Cultura

Armi e potere nell’Europa del Rinascimento: collezioni da non perdere

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Armi e potere nell’Europa del Rinascimento è il titolo di una mostra ricca di fascino che si svolge a Roma nelle sale di Palazzo Venezia e nell’appartamento di Paolo III Farnese a Castel Sant’Angelo. Aperta fino all’11 novembre, l’esposizione propone un viaggio di ampia portata estetica e militare, ideato dal Polo Museale del Lazio insieme al curatore Marco Scalini.

L’esposizione di Palazzo Venezia

Dopo aver ammirato il famoso busto di San Lorenzo di Donatello (1440), si inizia con una documentatissima sezione sul Sacco di Roma, perpetrato nel 1527 dai Lanzichenecchi di Carlo V. Su tale evento, giudicato dai contemporanei “un macello” sul campo di battaglia, tanto è stato scritto. Ma assai poco sulle tecniche balistiche applicate a quell’epoca, che invece nella mostra sono al centro di un apposito video.
Presente anche una lettera con un’accorato appello di Isabella d’Este che chiede protezione al Papa per sfuggire agli “imperiali”. Una missiva che esprime la sconsolata consapevolezza della precarietà della vita anche a quell’epoca.

Gli ambienti sontuosi di Palazzo Venezia costituiscono la mirabile e suggestiva cornice della Collezione Odescalchi, (citata anche nel film Il mestiere delle armi, capolavoro di Ermanno Olmi). Si tratta di una raccolta preziosissima. Con pezzi provenienti dalle grandi famiglie dell’aristocrazia romana (tra cui i Torlonia e i Doria Pamphili) e dalla famiglia Medici. Splendida la lancia di Cesare Borgia, decorata con scene mitologiche allusive alla guerra. Personaggio quantomeno controverso, il Valentino diceva di sé: “Aut Caesar, aut nihil” (O Cesare o nulla). E per Machiavelli fu “Il Nuovo Principe”. 

Passando nella Sala del pappagallo (dove il Gran Consiglio del Fascismo spodestò Mussolini il 25 luglio del 1943) è possibile ammirare una celata da caccia, un’armatura di cavallo, una balestra con arco composito e il pregiatissimo Trattato De re militari di Roberto Valturio, pubblicato a Verona nel 1472. Infine, ecco la sezione dedicata ai costumi del tempo. Gli abiti di Maria Stuarda, Otello, Lorenzo il Magnifico, riportano gloria e magnificenza attraverso colli, passamanerie, pizzi e velluti.

Le sale di Castel Sant’Angelo

L’altra sezione di “Armi e potere nell’Europa del Rinascimento” è ambientata nelle sale di Castel Sant’Angelo, che dall’alto delle sue mura offre un magico colpo d’occhio sulla Capitale. In mostra pezzi provenienti dall’Europa Occidentale, ma anche dalla Turchia e dall’Oriente. E qui si ammira un’altra parte della Collezione Odescalchi proveniente dal Palazzo di Piazza Santi Apostoli. Elmetti a visiera. Armature rispondenti ad un apparato multiforme. Celate decoratissime. Per giungere ai resti di una copertura da cavallo di Cosimo I de’ Medici e alla sua lancia. Esposto pure un ritratto di Siciolante Girolamo da Sermoneta che raffigura Francesco II Colonna in armatura di guerra (1561).

La mostra propone anche un capitolo dedicato alle Wunderkammer, nate in tutte le corti d’Europa tra il 1540 ed il 1580. Collezioni fantastiche di gioielli, strumenti meccanici, pietre rare, orologi parlanti e naturalmente armi. Il tutto ordinato con stile e gusto cavalleresco. Cimieri preziosi e bardature sontuose concludono l’esposizione. E allusiva e di buon auspicio risulta la frase finale del percorso: “Sia pace tra le armi”, che esprime con perfetta sintesi il senso della duplice esposizione capitolina. Da non perdere.

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Maria Giovanna Forlani, piacentina, ha compiuto gli studi classici; si è laureata in Storia e Filosofia ed in Lingue e Letterature Straniere; è diplomata in pianoforte e clavicembalo. Dopo aver insegnato nei Licei è diventata Dirigente Scolastico. Cultrice delle arti, grande viaggiatrice, amante del nuoto e grande camminatrice. Ama la natura e il teatro. È giornalista pubblicista, conferenziera e saggista ed ha al suo attivo numerose pubblicazioni.

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