Italiani all’estero: l’emorragia continua e riguarda soprattutto i giovani. Su un totale di oltre 60 milioni di cittadini residenti nel nostro Paese, i dati aggiornati al 1° gennaio di quest’anno indicano che l’8,8% degli italiani vive in altre nazioni. Gli iscritti all’Aire (Anagrafe italiana residenti all’estero) sono diventati infatti 5.288.281, con una crescita di 128.583 persone tra gennaio e dicembre 2018 (+2,5%).
Il quadro che non lascia scampo arriva dal Rapporto Italiani nel mondo 2019 della Fondazione Migrantes. È come se l’anno scorso se ne fossero andate oltre 352 persone al giorno. “Tra loro si conferma la prevalenza degli uomini (oltre 71mila, il 55,2%) sulle donne (oltre 57mila, il 44,8%), ma questa differenza nell’ultimo anno si è leggermente accentuata”.
Alzando lo sguardo, la situazione se possibile è ancora peggiore. Dal 2006 al 2019 la mobilità italiana è aumentata del 70,2%. È passata cioè, in valore assoluto, da poco più di 3,1 milioni di iscritti all’Aire ai quasi 5,3 milioni che abbiamo appena visto.
Giovani addio
L’attuale mobilità italiana per il report continua a interessare prevalentemente i giovani (18-34 anni, 40,6%) e i giovani adulti (35-49 anni, 24,3%). “In valore assoluto, quindi, chi è nel pieno della vita lavorativa e ha deciso, da gennaio a dicembre 2018, di mettere a frutto fuori dei confini nazionali la formazione e le competenze acquisite in Italia, raggiunge le 83.490 unità di cui il 55,1% maschi”, spiega il report.
Si tratta soprattutto “di single o di nuclei familiari giovani, donne e uomini spesso non uniti in matrimonio ma con figli: i minori sono infatti il 20,2% degli oltre 128mila registrati, ovvero quasi 26mila. Di questi, il 12,1% ha meno di 10 anni, il 5,6% ha tra i 10 e i 14 anni e il 2,5% tra i 15 e i 17 anni”.
Emerge così come sia “probabilmente più semplice decidere un drastico cambiamento di vita quando i figli o non hanno ancora raggiunto l’età scolare o frequentano i primi anni di istruzione: il peso di chi ha meno di 10 anni sul totale dei minori è, infatti, del 60%”.
Meridione esangue
Sempre secondo il report, quasi la metà degli italiani iscritti all’Aire è originaria del Meridione d’Italia (48,9%: tra loro il 32% arriva dal Sud e il 16,9% dalle Isole). Proviene invece dal Nord Italia il 35,5% (il 18% dal Nord-Ovest e il 17,5% dal Nord-Est), mentre il 15,6% se n’è andato dal Centro.
Le iscritte all’Aire sono 2.544.260 (48,1%). La classe di età più rappresentata è quella di coloro che hanno tra i 35 e i 49 anni (1.236.654; 23,4%). A seguire chi ha tra i 18 e i 34 anni (1.178.717; 22,3%), gli over 65 anni (1.068.784; 20,3%) e chi ha tra i 50 e i 60 anni (1.009.659; 19,1%). I minori sono 794.467 (15,%). Il 55,9% è celibe o nubile; mentre il 36,7% è unito in matrimonio. Meno di mille, quindi irrilevanti dal punto di vista percentuale, sono le unioni civili.
Più della metà (51,5%) è iscritto all’Aire per espatrio, “ma continua la crescita degli iscritti per nascita (39,7%). Le acquisizioni di cittadinanza sono il 3,4%, le reiscrizioni per irreperibilità il 4%. Il 43,9% è iscritto da oltre 15 anni, il 20,7% da meno di 5 anni”.
Europa e…
Oltre 2,8 milioni di questi italiani (54,3%) risiedono in Europa e oltre 2,1 milioni (40,2%) in America. Nello specifico, rileva il report, “sono l’Unione Europea (41,6%) e l’America Centro-Meridionale (32,4%), le due aree continentali maggiormente interessate dalla presenza dei residenti italiani. Le comunità più consistenti si trovano, nell’ordine, in Argentina (quasi 843 mila), in Germania (poco più di 764 mila), in Svizzera (623mila), in Brasile (447 mila), in Francia (422 mila), nel Regno Unito (327 mila) e negli Stati Uniti d’America (272 mila)”.








