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Carlo Acutis e Pier Giorgio Frassati: i primi santi proclamati da Papa Leone XIV

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Da sinistra, nei riquadri: Frassati e Acutis

Carlo Acutis e Pier Giorgio Frassati: davanti a una piazza San Pietro gremita da oltre 80mila persone, Papa Leone XIV ha proclamato santi il giovane milanese appassionato di internet, e il “giovane della montagna” torinese, antifascista e figura di riferimento per l’Azione cattolica. Si tratta della prima cerimonia di canonizzazione dall’inizio del pontificato, rileva l’Agenzia Dire.

Prima della celebrazione, Leone XIV è sceso a sorpresa sul sagrato per un saluto spontaneo: “Oggi è una festa bellissima per tutta l’Italia, per tutta la Chiesa, per tutto il mondo”. Nell’omelia, poi il Papa ha invitato i giovani a non “sciupare la vita” ma a orientarla “verso l’alto, fino a farne un capolavoro”, ricordando come entrambi i nuovi santi abbiano vissuto con semplicità e radicalità il Vangelo, fino alla malattia che li ha strappati prematuramente alla vita terrena.

Il percorso si è concluso grazie al riconoscimento di due guarigioni ritenute inspiegabili: quella di padre Juan Manuel Gutierrez a Los Angeles e quella della studentessa costaricana Valeria Valverde a Firenze. In piazza San Pietro erano presenti le famiglie con la madre di Carlo, Antonia Salzano, e la nipote di Frassati, Wanda Gawronska.

Carlo Acutis: il primo santo millennial

Nato il 3 maggio 1991 a Londra, Carlo Acutis cresce a Milano in una famiglia poco pratica di fede. Nonostante ciò, sviluppa fin da bambino un profondo rapporto con il sacro, frequentando la messa quotidiana e dedicandosi alla preghiera, principalmente davanti all’Eucarestia.

Appassionato di tecnologia, impara da autodidatta a programmare e crea siti web, soprattutto uno dedicato ai miracoli eucaristici, con l’obiettivo di diffondere la fede con un linguaggio contemporaneo. Solitamente scherzava definendosi “l’influencer di Dio”.

Seppur giovane, si dedica al volontariato, aiutando i poveri con pasti caldi, coperte e attenzione alla loro dignità. A soli 15 anni, nel 2006, muore per leucemia. Poco tempo dopo, il suo corpo, vestito con jeans e sneakers, diventa meta di pellegrinaggi ad Assisi.

Il processo di canonizzazione è stato rapido e storico: promosso Servo di Dio, Venerabile (2018), Beato (2020) e infine santo, per intercessione accredita a due miracoli (uno in Brasile, l’altro in Costa Rica).

Pier Giorgio Frassati: “L’uomo delle beatitudini”

Nato a Torino il 6 aprile 1901, Pier Giorgio Frassati è figlio di una famiglia benestante: il padre è il direttore del quotidiano La Stampa, la madre una nota pittrice.

Giovane universitario e alpinista, si distingue per la passione per la montagna ma soprattutto per la sua fede vissuta con gioia e impegno: frequente alla Messa, dedito alla preghiera, attivo nelle opere della Caritas e dell’Azione Cattolica. Papa Giovanni Paolo II lo ricorderà come “l’uomo delle beatitudini”.

Morì giovane, a 24 anni, nel 1925, a causa di una malattia fulminante. Beatificato nel 1990, Frassati diventa modello di santità laica, testimone di costante attenzione verso i più poveri. Il suo culto si sviluppa fra alpinisti, giovani cattolici e volontari.

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