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Covid-19 per un anno: il Guardian svela documento top secret di Londra

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Covid-19: l’epidemia durerà un anno. Perlomeno nel Regno Unito. Lo svela uno scoop del Guardian, entrato in possesso di un documento top secret del Public Health England (Phe), destinato ai responsabili del Servizio sanitario del Regno Unito (National Health Service). Redatto negli ultimi giorni, è stato approvato dalla dottoressa Susan Hopkins, responsabile del Phe per l’epidemia.

La previsione degli esperti arriva fino alla primavera 2021. “Si prevede che l’80% della popolazione sarà infettata da Covid-19 nei prossimi 12 mesi; e fino al 15% (7,9 milioni di persone) potrebbe richiedere il ricovero in ospedale”. Con effetti gravemente preoccupanti per la salute della popolazione; e per quella del personale impegnato in servizi critici come il servizio sanitario nazionale, la polizia, i vigili del fuoco e i trasporti.
Una previsione percentuale che conferma quella di Chris Whitty, principale consigliere sanitario del primo ministro Boris Johnson, che sostiene la contestata tesi dell’immunità di gregge da raggiungere anche senza vaccino.

Covid-19, l’opinione di Hunter

“Per il pubblico sapere che l’epidemia potrebbe durare per 12 mesi potrebbe essere controproducente; le persone saranno davvero arrabbiate per questo e piuttosto preoccupate per quello”, ha detto al Guardian Paul Hunter, professore di medicina all’Università dell’East Anglia.
“Penso che (il Covid-19, ndr) si inabisserà in estate, verso la fine di giugno, e tornerà a novembre, come fa la solita influenza stagionale. E che rimarrà per sempre, ma diventerà meno grave nel tempo, man mano che l’immunità aumenta”, ha concluso Hunter, spegnendo le speranze di chi sperava nel caldo estivo per debellarlo.

A rischio i servizi essenziali

Il documento sul Covid-19 rivela poi che circa 500mila persone dei 5 milioni di lavoratori ritenuti vitali per Londra, in quanto impiegati “in servizi essenziali e infrastrutture critiche”, si ammaleranno in qualsiasi momento durante un picco dell’epidemia che potrebbe avere la durata di un mese.

D’ora in poi, rivelano gli esperti della sanità britannica, verranno testati solo i malati molto gravi; coloro che sono già in ospedale e le persone nelle case di cura e nelle carceri in cui è stato rilevato il Covid-19. Poiché i servizi adibiti ai test del Covid-19 sono sottoposti a molto stress, sul personale del servizio sanitario nazionale non saranno effettuati tamponi, nonostante il loro ruolo chiave e il rischio che essi trasmettano il virus ai pazienti.

Covid-19 nei prossimi mesi

Dopo aver valutato la mortalità del coronavirus, che potrebbe provocare dai 300mila (0,6% dei casi) ai 531mila (1%) decessi, il documento di Londra prevede che il numero dei casi salirà rapidamente nelle prossime 10-14 settimane. Con un picco tra la fine di maggio e la metà di giugno; momento in cui il servizio sanitario britannico subirà una forte pressione. La strategia di tutti i Paesi, si sottolinea, è di ritardare quel picco. E di allungarlo per un periodo di tempo più lungo, in modo che i servizi sanitari siano in grado di fronteggiare meglio la situazione.

Nel documento, spiega ancora il Guardian, non si nega la possibilità che in quel periodo possano già essere disponibili nuovi trattamenti. E dopo il picco, si prevede che il numero dei casi e quello dei decessi diminuiranno per 10 settimane o più; fino a raggiungere un livello abbastanza basso, che però potrebbe non essere zero.

Soprattutto nei mesi estivi, i casi positivi dovrebbero ridursi, perché le persone trascorrono più tempo all’aperto e hanno meno probabilità di essere rinchiuse in spazi ristretti in piccole stanze in una casa o in ufficio con persone infette. Ma resta comunque il timore che il Covid-19 possa ripresentarsi nei mesi autunnali o invernali, il che significa che sarà necessaria una pianificazione a lungo termine.

 

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