Brusaferro: il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità è ottimista sull’epidemia di coronavirus. Ma serve l’aiuto di tutti i cittadini. I prossimi 7 giorni saranno fondamentali.
“Alla fine della settimana capiremo se e quanto le misure di contenimento messe in campo hanno rallentato l’epidemia. Ci attendiamo risultati positivi, sono ottimista. Chiediamo collaborazione a tutti i cittadini. Il loro aiuto è importante per interrompere la catena di infezioni”.
Impennata attesa
Silvio Brusaferro, professore di igiene e medicina preventiva, nell’intervista a corriere.it, firmata da Margherita De Bac, tocca anche altri punti chiave della situazione italiana, a partire dall’impennata dei casi di coronavirus e dal grande lavoro degli operatori sanitari. “L’aumento esponenziale, circa 1.700, era atteso”, rivela. “Abbiamo prefigurato una serie di scenari, anche i peggiori, per essere pronti. Se, come speriamo, dal fine settimana la curva scenderà, significa che abbiamo lavorato nella giusta direzione. Insomma credo che ce la stiamo giocando bene. Gli operatori sanitari fanno miracoli. Grazie a loro per tutti i sacrifici”.
Coronavirus: le percentuali
Poi Brusaferro si sofferma ad analizzare i dati sulla gravità del coronavirus. “Il 4-5% dei malati sono in terapia intensiva e richiedono un grosso impegno assistenziale. Il 10-20% hanno bisogno di ricovero e ne escono agevolmente, senza riportare danni, a meno che non soffrano di altre patologie che complicano la ripresa”. Detto questo, però, “la stragrande maggioranza delle persone positive restano in quarantena domiciliare con sintomi lievi come la congiuntivite, o addirittura senza sintomi. Significa che viene prescritta una vita socialmente ritirata e che sono controllati dai dipartimenti di prevenzione della Asl. Un monitoraggio stretto”.
Perché, non va dimenticato spiega il presidente dell’Iss, che il coronavirus è più impegnativo dell’influenza, “in quanto siamo alle prese con un virus nuovo, non abbiamo farmaci specifici né vaccino. Le persone più fragili devono essere curate in terapia intensiva e il sistema sanitario è chiamato a grandi sforzi. Sta rispondendo bene, non sono pessimista. Non mi sento di fare paragoni con l’influenza. Però un dato è sotto gli occhi: nella stragrande maggioranza dei casi la Covid-19 passa naturalmente”.
Tutti responsabili
Ma attenzione, sottolinea Brusaferro, non va abbassata la guardia. In questo i comportamenti individuali sono fondamentali e “contano più di ogni altra strategia. Molti sottovalutano l’importanza di lavarsi spesso e con accuratezza le mani o di mantenere una distanza di sicurezza con le altre persone”.
Basta stare a un metro di distanza dagli altri ribadisce il professore. “Le malattie respiratorie si trasmettono con le goccioline di tosse e starnuti di individui infetti, piccole particelle che si diffondono entro il raggio di un metro. Basta tenersi un po’ più lontani e si evita il contagio. Queste accortezze sono la chiave di volta. Una regola che costa poco e dovremmo rispettarla tutti anche se abitiamo al di fuori nelle zone rosse”.
E questo spiega anche la chiusura delle scuole. “È necessaria ma solo nelle regioni dove la circolazione del virus è molto sostenuta, altrove non avrebbe significato. La collettività va protetta con ragionevolezza”, conclude Brusaferro.








