Villa Verdi: buone notizie per salvare la casa-museo del grande musicista a Villanova sull’Arda. Arrivano da Bologna per voce del presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini e dell’assessore alla Cultura Mauro Felicori. Il tutto dopo il rilievo dato dai media all’annuncio della chiusura di Villa Verdi a fine mese per problemi ereditari, e delle concomitanti interrogazioni e proposte di risoluzione arrivate dai consiglieri regionali Giancarlo Tagliaferri di Fratelli d’Italia e Valentina Stragliati e Matteo Rancan della Lega. Senza dimenticare la disponibilità offerta per partecipare al salvataggio da parte di Banca di Piacenza e Fondazione di Piacenza e Vigevano, arrivata dai rispettivi presidenti, Corrado Sforza Fogliani e Roberto Reggi.
Un luogo unico
Per ben cinquant’anni, si legge nella nota della Regione, la villa è stata la residenza del Maestro, che eseguì di persona gli schizzi del progetto di ampliamento e diede indicazioni precise per la scelta dei materiali da utilizzare. Un luogo unico, nel verde della campagna piacentina, dove il più celebre compositore italiano, Giuseppe Verdi, visse e scrisse la sua musica.
Ora, per scongiurare che il museo-abitazione di Sant’Agata di Villanova d’Arda (Pc) – con il suo patrimonio di mobili, suppellettili, libri e oggetti – chiuda definitivamente battenti e venga venduto, il presidente Bonaccini, e l’assessore regionale alla Cultura, Felicori, ribadiscono la volontà e l’impegno a fare la propria parte.
“Confermiamo il canale aperto con il Ministero e la Soprintendenza competente, per arrivare all’acquisto da parte dello Stato. Siamo pronti come Regione, a fare la nostra parte”, sottolineano presidente e assessore. “In modo da garantire il più alto livello di collaborazione istituzionale possibile per Villa Verdi, tanto più in questa fase, così delicata. Siamo perfettamente consapevoli dell’inestimabile valore storico, architettonico e culturale che questo complesso porta con sé”.
Nel patrimonio culturale regionale
Villa Verdi, prosegue la nota di Bologna, intanto è stata inserita nel censimento delle “Case e studi delle persone illustri dell’Emilia-Romagna”, con una scheda dedicata a cura del Settore Patrimonio culturale della Regione. Settore che, peraltro, sottolinea la nota, si era attivato tempestivamente presso la Soprintendenza competente, in modo da monitorare possibili evoluzioni riguardanti la Villa, la cui situazione conservativa – così come è emersa dal sopralluogo effettuato – è preoccupante, a causa della mancanza di interventi di manutenzione, ordinaria e straordinaria. Ma ad oggi, purtroppo, non ci sono neppure i presupposti per consentire ai proprietari e agli eredi di partecipare al processo di riconoscimento del marchio “Case e studi delle persone illustri dell’Emilia-Romagna” che si attiverà a partire dal 24 ottobre 2022, in base a quanto previsto dalla legge regionale 2/2022.
In attesa dell’asta
Infatti, la complessa situazione ereditaria, aggravata da quanto emerso sulla stampa locale ai primi di ottobre (e precisamente dalla sentenza della Corte di Cassazione in riferimento ai contenziosi in essere tra gli eredi e all’ipotesi di una vendita all’asta dell’interno complesso, comprendente anche la parte museale), impone in questa fase alla Regione di attendere di conoscere la pubblicazione dell’annuncio di vendita all’asta: poiché è un bene di proprietà privata, fino ad allora rimane prematuro e non esercitabile l’esercizio del diritto di prelazione da parte dello Stato, della Regione o di altri enti territoriali, secondo quanto previsto dalla normativa in atto.
“Allo stato attuale – proseguono Bonaccini e Felicori – soprattutto a causa dell’imminente intervento del Tribunale con una custodia giudiziaria, la Regione intende assicurare prioritariamente, in accordo con il Ministero, un percorso efficace, che porti all’acquisizione del complesso alla proprietà pubblica, auspicando che possa concretizzarsi con l’acquisto da parte dello Stato”. In ogni caso, concludono presidente e assessore, “come Regione siamo pronti a collaborare con il Ministero per una soluzione definitiva, in accordo anche con i Comuni”.







