Piacenza si trova ad affrontare una fase congiunturale difficile. A evidenziarlo è l’impennata delle ore di cassa integrazione guadagni (Cig) autorizzate nel primo semestre 2025, a sostegno dei lavoratori dipendenti per fronteggiare le crisi aziendali. Le elaborazioni dell’Ufficio statistica della Provincia di Piacenza su dati Inps rivelano infatti un aumento marcato della Cig, ben superiore alle medie regionali e nazionali. Una situazione determinata da un ciclo economico sostanzialmente stagnante, aggravato dalle difficoltà che le imprese piacentine incontrano in particolare sui mercati esteri, influenzati dall’incertezza legata alla politica degli Stati Uniti sui dazi alle importazioni.
Cassa ordinaria e straordinaria
Nei primi sei mesi dell’anno, le ore autorizzate di cassa integrazione nella provincia di Piacenza hanno superato le 800mila unità, registrando un incremento complessivo del 56,4% rispetto al periodo gennaio-giugno del 2024. E questo ritmo di crescita è significativamente più alto rispetto a quelli dell’Emilia-Romagna e dell’Italia, entrambi attestati a poco più del 20%.

Analizzando le tipologie di Cig, emerge che l’utilizzo della cassa ordinaria, destinata a supportare crisi congiunturali, ha rappresentato la quota maggiore, con circa 589mila ore, in crescita del 41,4% a livello tendenziale e cioè rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. La cassa straordinaria (relativa a situazioni di crisi strutturali e a riconversioni aziendali) mostra l’incremento più forte, con un balzo da 96mila a 213mila ore (+120,7%). Quest’aumento della Cig straordinaria a Piacenza e provincia è decisamente più elevato rispetto alla media dell’Emilia-Romagna (+38%) e dell’Italia (+46,4%), evidenziando un disagio strutturale più marcato sul territorio locale. Al contrario, la cassa in deroga (molto utilizzata durante la pandemia da turismo e commercio) è rimasta a zero per il terzo anno consecutivo.
L’analisi settoriale
Sempre nei primi sei mesi del 2025, l’industria manifatturiera ha assorbito la quota più elevata di Cig: oltre 628mila ore, pari a circa l’80% del totale. In quest’ambito, il comparto metalmeccanico spicca con più di 400mila ore autorizzate (di cui 124mila di cassa straordinaria). Segue l’edilizia con quasi 92mila ore; poi le industrie estrattive (oltre 74mila ore, tutte di cassa straordinaria) e distanziati il settore dei trasporti/logistica con più di 3mila ore e quello dei servizi con circa 4mila.

L’incremento della Cig, conclude l’analisi dell’Ufficio statistica provinciale, è imputabile all’industria manifatturiera con oltre 230mila ore in più rispetto ai primi sei mesi del 2024 (+57,8%); di queste, quasi 180mila ore (+81,5%) sono riconducibili alla metalmeccanica (metallurgia e prodotti in metallo, apparecchi meccanici) e circa 31mila (+100%) all’alimentare. Le industrie estrattive hanno fatto registrare invece un incremento di oltre 74mila ore (+100%). Segnano al contrario una riduzione della Cig il settore edilizio e delle costruzioni (-14,3%), come quello dei trasporti/logistica (-58,2%), partito comunque da livelli iniziali molto bassi.







