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Disturbi alimentari, cancellati i fondi per le cure: appello al Governo delle famiglie dei pazienti

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Disturbi alimentari: è allarme rosso. La legge di bilancio appena approvata dal Parlamento ha cancellato i 25 milioni di euro stanziati per il biennio 2023-2024. Un dramma per chi soffre di queste patologie, prima di tutto persone affette da anoressia e bulimia. La stragrande maggioranza è composta da soggetti giovani. E come se non bastasse, i pazienti di questa emergenza sanitaria sono in crescita, con numeri purtroppo molto significativi su scala nazionale.

“I casi intercettati nel 2019 erano 680.569; mentre nel 2023 sono arrivati a 1.680.456″, ha spiegato al Corriere della sera Laura Dalla Ragione, direttore Rete disturbi alimentari Usl 1 dell’Umbria. Aggiungendo che, “secondo i dati Rencam regionali (Registro nominativo cause di morte), di anoressia e bulimia cinque anni fa sono morte 2.178 persone; in quello appena finito i decessi sono stati 3.780. Età media: 25 anni”. Numeri che oggi fanno dei disturbi alimentari la seconda causa di morte nel mondo dei giovani, dopo gli incidenti stradali.

Chi fa che cosa

I 25 milioni di euro previsti per la cura dei disturbi alimentari e poi spariti dalla legge di bilancio servivano in primis alla crescita del numero degli ambulatori. Ci sono infatti pazienti che in Italia non hanno la possibilità di rivolgersi a un centro specializzato. Attualmente infatti operano 126 strutture sul territorio nazionale (112 pubbliche e 14 private); 63 sono al Nord, 20 nella sola Emilia-Romagna. Nel Centro scendono a 23; mentre 40 sono distribuite tra Sud e Isole, 12 in Campania e 7 in Sicilia. Ma ci sono regioni completamente scoperte: il Molise, per esempio, non ha nemmeno una struttura.

Il fondo per la cura dei disturbi alimentari finora aveva permesso di migliorare i servizi già operativi, di attivarne di nuovi, e soprattutto di assumere 780 professionisti (tra psicologi, psichiatri e neuropsichiatri infantili, infermieri, dietisti e nutrizionisti e medici specialisti in nutrizione clinica). Adesso però, a causa del mancato stanziamento, il progetto andrà a morire. Gli ambulatori chiuderanno, a partire dal 31 ottobre, con tutti i pazienti presi in carico che perderanno i loro punti di riferimento.

La lettera al ministro Schillaci

“Siamo disperati, come è possibile che non si sia riusciti a dare continuità?”, ha chiesto Giuseppe Rauso, presidente di Consult@noi per i Disturbi del comportamento alimentare (Dca), sempre sul Corsera. “Non sappiamo come dirlo alle famiglie. Qui si parla della seconda causa di morte tra i giovani dopo gli incidenti stradali. Speriamo che qualche decreto legge possa restituirci la speranza”.

Così Rauso, insieme con Maddalena Patrizia Cappelletto presidente del Coordinamento per i Dca, il 5 gennaio ha inviato una lettera al ministro della Salute Orazio Schillaci, al sottosegretario Marcello Gemmato e all’onorevole Martina Semenzato. Un appello drammatico e accorato su questa emergenza sanitaria che vi riproponiamo integralmente.

«Gentilissimi, scriviamo a nome delle Associazioni di Associazioni Consult@noi e Coordinamento Nazionale Disturbi Alimentari che raggruppano 37 associazioni di quasi tutte le Regioni italiane e rappresentano la voce di migliaia di famiglie di pazienti affetti da Disturbi del Comportamento Alimentare.
Da anni lavoriamo in sinergia con il Ministero della Salute e con l’Istituto Superiore di Sanità, partecipando anche a numerosi tavoli di lavoro nazionali e regionali.

Abbiamo appreso con rammarico e amarezza che nelle Legge di Bilancio recentemente approvata, il Fondo per il contrasto dei Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione, istituito con la Legge n. 234 30 dicembre 2021 per gli anni 2022 e 2023, non è stato rifinanziato.

Il Fondo in oggetto, di 25 milioni di Euro, pur essendo largamente insufficiente rispetto al reale fabbisogno, non solo ha rappresentato in questi due anni una boccata di ossigeno per i servizi che si occupano di Disturbi Alimentari, per i pazienti che vi accedono e per tutte le loro famiglie, ma è stato anche il segnale di un reale interessamento del Ministero nei confronti di queste devastanti patologie, che sono tutt’oggi la seconda causa di morte, dopo gli incidenti stradali, in età giovanile.

I Disturbi Alimentari costituiscono una reale emergenza sanitaria, la loro diffusione ha una rapidità e una rilevanza sconcertanti, a tal punto che non si ha alcun esempio di malattia psichiatrica con una simile propagazione, con le caratteristiche di una vera e propria epidemia sociale. Si parla di oltre tre milioni e mezzo di persone in Italia che soffrono oggi di queste malattie e la pandemia ha peggiorato ulteriormente la situazione, con un incremento di casi stimato di almeno il 30-35% e un abbassamento dell’età di esordio.

Non aver rifinanziato il Fondo rappresenta per i Servizi che ne hanno beneficiato interrompere un lavoro iniziato, che non potrà essere continuato nel tempo; significa per migliaia di famiglie perdere la fiducia e la speranza che i propri figli possano accedere a cure adeguate; deluse profondamente le Associazioni di familiari, che da anni si impegnano a collaborare in maniera costruttiva con le Istituzioni, chiedono che venga emanato un decreto correttivo per il finanziamento del fondo destinato al contrasto e cura e dei Disturbi del Comportamento Alimentare.

I soci, i componenti del Consiglio Direttivo e i Presidenti di Consult@noi e del Coordinamento Nazionale».

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