Cultura

Castiglia, tre meraviglie da non perdere: Segovia, Avila e Toledo

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Dall'alto, in senso orario: lo skyline di Toledo, l'Alkazar di Segovia e le mura di Avila

Castiglia: viaggiare in questa regione della Spagna significa ripercorrere idealmente molti secoli di storia che hanno segnato la formazione della sua grande monarchia. L’arido e selvaggio altopiano della Mesita è stato infatti teatro di alterne vicende. Dall’invasione araba (iniziata nell’VIII secolo) alla Reconquista con Alfonso X, il Savio (XIII secolo). Fino al trionfo della fede cristiana con Los Reyes Catolicos (1492).
La Castiglia così è ancora popolata di piccoli borghi, castelli, monasteri turriti. E sconfina nella Mancia, una piccola regione che ispirò la drammatica e fantasiosa vicenda di Don ChisciotteMiguel de Cervantes.
Come arrivarci? Partendo da Madrid due sono le vie di accesso alla Castiglia e alle sue perle Segovia, Avila, Toledo. Il turismo di massa preferisce il bus. Ma è disponibile anche la nuovissima ferrovia ad alta velocità che giunge proprio nel cuore dei centri cittadini.

Segovia ed Isabella

A mille metri di altitudine, Segovia è radiosa e ridente nel proprio centro, costruito con grazia ed eleganza tra chiese romaniche e giardini. Si cammina a piedi fino alla Cattedrale gotica, dove fu incoronata nel 1474 Isabella la Cattolica. La chiesa presenta il suo possente impianto monumentale che troneggia sull’antistante quartiere della Juderia. Tutte le città della Castiglia, infatti, furono spettatrici di un miracolo religioso e sociale: la coesistenza di arabi e di ebrei.

Poco lontano, tra bellissimi giardini e fontane, si giunge all’Alkazar. Di fondazione araba, la fortezza ospitò i Sovrani Isabella la Cattolica e Fernando d’Aragona dopo il loro matrimonio (1469). Si tratta di un meraviglioso palazzo ricchissimo di pitture spagnole, di armi ed oggetti del XV secolo. Merita una passeggiata nei pressi dell’acquedotto romano, un’altissima costruzione ad archi di grande impatto visivo. E si consiglia agli amanti della cucina raffinata il celeberrimo cocinillo asardo (maialino arrosto).

Avila e Santa Teresa

Eternamente battuta dal vento, Avila è la città di Santa Teresa del Gesù. Mirabile esempio di architettura medievale, conserva ancora una stupenda cinta di mura (Las Muralles), dove è possibile passeggiare per oltre due chilometri tra torri e camminamenti. Contemplare Avila dall’alto è come ripercorrere tutte le vicende della città che fu capitale di Spagna per tre secoli durante la Reconquista.
Dopo una pausa per gustare una tortilla e una fetta di tarta de almendras, dall’insolita Chiesa di San Vicente (San Vincenzo) si giunge alla Cattedrale. Decoratissima di statue e retabli (pale d’altare), è il cammino ideale del visitatore che porta ai luoghi di Santa Teresa.

Di nobile famiglia, nacque ad Avila nel 1515, dedicando tutta la sua esistenza (morì nel 1582) alla fondazione di numerosi monasteri di clausura e all’elaborazione di una nuova Regola.  Dalla Chiesa e dalla casa natale di Teresa al Museo delle Reliquie si giunge poi al Monastero della Incarnacion, dove Teresa entrò a 20 anni e si fece monaca. Visitare quelle stanze è come rivivere la spiritualità severa e fortissima di Teresa. Si consiglia almeno un approccio alla sua opera principale: Il libro della vita. L’Eternità, leggendo Teresa, ci sembra vicina.

Toledo ed El Greco

Vive di una propria storia, Toledo. E porta avanti nel tempo, immutata, una forte identità. Per 4 secoli la città è stata capitale di Spagna, quando Carlo V nel 1521 vi domò la rivolta dei Comuneros. Incominciò tuttavia a decadere poiché da quel momento venne meno il potere della classe aristocratica (i Caballeros). E quanto Filippo II spostò la capitale a Madrid nel 1560, Toledo continuò a vivere una stagione di grande splendore nelle arti, grazie alla presenza di El Greco.

Oggi l’immagine del grande pittore (nato a Creta nel 1541 e morto a Toledo nel 1614) accompagna il visitatore. Poiché ovunque egli ha lasciato autentici capolavori. A partire dal Museo di Santa Cruz, ove sono in mostra 15 sue tele (tra cui Veronica e la Sacra Sindone). Nella Sagrestia del Museo della Cattedrale, troneggiano tanti ritratti di Santi. Fino alla Chiesa di Santo Tomé, che ospita un grandioso dipinto raffigurante una veduta di Toledo.

La visita alla mirabile cittadina della Castiglia è scandita dal giro delle mura, dai monasteri, dalle chiese, dalle sinagoghe, dai negozi delle celebri spade e di oggetti in pelle. Ma l’atmosfera ora solenne, ora cupa, ora serena, è determinata dalla severa presenza della Cattedrale dedicata alla Vergine che da secoli è sede del Primate della Chiesa di Spagna. La magnificenza della stessa sfugge a qualsiasi immaginazione: navate ricchissime di statue, doppio deambulatorio, retablo della capilla major.

Merita anche il museo dell’Esercito, ubicato nell’antica Alkazar, residenza dell’Imperatore Carlo V. Il museo è spettacolare, si sviluppa su 7 piani. E vi sono narrate le vicende storiche dell’Esercito spagnolo secondo il filo della narrazione delle vicende politiche e coloniali della Monarchia.

Suggestiva una passeggiata nel quartiere della Juderia che ospita la presunta casa di El Greco. Di nuovo in un luogo magico che ci fa entrare nella personalità introversa e visionaria dell’artista. E qui si può concludere la visita con un boccadillo al prosciutto e formaggio e una fetta di squisita tarta de mazapan.

Maria Giovanna Forlani, piacentina, ha compiuto gli studi classici; si è laureata in Storia e Filosofia ed in Lingue e Letterature Straniere; è diplomata in pianoforte e clavicembalo. Dopo aver insegnato nei Licei è diventata Dirigente Scolastico. Cultrice delle arti, grande viaggiatrice, amante del nuoto e grande camminatrice. Ama la natura e il teatro. È giornalista pubblicista, conferenziera e saggista ed ha al suo attivo numerose pubblicazioni.

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