Un grazie a Zandonella
Per prima cosa, Borchia dà merito al capogruppo della Lega in Consiglio comunale Luca Zandonella “per il coraggio e la determinazione nel presentare un esposto (alla Prefettura di Piacenza, ndr) che ha portato alla luce le gravi irregolarità nella gestione del centro. Grazie al lavoro di Zandonella e alle segnalazioni dei piacentini, è stata evidenziata una situazione di palese abuso che non può essere ignorata. L’immobile di via Mascaretti viene utilizzato in modo difforme rispetto alla sua destinazione d’uso, creando disagi ai residenti e compromettendo la sicurezza e la quiete pubblica. Questo non è accettabile”.
Contro l’islamizzazione forzata
L’europarlamentare lancia anche un monito ai territori italiani: “Se non reagiamo con fermezza, rischiamo di ritrovarci a vivere le stesse dinamiche che da anni affliggono alcuni Paesi europei, dove l’islamizzazione forzata ha alterato l’identità culturale e sociale delle comunità. La tutela delle nostre tradizioni e della legalità deve essere una priorità assoluta. Non possiamo permettere che situazioni come quella di via Mascaretti si normalizzino.”
Borchia conclude sottolineando l’importanza di un’azione decisa da parte delle istituzioni: “Chiedo che il Comune di Piacenza e le autorità competenti intervengano senza ulteriori ritardi per ripristinare la legalità e garantire il rispetto delle norme. La nostra comunità merita sicurezza e trasparenza. Continueremo a vigilare affinché i nostri territori rimangano fedeli ai valori che li contraddistinguono”.
Tagliaferri (FdI): fare chiarezza
Dopo l’esposto di Zandonella, nei giorni scorsi Giancarlo Tagliaferri (Fratelli d’Italia), vicepresidente dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna, ha presentato un’interrogazione alla Giunta regionale. “Da anni i residenti denunciano un utilizzo improprio dello stabile da parte di un’associazione di culto islamico, rilevando che già nel maggio 2018 con un’ordinanza comunale si definiva la non idoneità della struttura a ospitare funzioni religiose. Durante il mese di Ramadan la struttura continua ad accogliere fino a 300 persone contemporaneamente, con problemi collegati all’urbanistica e alla sanità”.
Peraltro, prosegue Tagliaferri, “nella sola città di Piacenza risultano (dati ministeriali) 5 centri religiosi di matrice islamica, contro i 3 di Parma, i 4 di Reggio Emilia, i 2 di Modena e i 7 di Bologna”. Tagliaferri evidenzia poi che “la provincia di Piacenza è quella in regione con il più alto numero di segnalazioni ed esposti relativi all’utilizzo improprio di immobili a fini religiosi o associativi: 14 casi censiti nel biennio 2022-2023, contro i 9 di Bologna, i 6 di Modena e i 4 di Forlì-Cesena”.
L’esponente di FdI vuole quindi sapere dalla Giunta regionale “se intenda intervenire per assicurare un utilizzo corretto dello stabile di via Mascaretti”. Sollecita “l’attivazione di un tavolo, coinvolgendo tutti gli attori interessati sul problema, per garantire uniformità di applicazione delle normative in materia”. Richiede poi “un censimento regionale dei luoghi di culto e di aggregazione non riconosciuti, per supportare meglio gli enti locali che hanno il compito di effettuare i controlli su situazioni come quella di Piacenza”. Infine, sul tema esposti, Tagliaferri propone “l’avvio di uno studio rivolto a definire criteri più stringenti per l’idoneità urbanistica e sanitaria delle strutture destinate all’aggregazione religiosa”.







