Carabinieri di Piacenza: mattinata concitata al polo logistico di Castel San Giovanni, dove un normale scarico merci nello scalo di via Dogana Po si è trasformato in un intervento d’emergenza.
Intorno alle 10, un dipendente di una ditta di logistica ha allertato i militari piacentini, segnalando la presenza sospetta di persone all’interno di un rimorchio appena arrivato da Ventimiglia (Imperia), spiega una nota dell’Arma. Il mezzo, un tir adibito a trasporto merci, era guidato da un autista 56enne di origini bielorusse. Al momento dell’apertura del container, la scoperta: 15 persone stipate all’interno, visibilmente provate ma fortunatamente non in condizioni critiche.
Anche quattro bambini
I carabinieri delle Stazioni di Borgonovo Val Tidone e Castel San Giovanni, all’interno del vano di carico, hanno identificato sei uomini, cinque donne e quattro bambini, tutti verosimilmente di nazionalità eritrea e privi di documenti. I migranti, affaticati dal viaggio e dalla permanenza nel container, sono stati immediatamente soccorsi dai militari.
Intanto è stato attivato il servizio di emergenza sanitario 118, che ha inviato personale medico per prestare le prime cure e valutare le condizioni generali dei migranti. Fortunatamente, nessuno presentava sintomi gravi o situazioni sanitarie critiche, ma l’intervento dei carabinieri e degli operatori è stato fondamentale per garantire un’assistenza immediata, soprattutto ai più piccoli.
Indagini in corso
Intorno alle 13,30, dopo essere stati rifocillati, i militari hanno coordinato il trasferimento dei 15 migranti presso il Comando provinciale dei carabinieri di Piacenza. Da lì, è stata organizzata la loro scorta fino alla Questura, dove sono iniziate le procedure di fotosegnalamento e verifica dello status giuridico sul territorio nazionale.
Sono in corso le indagini per ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto e comprendere se il conducente del mezzo fosse a conoscenza della presenza delle 15 persone. L’ipotesi al vaglio dei carabinieri è quella di un caso di immigrazione clandestina tramite infiltrazione nel mezzo durante le tappe precedenti del tragitto, conclude la nota dell’Arma di Piacenza.







