Economia

Banche: crollano i prestiti alle imprese

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Banche: stretta severa dei prestiti alle imprese. Sono crollati di oltre 66 miliardi di euro (-9%) dal marzo 2018 allo stesso mese di quest’anno. Un netto ribasso trainato “sia dai crediti a breve termine (-36 miliardi) sia dai finanziamenti di medio e lungo periodo (-30 miliardi)”, spiega il rapporto mensile sul credito del Centro studi di Unimpresa.

Ma non basta. Scendono di oltre 5 miliardi anche i prestiti alle famiglie. E questo “nonostante il credito al consumo (+7,9 miliardi) e i mutui (+3,9 miliardi), hanno evitato il tracollo e compensato il pesante calo registrato sul fronte dei prestiti personali (-16,3 miliardi)”.

In totale, secondo Unimpresa, “lo stock di impieghi al settore privato è diminuito di oltre 71 miliardi, passando da 1.363 miliardi a 1.292 miliardi; in media quasi 6 miliardi al mese tagliati ad aziende e cittadini”.

Sul fronte delle sofferenze (rate non pagate), sempre nell’ultimo anno si è registrata una diminuzione di oltre 72 miliardi (-43,94%) da 164 a 91 miliardi.

Futuro difficile

“Siamo preoccupati: dopo il quantitative easing di Mario Draghi, vediamo solo il buio”, commenta il vicepresidente di Unimpresa, Claudio Pucci. “La situazione in banca, per le imprese italiane, è già grave e potrebbe peggiorare ulteriormente, da gennaio”. Cioè “quando termineranno le misure straordinarie di politica monetaria attuate dalla Banca centrale europea”.

Altro punto critico “sono le misure fiscali inserite nella legge di bilancio dal governo, contro gli stessi istituti bancari, che possono contribuire a creare problemi al motore del credito”. Per Pucci “più tasse ai gruppi bancari, già alle prese con le tensioni sullo spread, si traducono gioco forza in una restrizione dei finanziamenti”.

Banche e imprese

Ma entriamo in modo più dettagliato nei numeri del report, basato sui dati di Bankitalia. Il totale dei prestiti delle banche al settore privato è calato  di 71,6 miliardi (-5,26%) passando dai 1.363,9 miliardi di marzo 2018 ai 1.292,2 di marzo 2019.

In questo periodo, lo stock di finanziamento al mondo delle imprese è diminuito di 66,6 miliardi (-9,10%, da 731,8 a 665,2 miliardi). In particolare, sono calati di 26,5 miliardi (-14,94%, da 244,7 a 208,1 miliardi) i crediti a breve termine (fino a 1 anno); giù di 25,8 miliardi (-8,05%) pure i prestiti di lunga durata (oltre 5 anni), scesi da 320,6 a 294,8 miliardi; minore invece il calo dei finanziamenti di medio periodo (fino a 5 anni) passati da 166,4 a 162,2 miliardi (-2,53%).

Banche e famiglie

I prestiti ai nuclei familiari, sempre tra marzo 2018 e marzo 2019, sono passati da 632,1 miliardi a 627,04 e risultano in calo di 5,08 miliardi (-0,80%); in particolare, è salito di 7,9 miliardi (+8,18%) il credito al consumo (per acquistare elettrodomestici, automobili, televisori e smartphone) passato da 97,06 a 105,01 miliardi.

In aumento anche i mutui di 3,3 miliardi (+0,88%), saliti da 376,6 a 379,9 miliardi. In pesante calo invece i prestiti personali, scesi di 16,3 miliardi (-10,31%) da 158,3 a 142,06 miliardi.

Banche e sofferenze

Per i prestiti non rimborsati, Unimpresa registra un rilevante calo delle sofferenze lorde; in totale sono diminuite di 72,08 miliardi (-43,94%) dai 164,06 di marzo 2018 ai 91,9 miliardi di dicembre 2019. Il rapporto tra sofferenze lorde e prestiti delle banche è passato così dal 12,03% al 7,12%.

Le rate non pagate dalle aziende sono scese di 52,5 miliardi (-46,10%) da 114,08 a 61,4 miliardi; in diminuzione di 12,5 miliardi (-37,89%) anche i crediti deteriorati riconducibili alle famiglie, passati da 33,06 a 20,5 miliardi. E continuano a calare anche quelli legati alle imprese familiari, scesi da 13,6 miliardi a 7,7, in contrazione di 5,8 miliardi (-43,20%).

In diminuzione di oltre un miliardo (-32,70%) anche le sofferenze della pubblica amministrazione, delle assicurazioni, dei fondi e delle onlus, passate da 3,2 a 2,2 miliardi.

Il totale delle sofferenze nette, e cioè quelle non coperte direttamente da garanzie, è diminuito di 21,04 miliardi (-39,86%) da 52,7 a 31,7 miliardi. Infine, il rapporto tra sofferenze nette e prestiti è passato dal 3,87% al 2,46%.

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