Coronavirus: parla il virologo Fabrizio Pregliasco. E fa una serie di previsioni che non riguardano solo l’Italia – che a oggi conta 3.916 malati (462 in terapia intensiva), 197 vittime e 523 guariti – ma perlomeno l’intera Europa.
Ospite stasera di Lilly Gruber a Otto e Mezzo su La7, Pregliasco parla chiaro: “La diffusione che abbiamo visto in Italia del virus la vedremo anche nelle altre nazioni”.
Poi spiega che oggi “non avendo vaccini, abbiamo solo gli strumenti del 1300 che sono la quarantena, l’isolamento e la riduzione dei possibili contagi; è una medicina amara che però ha un doppio valore, quello simbolico dato dalla nostra voglia di voler contenere il contagio e quello effettivo”.
Anche sui tempi dell’emergenza il virologo evita giri di parole. “Ci stiamo attrezzando a scenari pesanti che durano 2-3 mesi; e questo dobbiamo farlo nella speranza di riuscire in questo modo a governare una situazione che andrà verso una risoluzione, ma non immediata”.
Scuole e zone rosse
In mattinata, sempre ospite su La7, stavolta da Myrta Merlino a L’aria che tira, Pregliasco si è detto favorevole a una chiusura delle scuole fino a Pasqua; e in attesa delle decisioni del governo, ha ipotizzato un allargamento della zona rossa riferendosi in particolare all’aumento di contagi nella bergamasca. L’obiettivo di entrambe le misure naturalmente è di ridurre o almeno mitigare la diffusione dell’infezione, cercando di spegnere i focolai per agevolare il super lavoro degli operatori sanitari.
L’Europa si prepari
La preoccupazione sull’epidemia da coronavirus intanto sale anche a Bruxelles a fronte dei dati in continuo aumento che arrivano non solo da Francia (100 scuole chiuse e oltre 400 casi) e Germania (oltre 500 casi). “La situazione varia a livello geografico. E le misure devono essere proporzionate alla luce della situazione specifica a cui si riferiscono”, afferma il Commissario europeo alla Gestione della crisi Janez Lenarcic.
“Al momento l’Italia è il Paese più colpito dall’epidemia tra tutti gli Stati membri e sta adottando misure specifiche. Queste misure devono essere viste e analizzate alla luce della situazione alla quale si riferiscono che in questo caso è seria in alcune zone dell’Italia”. E conclude: “Altri Paesi dovrebbero guardare all’esperienza italiana e prepararsi, presto potrebbero esserci situazioni simili in Europa”.








