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Auto straniere: occhio ai furbetti con targa estera

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Le auto straniere sulle nostre strade aumentano a vista d’occhio. Quello della targa estera infatti è uno stratagemma utilizzato sempre più spesso per circolare legalmente in Italia senza pagare il bollo, evitando i costi della revisione e con forti sconti sull’assicurazione. Per non parlare delle multe che non si pagano quasi più. Oltretutto a volte queste auto non sono in regola o hanno polizze dalla copertura irrisoria.
Com’è possibile? Magari grazie a vantaggiosi contratti di leasing con società ubicate in Paesi dell’Est, come Romania e Bulgaria, autorizzati dalle norme Ue. E il tutto mette a repentaglio la sicurezza della circolazione sulle nostre strade, con buona pace degli automobilisti onesti. 

Auto straniere: i controlli

Quello che è accaduto a Piacenza nei giorni scorsi è emblematico. Nel capoluogo emiliano durante una serie di controlli la Polizia municipale è intervenuta in diversi casi. Il principale ha riguardato una cittadina rumena. La donna, una 37enne residente a Lodi, era alla guida di una Ford Fiesta con targa rumena. Nonostante l’apparenza estera, l’auto risultava già immatricolata in Italia senza essere mai stata radiata. In più, era anche coinvolta in tre provvedimenti di fermo amministrativo fiscale per circa 1.000 euro. Le targhe rumene erano originali, ma ottenute irregolarmente. Così la signora, oltre a subire il blocco del mezzo per tre mesi, è stata sanzionata con una multa di quasi 6.000 euro.

Gli italiani sulle auto straniere

Sempre a Piacenza sono stati fermati anche due italiani alla guida di auto a targa estera. Il primo, un 40enne residente in Sicilia, era al volante di una Bmw di grossa cilindrata immatricolata in Romania. Il conducente non aveva sottoposto il veicolo alla revisione. Gli è stata così contestata una sanzione di 120 euro, con pagamento immediato agli agenti. In più, è scattata l’indicazione di tornare subito in Romania per il controllo obbligatorio del veicolo.
Il secondo, un piacentino di 57 anni, era alla guida di un Fiat Doblò con targa bulgara. Al controllo dei documenti era addirittura privo della carta di circolazione. Il veicolo, radiato in Italia, era immatricolato regolarmente in Bulgaria, ma non era stato revisionato. Anche in questo caso sanzione e indicazione di portare il mezzo in Bulgaria al più presto per il controllo obbligatorio.

Gli incidenti con auto straniere

E veniamo al contesto assicurativo, quello più vicino ai rapporti con gli altri automobilisti. Purtroppo può succedere di avere anche un incidente con auto straniere. E un banale tamponamento può creare diversi grattacapi per ottenere il risarcimento.
Come mai? Perché anche se la controparte è in regola, la nostra compagnia non potrà intervenire. A occuparsi del risarcimento danni sarà infatti l’Ufficio centrale italiano (Uci). Chi lo stabilisce? Gli articoli 125 e 126 del decreto legislativo 209/2005, il cosiddetto Codice delle assicurazioni private.

Documentazione e forze dell’ordine

Nel caso di un sinistro con un auto a targa estera va sempre compilato il Cid, la Constatazione amichevole d’incidente. E anche se si tratta di un piccolo sinistro e alla guida c’è un cittadino italiano, conviene sempre chiamare le forze dell’ordine. Saranno d’aiuto per preparare una relazione sull’incidente e per controllare che sia in regola tutta la corposa documentazione necessaria per chiedere i danni.
Per la richiesta di risarcimento si deve utilizzare infatti il modello scaricabile dal sito dell’Uci. E questi sono i dati obbligatori da indicare:

  • data e località dell’incidente;
  • nazionalità e targa del veicolo estero;
  • descrizione del veicolo estero;
  • tipologia (autovettura, autocarro, autoarticolato, moto);
  • marca e modello;
  • breve descrizione dell’incidente;
  • copia del modulo Cid;
  • estremi dell’autorità eventualmente intervenuta dopo l’incidente (polizia stradale, carabinieri, polizia municipale) con l’esatta indicazione del Comando di appartenenza e della località.

Poi si deve inviare la richiesta all’Uci con una raccomandata a/r o attraverso una Pec. In caso di raccomandata l’indirizzo è: Uci – Corso Sempione, 39 – 20145 Milano. Se la richiesta è inviata con PEC l’indirizzo è: uci@pec.ucimi.it. Per ottenere la risposta va indicato un recapito postale e un indirizzo email (non Pec).

I tempi del risarcimento

Ma non basta. Per velocizzare la pratica è molto utile allegare anche queste informazioni:

  • nome della compagnia di assicurazione del veicolo estero;
  • cognome, nome e indirizzo del proprietario del veicolo estero;
  • cognome, nome e indirizzo del conducente del veicolo estero;
  • copia della carta verde esibita dal conducente del veicolo estero;
  • copia dei documenti eventualmente forniti dal conducente estero.

Ma quali sono i tempi del risarcimento dei danni? Il termine previsto dalla normativa è di 3 mesi. Tuttavia, se i dati della richiesta di risarcimento non consentono di individuare la compagnia del veicolo estero, l’Uci dovrà fare nuovi accertamenti nello Stato di presunta immatricolazione dell’automezzo. E per queste ulteriori verifiche l’ente ha a disposizione altre 6 settimane.

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