Cultura

Da Paolo VI e l’amore per l’arte ai protagonisti del Concilio: papi in mostra a Roma

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Paolo VI raccolto in preghiera (particolare): Hansing Ernst Gunter, 1969, tempera su carta (Associazione Paolo VI, Arte Contemporanea Concesio)

Papi in mostra: Paolo VI e gli artisti e poi gli altri pontefici che come lui si sono cimentati in un Concilio.
Partiamo da Montini, proclamato santo l’ottobre scorso da Papa Francesco. Al Museo di Roma è in corso l’esposizione Paolo VI, il Papa degli artisti. Aperta fino al 17 febbraio e curata da Antonio D’Amico, offre una singolare raccolta di opere proveniente dalla sua collezione personale.

La forza dell’arte

La mostra propone infatti un percorso tra dipinti e sculture soprattutto arrivate dalla collezione Paolo VI, arte contemporanea di Concesio (Brescia), donata alla cittadina natale di Montini negli anni ’80 da monsignor Pasquale Macchi (1923-2006), segretario del Papa. Appassionato d’arte, Macchi ebbe un ruolo fondamentale anche nell’apertura della Collezione di Arte contemporanea dei Musei Vaticani nel 1973, sempre voluta da Paolo VI per ripristinare il dialogo tra Chiesa e cultura del Novecento.

L’unione ideale tra Concesio e Roma evidenzia l’amore di Paolo VI (1897-1978) per il suo tempo, simbolicamente rappresentato dagli artisti. Il mondo in cui viviamo ha bisogno di bellezza per non sprofondare nella disperazione. La bellezza, come la verità è ciò che infonde la gioia nei cuori degli uomini. L’artista in quanto portatore di bellezza è profeta e poeta”, sosteneva Montini.

Carpi e Guttuso

Nelle due sale della mostra il visitatore si confronta con una trentina di opere. Nella prima si ammira un ritratto di Pio XII a cui seguono due tondi a mosaico di Giovanni XXIII e dello stesso Paolo VI. Poi ecco alcuni dipinti di Aldo Carpi, fedele amico del Pontefice che accompagnò durante il viaggio in Terra Santa. Chiude il ritratto di Paolo VI in preghiera, meditativo ed austero.

Nella seconda sala è possibile ammirare una serie di opere di vari artisti: Trento Longaretti, Fausto Pirandello, Luigi Filocamo, lo scultore Enrico Manfrini e Lello Scorzelli. Quest’ultimo divenne famoso per aver realizzato il pastorale di Paolo VI il cui modello è esposto in mostra. A seguire c’è anche quello in oro della Chiesa di Santa Barbara di Metanopoli (San Donato Milanese), realizzato nel 1955. Una presenza non casuale: a Milano c’era il Cenacolo di Villa Clerici, dove una volta alla settimana don Macchi incontrava gli artisti per realizzare nuove opere.
Tra la dolcezza e la spiritualità che si respirano nelle sale, si arriva così alla straordinaria Crocifissione di Renato Guttuso.

Papi e Concilio

Ai Musei Capitolini è in corso una seconda mostra, sempre promossa da Roma Capitale e stavolta curata dall’Arcivescovo Jean-Louis Bruguès. Prorogata fino al 3 marzo, s’intitola I papi dei Concilii dell’era moderna.
Si parte da un racconto appassionato del Concilio di Trento (1545-1563) con la conferma tridentina della fede cattolica contro gli eretici protestanti (professio fidei). Paolo III Farnese, difensore della fede e fondatore dell’inquisizione romana, grande mecenate, apre il Concilio. E nei 18 anni dell’assise si succedono al soglio pontificio Giulio III, Marcello IIPio IV.

Da Trento a Paolo VI

Dopo il concilio di Trento si prosegue con Papa Pio IX. Eletto nel 1846, concede l’amnistia e nel 1854 proclama il Dogma dell’Immacolata Concezione. Nel 1856 indice il Concilio Vaticano I interrotto per l’attacco di Porta Pia (1870).
T
ra Pio IX e Giovanni XXIII la Santa Sede si interroga sulla possibilità di continuare i lavori conciliari, ma senza successo. Si arriva così al 1959, quando Papa Roncalli indice un nuovo Concilio, aperto l’11 ottobre 1962.

Oltre a bolle papali e documenti, in mostra diversi video: il discorso della luna di Giovanni XXIII (11 ottobre 1962). L’incontro di Paolo VI con gli artisti nella Cappella Sistina (8 dicembre 1965). E la cronaca della storica visita in Campidoglio, sempre di Papa Montini (16 settembre 1966), dopo la conclusione del Concilio Vaticano II.

Maria Giovanna Forlani, piacentina, ha compiuto gli studi classici; si è laureata in Storia e Filosofia ed in Lingue e Letterature Straniere; è diplomata in pianoforte e clavicembalo. Dopo aver insegnato nei Licei è diventata Dirigente Scolastico. Cultrice delle arti, grande viaggiatrice, amante del nuoto e grande camminatrice. Ama la natura e il teatro. È giornalista pubblicista, conferenziera e saggista ed ha al suo attivo numerose pubblicazioni.

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