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Festival della cultura della libertà avanti tutta: appuntamento nel 2024 per l’ottava edizione

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Festival della cultura della libertà avanti tutta. Se qualcuno pensava che con la scomparsa del suo ideatore, Corrado Sforza Fogliani, la kermesse liberale piacentina potesse chiudere i battenti, ha perso la scommessa.

«Questa manifestazione proseguirà. E dal prossimo anno sarà il “Festival della cultura della libertà Corrado Sforza Fogliani”», ha annunciato il direttore scientifico Carlo Lottieri, salutato da un lungo applauso, chiudendo la settima edizione tenuta come sempre al PalabancaEventi della Banca di Piacenza.

Appuntamento quindi al 27 e 28 gennaio 2024 «Perché la nostra libertà è sempre più in discussione a causa della circolazione di cattive idee, che hanno portato a cattive conseguenze», ha aggiunto il professor Lottieri. «A noi il compito con questo Festival – che quel formidabile intellettuale dell’avvocato Sforza ha fatto nascere per promuovere la cultura in difesa proprio della libertà – di far circolare idee migliori, che possano aggiustare una situazione drammatica, dove domina un capitalismo statalizzato, e quindi snaturato; perché è più facile fare soldi con gli aiuti pubblici che con le proprie forze e capacità. Un contesto dove assistiamo a una generalizzata sclerotizzazione e a una corruzione diffusa».

Europa nel mirino

Un capitalismo, tema del Festival di quest’anno, dunque malato, che non può certo soddisfare le aspettative del pensiero liberale. Anche in questa seconda giornata, dopo la stroncatura di ieri del giurista tedesco Markus C. Kerber che l’ha definita «un vero flagello», l’Europa è stata bersagliata dalle critiche. A partire da quelle del direttore di ItaliaOggi Pierluigi Magnaschi, tra i relatori della sessione dedicata agli oligarchi dell’Occidente, che l’ha definita «una barzelletta, una specie di abito di Pulcinella, non è niente».

L’Unione europea, secondo il grande giornalista piacentino, ha un Parlamento «svuotato, neanche legittimato a produrre decreti legge», dando così un potere enorme alla «burocrazia demente», con la Commissione che accentra tutti i poteri «senza rendere conto a nessuno». Una posizione sulla quale si è trovato pienamente d’accordo il professor Luigi Marco Bassani: «L’Unione europea è nata per mascherare la debolezza della Francia e la forza della Germania». E rincarando la dose, ha aggiunto che «l’Europa è un fallimento perché è una grande Italia».

Parassiti inconsapevoli

Di parassitismo ha trattato, con la consueta “grinta”, l’imprenditore Roberto Brazzale (tra i relatori della sessione dedicata ai rapporti tra aziende e politica), osservando che «spesso inconsapevolmente ci comportiamo da parassiti; nel senso che non protestiamo davanti a fenomeni quali il Pnrr e il Green deal. Poi ecco il biologico (una speculazione solo dannosa, che ci fa pagare di più prodotti che valgono meno di quelli tradizionali) e il sistema delle Dop (burocrazia che si fa propaganda con i nostri soldi)». In questo contesto, Brazzale ha individuato «la paura» come fattore che provoca il nostro parassitismo, per combattere il quale sarebbe necessario «un po’ di quel coraggio che ha avuto Sforza Fogliani nell’ideare questa iniziativa».

Città regole e libertà

Altri spunti interessanti sono arrivati dall’urbanista Stefano Moroni che ha tenuto una lectio sul ripensamento delle città (“con quali regole e con quali libertà”), spiegando che occorrerebbe tornare a separare l’urbanistica dall’intervento pubblico. «Che è di due tipi: infrastrutturale, per aree pubbliche, ospedali e via elencando, dove il decisore pubblico indica come e dove agire; e regolativo, dove lo stesso decisore pubblico stabilisce come gli altri (i privati) devono agire». A parere del professor Moroni la logica delle regole ha senso per gli interventi infrastrutturali, mentre per gli altri tipi di opere invece di stabilire dei Piani, avrebbe più senso fare un Codice urbano, con alcuni parametri da rispettare uguali per tutti, lasciando spazio e libertà all’iniziativa imprenditoriale.

Nel segno di Sforza

Sia Lottieri, sia l’avvocato Antonino Coppolino, presidente dei Liberali Piacentini, hanno ringraziato tutti coloro che hanno contribuito al successo della manifestazione. A partire da Danilo Anelli, instancabile “metronomo” della kermesse; da Confedilizia, rappresentata dal presidente Giorgio Spaziani Testa e dal segretario generale Alessandra Egidi; dalla Banca di Piacenza, che ha messo a disposizione il già Palazzo Galli. Senza dimenticare l’apporto de Il Giornale e dell’organizzazione “European students for liberty”.

Tutti i relatori e i moderatori all’inizio dei loro interventi hanno ricordato la figura di Sforza Fogliani, che in questo modo è stato sempre “presente” al “suo” Festival. Una manifestazione, ha sottolineato la nota conclusiva degli organizzatori, «che ancora una volta ha regalato a Piacenza e all’Italia intera (grazie allo streaming) una boccata di aria fresca, quantomai salutare per disintossicarsi dal pensiero unico e dal politicamente corretto. I veri mali di una società sempre meno libera».

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