elezioni.

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