Cultura

Valencia tra antico e postmoderno: la perla della Spagna in sette tappe

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Valencia, terza città della Spagna, 800mila abitanti, è la capitale del Levante. Insieme ad Alicante e Castillon, è la principale città della Comunidad Valenciana. Mediterranea, dinamica, in bilico tra antico e postmoderno, Valencia era adagiata su una “uerta preziosa” che oggi non esiste più in quanto interamente occupata da 3-4 chilometri quadrati di edilizia selvaggia.

Di origine greca, poi fenicia, poi romana, quindi visigota, Valencia cade sotto i Mori e poi viene gloriosamente liberata dalle gesta del Cid Campeador (1043-1099). Nel 1238 il sovrano aragonese Giacomo I (1208-1276) inizia la “Reconquista” compiutasi definitivamente con l’unificazione dei Regni nel 1492; da allora inizia però per Valencia un lento declino dovuto all’allontanamento degli Arabi (il 40% della popolazione) che tenevano viva l’economia cittadina. A partire dal ‘700 Valencia diviene la sede del mercato della seta che impegna gran parte dei banchieri locali; ma, sempre a partire dallo stesso periodo, viene coinvolta in conflitti e rivolte. Baluardo degli autonomisti repubblicani, è teatro di barbare persecuzioni religiose durante la Guerra civile (1936-1939).

Valencia in sette tappe

Il clima mite, la vegetazione lussureggiante (le sue arance sono le seconde al mondo) e il culto della contemporaneità rendono Valencia meta di un turismo internazionale e di numerosissimi studenti universitari. E allora vediamo in sette tappe che cosa vedere di questa splendida città della Spagna.

La visita di Valencia prende inizio dalla Cattedrale (sotto, nella foto), ubicata nell’antichissimo Barrio della Vergine. Si tratta della patrona e protettrice della Città. Barocca di impianto, la Cattedrale ha origini gotiche (1262). Imponenti i tre portali ornati di statue; l’interno è un susseguirsi di cappelle dedicate a santi e martiri con una simbologia soteriologica (dottrina della salvezza) di grande valore artistico e spirituale. Spicca tra queste la Cappella del Santo Graal che la leggenda vuole conservi il mitico Calice.

È suggestivo e inquietante che in una città dichiaratamente laica si celebri in Cattedrale ogni giorno una messa in canto gregoriano. La cupola è luminosissima e sull’altare si trova un bellissimo retablo (pala d’altare) di Cristo Redentore. Adiacente alla Cattedrale, il Museo, prezioso esempio di scultura e pittura barocca spagnola. All’esterno l’antica torre campanaria, il celeberrimo Michelet. Attorno un dedalo di vie popolate di fontane e giardini e numerose chiese barocche: San Martin, Santa Catalina, San Nicola.

Dalle porte alla tavola

La storia di Valencia incomincia dalle due grandiose porte di accesso (Torre de Serranos e Torre de Quarte) rispettivamente due monumenti massicci che dominano la Città. Dopo le torri, i quartieri popolari del centro meritano una passeggiata notturna.
In queste strade si concentrano tutti i locali storici della città dove gustare una serie di prelibatezze che restano nella memoria; qui si mangia la paella alla valenciana (riso, verdure, pollo, coniglio); la tarta de cheso (torta dolce) di ricotta e uova; le tortillas (frittatine di uova, patate, prosciutto); el turon, (morbido torrone di mandorle, cioccolato e miele).

Il fascino della seta

Fino al XV secolo il Regno di Valencia ospitava una rete di commerci da tutto il Mediterraneo. La merce più importante, fonte di immensi guadagni, era la seta. Esistono a Valencia due istituzioni storiche ad essa dedicate: la Lonja della Seda, edificio gotico-rinascimentale decoratissimo, nelle cui sale si tenevano contrattazioni e quotazioni; e il Museo della seta, sede della quattrocentesca corporazione artigiana. Entrambi i palazzi raccontano la storia della seta spagnola, la sua lavorazione, la sua diffusione in Europa, i cambiamenti sociali ad essa legati.

I colori del mercato

Di fronte alla Lonja si trova il Mercato generale. È un esempio di architettura modernista con grandi arcate di acciaio; si tratta del trionfo dei colori, dei sapori, della fantasia gastronomica e della inventiva personale. Qui è d’obbligo una pausa per un boccadillo (panino farcito) e uno zumo de naranja (succo d’arancia) gustati trai banchi del mercato.

Paseo e Tauromachia

Da non perdere la Plaza del Ayuntamiento (sopra) che costituisce il centro della città moderna, costellato da aiuole, hotel e negozi. La piazza conduce alle vie più importanti dello shopping; boutique eleganti e animatissimi locali ove gustare le famose “tapas” (sfiziosi bocconcini da accompagnare all’aperitivo). Poco lontano svetta la Plaza de Toros. È la grande arena costruita nel 1859, tuttora vivissima dello spirito popolare: il sangue della Corrida. A un lato della Piazza sorge il Museo Taurino che ripercorre la storia crudele e primitiva dello spettacolo più amato dagli spagnoli. Anche a Valencia è sorto il mito dei grandi toreri una tradizione che oggi appare stridente con il diffuso sentimento animalista che muove la nostra civiltà.

Calatrava e l’arte assoluta

La Città delle Arti e della Scienza (1998, sotto in una foto dell’epoca) è un’altra tappa chiave. Grandiosa opera architettonica concepita e realizzata dall’archistar spagnolo Santiago Calatrava Valls. Ciò che affascina della sua architettura è l’impiego delle linee curve che all’interno sono ricoperte di ceramiche bianche e azzurre per un concetto avveniristico dello spazio.

Alla fine della lunghissima passeggiata dei “Giardini di Turia” si incontrano i 4 palazzi di Calatrava. L’osservatore si trova al centro dell’ideazione artistica in un flusso continuo di razionalità, sensibilità estetica e sentimento. Contornati da splendidi giardini e piccoli laghetti i palazzi sono assai distanziati l’uno dall’altro:

  • Il Palazzo della Musica, con auditorium e teatro;
  • Il Museo delle Scienze (percorso interattivo dedicato a vari soggetti, tra i quali la storia del Mediterraneo e il sogno di Marte;
  • Hemisferic, un’immensa sala cinematografica ove si proiettano film in 3D;
  • Lo stupefacente Museo oceanografico, il primo d’Europa. Un viaggio meraviglioso tra mari e oceani, climi e animali da un polo all’altro del mondo. Il palazzo simula la bocca di una balena; spiccano il blu delle ceramiche e la luce delle vetrate Si consiglia lo spettacolo del delfinario, la visita ai pinguini, l’incontro con i numerosissimi uccelli e la loro grande avventura.
I musei di Valencia

La visita di Valencia può terminare con la scoperta dei due principali musei d’arte: il Museo Nazionale delle Ceramiche Gonzalez Martí e il Museo delle Belle Arti.
Il primo è ubicato nel cinquecentesco palazzo del marchese de Dos Aguas e contiene una mirabile collezione di ceramiche e maioliche dal medioevo iberico al XIX secolo; i
nteressante la ricostruzione di una cucina valenciana decorata con arredi e azuleios.
Il
Museo delle Belle Arti è ospitato nell’ex seminario (1683). Tra le principali pinacoteche di Spagna, contiene numerosi primitivi valenciani di soggetto religioso (stupendi retabli di Ribera dedicati alla Vergine, patrona della città). Pregevoli i Velasquez e i Goya, come la collezione della Scuola Valenciana della fine del 1800.    

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Maria Giovanna Forlani, piacentina, ha compiuto gli studi classici; si è laureata in Storia e Filosofia ed in Lingue e Letterature Straniere; è diplomata in pianoforte e clavicembalo. Dopo aver insegnato nei Licei è diventata Dirigente Scolastico. Cultrice delle arti, grande viaggiatrice, amante del nuoto e grande camminatrice. Ama la natura e il teatro. È giornalista pubblicista, conferenziera e saggista ed ha al suo attivo numerose pubblicazioni.

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