Economia

Alberici (Confindustria Piacenza): giovani e innovazione sono le armi vincenti

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Valter Alberici, vicepresidente di Confindustria Piacenza, è un imprenditore con radici in tutto il mondo. Gli stabilimenti della sua Allied International non sono presenti solo nel Piacentino (Castel San Giovanni, Podenzano e Nibbiano), oppure in Piemonte, Lombardia e Veneto. Il Gruppo presieduto da Alberici conta impianti che vanno dagli Stati Uniti alla Cina. Con interventi in quasi tutti gli altri Paesi dove esporta i suoi prodotti per l’estrazione, la distribuzione e la trasformazione delle risorse energetiche.

Nella Giunta di Confindustria guidata dal presidente Francesco Rolleri, Alberici ha la delega alla Ricerca, innovazione e alle Risorse Umane. E con lui affrontiamo questi temi partendo proprio dal quadro internazionale.

“Il sistema economico globale ha fortemente aumentato la sua concorrenza e reso i vantaggi competitivi delle singole imprese sempre più instabili”, spiega il vicepresidente. “Ciò impone alle imprese, per sopravvivere nel medio-lungo periodo, una capacità crescente di adattamento continuo delle scelte strategiche e organizzative. Ossia di innovare prodotti, processi e l’intera architettura aziendale. Negli ultimi anni, gli investimenti privati in Ricerca e Sviluppo anche in Italia sono aumentati, colmando uno storico ritardo. Tra le imprese, infatti, si è diffusa la consapevolezza che in un periodo di domanda stagnante e allo stesso tempo di globalizzazione e competizione la soluzione è il prodotto innovativo”.

Investire nell’Industria 4.0  

Da questo punto di vista, per esempio, “è interessante vedere cosa hanno dichiarato le imprese piacentine nell’indagine congiunturale che l’Associazione fa ogni semestre”, segnala Alberici. “Anche nel 2020, nonostante la forte crisi dovuta alla pandemia, il 40% degli imprenditori ha effettuato investimenti in ricerca e sviluppo. E la stessa percentuale di imprenditori li ha programmati anche per il 2021, nonostante il perdurare di un clima di forte incertezza. Gli effetti del super e iper-ammortamento e il credito di imposta o i finanziamenti agevolati hanno rilanciano gli investimenti delle imprese in beni strumentali e in tecnologie per l’Industria 4.0. Proroga e potenziamento del credito d’imposta stanno sostenendo la spesa in ricerca e sviluppo”.

L’utilizzo congiunto di queste misure, evidenzia il vicepresidente di Confindustria Piacenza, “rappresenta una grande opportunità per rinsaldare l’alta propensione a innovare delle imprese italiane. Così da generare un effetto moltiplicatore positivo su tutto il sistema Paese, incrementando produttività e competitività internazionale. La spesa in macchinari, attrezzature e software riveste, infatti, un’importanza strategica per l’accrescimento della dotazione tecnologica. Le misure fiscali messe in campo rappresentano non solo una leva pervasiva, ma anche trasversale per settore e dimensione d’impresa”.

Carburante per la crescita

Per Alberici sono misure di politica economica “che trovano il nostro plauso perché danno vero carburante al motore della crescita, spingendo le aziende ad investire per restare competitive. E quindi in grado di restare sul mercato, continuando a creare lavoro, pagare le tasse, contribuire al miglioramento del modo di produrre con meno impatto ambientale. Pensiamo, per esempio a tutte le innovazioni introdotte grazie alle politiche green. O alla spinta sul digitale che il Covid ci ha fatto utilizzare con una accelerazione importante. Ebbene, quando si fa debito per introdurre misure di questo tipo, come dice sempre il presidente del Consiglio Mario Draghi, si fa debito buono, cioè debito che si ripaga con gli interessi”.

Diverso l’impatto delle misure puramente assistenziali, “che certamente in parte servono, ma non possono assorbire la gran parte della spesa pubblica. Non si tratta solo del debito, del deficit, delle leggi sulle pensioni; ma anche di quegli investimenti che viceversa porterebbero un beneficio nel tempo, però non subito. E quelli in ricerca e sviluppo sono tra questi”.

Insomma, non ci sono alternative. “Per far crescere un Paese si fa così: ci si pone un obiettivo chiaro, che abbia ampie ricadute; si indicano tempi e mezzi; si verifica il percorso via via apportando gli aggiustamenti che occorrono”, riflette Alberici. Questa dovrà essere la strada da prendere “anche con i fondi che l’Europa ci sta mettendo a disposizione con il Recovery Plan, per cui ci attendiamo che il Pnrr italiano sia altrettanto ben costruito”.

Il caso Piacenza

E le aziende del nostro territorio? “Le imprese piacentine stanno imparando a dialogare sempre più con le Università ed i Centri di Ricerca”, racconta il vicepresidente di Confindustria. “Sia la Cattolica che il Politecnico sono due vettori formidabili di innovazione. Si pensi poi alla stretta collaborazione con Leap e Musp, i due consorzi costituiti tra le università locali ed un nutrito gruppo di aziende. Hanno sede proprio a Piacenza e si occupano di energia (Leap) e di automazione sistemi di produzione (Musp). Ben si comprende quanto questi due ambiti siano di grande importanza per diverse filiere di imprese”.

Per questo, “come Confindustria abbiamo collaborato fin dalla loro costituzione e tutt’ora abbiamo un interscambio continuo. Nella ricerca, così come è stato per l’internazionalizzazione, il ruolo di un’Associazione come la nostra è fondamentale: sosteniamo ed avviciniamo le imprese più piccole, fornendo loro quel supporto di conoscenza, di servizio e di facilitatori d’ingresso nelle reti che per quella categoria di aziende rappresentano gli aspetti più complicati. Sarà un lavoro che non finirà mai e che banalmente sarà fatto anche dal veicolare conoscenza”.

Ma c’è anche un altro metodo a disposizione. “L’abbiamo adottato a fine anno: è il fare matching tra imprese consolidate e start up”, spiega Alberici. “Siamo entrati nell’acceleratore di imprese Le Village, aperto da Crédit Agricole a Parma da fine novembre. In questo momento lì ci sono una trentina di start up. Le stiamo mettendo in contatto con i nostri imprenditori, perché crediamo che anche questo sia un modo di travasare la ricerca e le innovazioni. Ci sono già stati alcuni interessanti contatti e stiamo lavorando affinché ci sia una presenza stabile di questo acceleratore anche a Piacenza”.

Persone e formazione

Però, tutto questo e tanto altro ancora “potrà contribuire alla modernizzazione e alla trasformazione tecnologica del sistema produttivo solo se ci sarà contemporaneamente un grande sforzo dal punto di vista formativo”. Perché per il vicepresidente di Confindustria Piacenza, ogni cosa ha gambe e muscoli se dietro ci sono le persone. “È quello che all’interno delle aziende si chiama capitale umano. Quello è il vero capitale che ci serve e che non si trova così facilmente”.

Una chiave di lettura che spiega perché nell’Associazione piacentina si sono unite nella stessa delega Ricerca, innovazione e Risorse umane. “Sono due elementi che vanno strettamente a braccetto”, afferma Alberici. “Per ciò stiamo lavorando molto anche su questo fronte sia verso le aziende che verso la scuola”. Un importante strumento in tal senso “è senz’altro il nostro consorzio di formazione Forpin. Anche grazie alla sua capacità di utilizzo delle risorse messe in campo dai vari provvedimenti e dai fondi interprofessionali è in grado di elaborare e proporre progetti formativi tagliati su misura per ogni azienda”.

Per esempio, aggiunge il vicepresidente degli industriali piacentini, “adesso consiglio alle aziende di guardare con particolare attenzione al Fondo Nuove Competenze (Fnc) introdotto la scorsa estate dal decreto Rilancio, che il decreto interministeriale integrativo del 22 gennaio ha confermato sino al 30 giugno 2021. Il fondo permette alle imprese di adeguare le competenze dei lavoratori, destinando parte dell’orario alla formazione”. Una modalità “del tutto inedita” nel panorama dei sostegni alla formazione, “poiché le ore di stipendio del personale, nei limiti di 250 pro capite, sono a carico del fondo. Lo strumento è interessante in quanto si può combinare con Fondimpresa , il fondo interprofessionale di Confindustria, Cgil, Cisl e Uil”. 

Non solo stage

C’è poi “tutta la parte di lavoro che facciamo con la scuola, sia per l’orientamento che per aiutare a migliorare la dotazione di strumentazione; sia come interscambio tra imprese e studenti con l’alternanza o gli stages. È uno scambio continuo che si fa più intenso di anno in anno con tutti i poli scolastici superiori di Piacenza, Fiorenzuola o Castel San Giovanni ma anche con le scuole del primo ciclo”. 

Senza dimenticare anche un’altra bella operazione: “L’avvio di un corso di Istruzione Tecnica Superiore (Its) in ambito meccanico. Stiamo definendo in questi settimane con la Fondazione Its Maker e la Regione Emilia Romagna tutti i dettagli; ma siamo certi di riuscire ad offrire ai ragazzi un’altra opportunità formativa già dal prossimo mese di settembre”.

Sarebbe proprio un grande successo, sottolinea Alberici, “poiché completerebbe tutta l’offerta formativa locale in un ambito, quello meccanico, che caratterizza fortemente la nostra industria manifatturiera che ha grande sete di alta professionalità. Questo, unito al recentissimo ingresso della nostra Associazione e delle Università Locali nella Fondazione per le lauree professionalizzanti sono operazioni che testimoniano concretamente la nostra attenzione ed il nostro impegno per la formazione dei nostri giovani”.

Guardare al futuro

E puntare sui giovani, per il vicepresidente di Confindustria Piacenza, è la scelta giusta. “Credo che sia il modo migliore di fare impresa guardando al futuro: impegnarsi per mantenere le imprese competitive e quindi attive e fare in modo che i ragazzi possano trovare anche sul nostro territorio tutte le opportunità formative per costruire il loro percorso professionale, che dia loro chances e tante soddisfazioni”.

A Piacenza tutto questo lavoro su ricerca, innovazione e risorse umane però non sarebbe possibile “senza altri due eccellenti imprenditori, che sviluppano con me i contenuti di questa delega”, conclude Alberici. “Sono Marco Rebecchi, titolare di Rebecchi Group, e Cristina Repetti, responsabile risorse umane di Tgr. Li ringrazio davvero del grande impegno per far sì che su questi temi vi sia il più ampio coinvolgimento possibile”.

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