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Monte Carlo: lo charme del Principato sposa “L’oro dei Faraoni”

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Monte Carlo celebra l’Antico Egitto con una mostra ricca di fascino. Ma prima di parlare de L’oro dei Faraoni, l’esposizione regina dell’estate monegasca, vale la pena ricordare perché il Principato di Monaco meriti una visita sempre e comunque.

Nostalgia e stupore

L’impressione predominante del turista in visita a Monte Carlo è un misto di nostalgia e di stupore. Nostalgia per il passato perduto. Stupore per la magnificenza delle opere architettoniche “miracolo” della modernità.
Una fotografia del 1856 ritrae il Principato come uno sperone di roccia a picco sul mare, la residenza dei Grimaldi e poche case di pescatori. Con la Belle Époque Monte Carlo ha incominciato il suo “folle volo” verso il bel mondo internazionale. Lo stile Liberty, i grandi viali, il bellissimo giardino mediterraneo. E poi il Casinò e la Salle Garnier (il Teatro dell’Opera), diventati meta di grandi viaggiatori e banchieri d’Europa.

Oggi Monte Carlo è ben diversa. E il suo fascino è legato ad un’immagine modernissima di città sul mare, popolata di immensi grattacieli, macchine di lusso e barche stupefacenti. Il lusso a Monte Carlo però non è mai kitsch, ma elegante e raffinato. Mentore di questo stile è la famiglia regnante: a partire da Ranieri e Grace Kelly, ha saputo valorizzare il territorio del Principato con una propria autonomia economica e commerciale.

Il ricordo della principessa Grace aleggia dolcemente sulla vita della città (basti ricordare le numerose fondazioni benefiche a lei dedicate e l’Auditorium che porta il suo nome). Notevole e intelligente è l’operato di Alberto II. Il principe tra l’altro è impegnato attualmente nella realizzazione di un’opera grandiosa: una penisola in mezzo al mare firmata dal nostro Renzo Piano.

Monte Carlo: 160 anni di musica 

Molto viva è l’attività culturale monegasca. Dalle conferenze di grandi artisti e letterati alle manifestazioni legate alle attività marinare. Senza dimenticare i meravigliosi concerti nel cortile d’onore del Palazzo dei Principi, che da 160 anni propongono al pubblico prestigiosi programmi insieme all’Orchestre Philharmonique di Monte-Carlo. Si tratta di una cornice particolare, da cui la tradizione e la buona musica si diffondono con eleganza.

L’oro dei Faraoni

Ma veniamo alla mostra L’oro dei Faraoni, 2500 anni di oreficeria dell’Antico Egitto. L’esposizione è collocata nella moderna struttura in riva al mare del Forum Grimaldi. Ed è stata ideata e realizzata da Christiane Ziegler, direttrice della sezione delle antichità egizie del Louvre. Articolata in varie sale, propone i corredi funerari provenienti da tombe della Valle dei Re del periodo storico compreso tra il 3000 e l’800 avanti Cristo.

Dapprima si passano in rassegna i diversi minerali preziosi con cui sono stati realizzati i gioielli: quarzo, lapislazzuli, corallina, ametista. Poi, ecco le maschere funerarie degli dei, degli uomini e dei defunti, realizzate in argento e lapislazzuli. Numerose le statue raffiguranti i vari mestieri dei defunti sepolti nelle tombe. E in mostra ci sono anche gli animali ritenuti sacri dagli Egizi, quali lo scarabeo reale, il gatto, il bue.
Interessante la narrazione del ritrovamento della tomba di Youcatuya, ancora interamente corredata di tutti gli oggetti a lei appartenuti. E in mostra c’è pure un bellissimo letto intrecciato che anticipa le attuali soluzioni a “doghe”.

Un viaggio strugente

Tutti gli oggetti esposti fino al 9 settembre provengono dal Museo Nazionale del Cairo. La sezione più affascinante de L’oro dei Faraoni però è quella dei gioielli (collier, braccialetti, orecchini, spille e così via) che avrebbero dovuto accompagnare il defunto nel suo eterno viaggio verso l’altra vita. Un video ricostruisce un immaginario processo contro i saccheggiatori di tombe, condannati a morte dal giudice egiziano. Ma ciò che colpisce il visitatore è lo struggente pensiero della morte e il viatico salvifico degli oggetti che accompagnano il defunto e che possono rappresentare una raffigurazione felice per una vita “colorata” di Assoluto.

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