Giancarlo Tagliaferri non va tanto per il sottile: “Da vicepresidente dell’Assemblea legislativa e da rappresentante di Fratelli d’Italia, non posso non condividere la preoccupazione già sollevata dai colleghi Alessandro Aragona e Marta Evangelisti in merito ai finanziamenti regionali al Dinamico Festival di Reggio Emilia”.
Si tratta di “una manifestazione di circo contemporaneo che, secondo gli stessi atti dell’organizzazione, vede nella ‘cura e supervisione’ il consigliere regionale Paolo Burani (Avs, Alleanza verdi e sinistra), presidente della Commissione Ambiente” dell’Assemblea dell’Emilia-Romagna, conferma Tagliaferri in una nota dal titolo “Regione, conflitti di interesse e circhi… anche senza tendone”.
“Parliamo di oltre 60.000 euro di fondi pubblici in tre anni – 22.000 euro per ciascuna edizione 2025, 2026 e 2027 – assegnati con la Delibera di Giunta n.1067 del 30 giugno 2025, risorse che vanno ad aggiungersi ai contributi già erogati negli anni precedenti”, spiega l’esponente di FdI. “Il tutto mentre il consigliere Burani ricopre un ruolo di vertice in una commissione che esamina anche atti e indirizzi di spesa di cui la sua stessa maggioranza è responsabile”.
Passioni legittime, ma…
Secondo il vicepresidente dell’Assemblea legislativa, “al netto delle passioni personali – legittime, sia chiaro – sorge una domanda: è politicamente opportuno che un consigliere regionale della maggioranza, con una funzione istituzionale così rilevante, sia al tempo stesso coinvolto nella supervisione di un evento che riceve fondi pubblici deliberati dalla Giunta di cui fa parte la sua stessa coalizione?”.
Il collega consigliere Aragona, rileva ancora Tagliaferri, “ha già fatto notare la curiosa coincidenza tra i ruoli istituzionali e quelli organizzativi, mentre la capogruppo Evangelisti ha ricordato come Burani, già famoso per il nitrito che trasformò l’Aula in un’arena, sembri destinato a passare dal ‘circo politico’ a quello vero e proprio… sempre, però, con soldi pubblici”.
Giudice e parte
Non si tratta quindi “di criminalizzare il Dinamico Festival, che può avere il suo valore culturale e artistico, ma di ribadire un principio fondamentale: chi siede nei banchi dell’Assemblea legislativa, a maggior ragione se presidente di commissione, non può trovarsi neppure lontanamente nella posizione di essere giudice e parte”.
Per questo, conclude Tagliaferri, “ritengo necessario un chiarimento formale, non solo da parte del consigliere Burani, ma anche da parte del presidente dell’Assemblea legislativa (Maurizio Fabbri, ndr) e dell’Ufficio di Presidenza: è compatibile questo intreccio di ruoli con i doveri di imparzialità e trasparenza che la nostra funzione impone? La politica non è un circo; ma, se continua così, qualcuno rischia davvero di confondere il tendone con l’Aula consiliare”.







