Halloween è una ricorrenza di origine celtica che celebrava la fine dell’estate. Samhain era il suo antico nome e nel corso dei secoli si è trasformata in una festa macabra e demoniaca.
“Trick or Treat, give me something good to eat!” (Dolcetto o scherzetto, dammi qualcosa di buono da mangiare). Con queste parole i bambini nordamericani sono soliti girare per le case mascherati, in cerca di doni, come già riportava un giornale dell’Ontario nel lontano 1911. E l’usanza di Halloween è diventata, a partire dal XX secolo, una grande festa collettiva e commerciale che in tutti i Paesi anglosassoni coinvolge simboli, consumismo e desiderio di occulto. Ma andiamo con ordine e vediamo quel che c’è da sapere su Halloween.
Il paganesimo celtico individuava nella data simbolica del 31 ottobre il momento magico in cui le genti ringraziavano le divinità agresti per i raccolti autunnali. Vennero poi i Romani con i riti in onore di Pomona, la dea dei frutti e dei semi, in contemporanea ai Parentalia, la Festa dei Morti. La chiesa cattolica nell’840 con Papa Gregorio IV, istituì la Festa di Ognissanti per il 1° novembre. E con questa celebrazione perdeva importanza la tradizione più antica e pagana.
Halloween e Irlanda
Secondo testimonianze anglosassoni, nella notte del 31 ottobre l’uomo sente la presenza di forze soprannaturali e si scatenano attorno a lui incantesimi, malefizi, stregonerie. Permane, dunque, anche durante il Medioevo la Festa di fine estate soprattutto nelle campagne irlandesi assai legate alle ritualità primordiali.
Nelle povera e lontana terra di Irlanda, alla fine del ‘600, Halloween diviene la notte di tutti gli spiriti sacri. E viene associata all’uso di scavare rape, dando loro fattezze umane e collegandole alle anime bloccate nel Purgatorio.
Arrivano le zucche
Gli stessi irlandesi, immigrati negli Stati Uniti alla fine dell’800 impiegano zucche illuminate da una candela intagliandole con tratti grotteschi. Nasce così la storia di Jack O’ Lantern, il mitico personaggio che, come si raccontava ai bambini, aveva fatto un patto con il Diavolo.
Ma qual è la vera essenza di Halloween? Alla base della tradizione vi è una grande paura della morte e gli immigrati in America ritenevano che le anime dei defunti fossero condannate a girare per la Terra in attesa di essere salvate.
Halloween e consumismo
La commistione di sacro e profano porta ben presto la società americana a costruire il mito di Halloween: dalla fine dell’800 sorgono a New York negozi che fabbricano costumi e abiti per il grande Sabba del 31 ottobre; attorno all’evento si addensa l’interesse dell’industria pubblicitaria e il piacere dell’organizzazione. Streghe, vampiri, zombi, lupi mannari, fantasmi, scheletri popolano l’immaginario collettivo della famiglia media statunitense; nel secondo dopoguerra si è calcolato che ogni nucleo familiare spendesse per la festa 38 dollari, mentre oggi si parla di 200.
Festa di paura
Il popolo americano esorcizza la morte e la violenza inneggiando al satanico. Durante la festa di Halloween, di solito interamente al buio, si odono echi di campane, rullare di tamburi, ghigni di streghe; ma allo scoccare della mezzanotte giunge “The Great Pumpkin” (la grande zucca) che con una risata libera tutti i presenti dal maligno e distribuisce caramelle.
È significativo ricordare la dura lotta che le chiese evangeliche portarono avanti nel corso dei secoli contro questa ricorrenza, ma senza riuscire ad interrompere presso le società anglosassoni, tale usanza, nonostante la teologia luterana avesse accostato all’idea di Halloween tutto ciò che è cold, dark and dead (freddo, scuro e morto).
Come allestire oggi una Festa di Halloween? In tutto il mondo, grandi e bambini si divertono a mascherarsi e ad addobbare le proprie case. Anche nei locali, bar, ristoranti e discoteche si festeggia la ricorrenza; bastano lenzuola sfilacciate, zucche vuote, candele, parrucche, trucchi e scope da strega, nasi da lupo mannaro, stelle filanti e naturalmente tanti dolci e caramelle.
Maria Giovanna Forlani, piacentina, ha compiuto gli studi classici; si è laureata in Storia e Filosofia ed in Lingue e Letterature Straniere; è diplomata in pianoforte e clavicembalo. Dopo aver insegnato nei Licei è diventata Dirigente Scolastico. Cultrice delle arti, grande viaggiatrice, amante del nuoto e grande camminatrice. Ama la natura e il teatro. È giornalista pubblicista, conferenziera e saggista ed ha al suo attivo numerose pubblicazioni.




