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Cellulare alla guida: nuove sanzioni per gli automobilisti

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Cellulare alla guida: adesso non si scherza più. Avevamo anticipato l’arrivo di un giro di vite. E la Commissione Trasporti della Camera, dopo qualche tentennamento, è passata alla linea dura sulla riforma dell’articolo 173 del Codice della strada. Il nuovo emendamento di fatto dichiara guerra agli automobilisti che si ostinano a telefonare al volante senza auricolari o vivavoce. Oppure a messaggiare durante la guida.

Ritiro immediato della patente

In primo luogo, come ha spiegato il presidente della Commissione Michele Meta del Pd, per chi usa il cellulare alla guida sarà previsto il ritiro immediato della patente. La sanzione andrà da 1 a 3 mesi. In caso l’automobilista compia un’ulteriore violazione nel corso di un biennio, il documento di guida sarà ritirato una seconda volta da 2 a 6 mesi. Attualmente, invece l’articolo 173 del Codice prevede la sospensione solo nel caso di recidiva entro 2 anni dalla prima sanzione e per un periodo da 1 a 3 mesi. I punti tagliati dalla patente saranno sempre 5 la prima volta. Ma con la riforma diventeranno 10 per la seconda infrazione.

Cellulare alla guida: le multe raddoppiano

Chi usa il cellulare al volante dovrà anche sborsare parecchi soldi in più, se sarà colto in flagrante. Il nuovo articolo 173 prevede infatti un raddoppio della sanzione amministrativa. Partirà da 322 euro (oggi sono 161) e potrà raggiungere i 1294 euro (oggi sono 641). E in caso di recidiva? Se succederà sempre entro 24 mesi, l’automobilista dovrà tirar fuori dal portafoglio da 644 a 2588 euro.
“Era doveroso assumere una posizione più rigida per limitare l’uso di smartphone e dispositivi elettronici. Oggi sono la prima causa di incidenti anche mortali sulle strade“, ha dichiarato il vice ministro dei Trasporti Riccardo Nencini.

Più sicurezza dai bambini ai ciclisti

Ma la Commissione della Camera si è occupata anche della sicurezza di bambini e ciclisti. Per prima cosa diventerà obbligatorio avere seggiolini muniti del dispositivo antiabbandono per chi trasporta i piccoli in auto, evitando tragedie che hanno riempito spesso le pagine di cronaca. Mentre per ridurre gli incidenti che coinvolgono i ciclisti, diventerà obbligatorio il sorpasso di sicurezza a un metro e mezzo di distanza da chi viaggia in bici.
Adesso si attende solo la conclusione dell’iter parlamentare. E va fatto in fretta. Nella speranza che sulle strade finalmente si smetta di morire per smartphone.

 

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