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Figliuolo in Emilia-Romagna: prima visita del commissario nelle zone dell’alluvione

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Da sinistra, Stefano Bonaccini e Francesco Paolo Figliuolo

Figliuolo: prima visita in Emilia-Romagna del generale indicato dal Governo Meloni come commissario alla Ricostruzione delle zone alluvionate. “Ho deciso di venire subito in questa regione perché è stata la più colpita dall’ondata di maltempo dello scorso maggio”, ha dichiarato Figliuolo. “Sono qui per ascoltare le necessità e mettermi a disposizione, con la volontà di lavorare insieme fin da subito. Il mio impegno è mettere a punto in tempi brevi un piano di lavoro”. E questa, ha concluso il generale, “non sarà una visita isolata, ma tornerò presto sul territorio per visitare le province coinvolte, perché ritengo sia giusto rendersi conto di persona della situazione”.

Gli incontri

La giornata di Francesco Paolo Figliuolo, spiega una nota della Regione, è iniziata con il sorvolo delle zone colpite dall’alluvione. Poi, a Bologna, due incontri nella sede della Regione. Il primo è stato con i rappresentanti delle istituzioni: i sindaci di Bologna, Matteo Lepore; Ravenna, Michele De Pascale; Rimini, Jamil Sadegholvaad; Forlì, Gianluca Zattini; e coi presidenti delle Province di Modena, Fabio Braglia; Reggio Emilia, Giorgio Zanni; Ferrara, Gianni Michele Padovani; Forlì-Cesena, Enzo Lattuca.

Il secondo appuntamento del commissario si è svolto nel pomeriggio. Figliuolo – sempre accompagnato dal presidente, Stefano Bonaccini, dalla vice con delega alla Protezione civile, Irene Priolo, e dal sottosegretario, Davide Baruffi – ha incontrato le parti sociali, sindacati e imprese, e le componenti della società regionale, tutti soggetti riuniti nel “Patto per il Lavoro e per il Clima“.

Tre priorità

Gli incontri sono serviti per fornire a Figliuolo il quadro della situazione e per fare il punto sulle questioni aperte. Tre le priorità. La prima riguarda l’intervento per il ripristino di argini, strade e frane, in base alla ricognizione trasmessa al Dipartimento nazionale di Protezione civile il 23 giugno scorso. Un elenco provvisorio di circa 6mila opere per una spesa prevista di 1,9 miliardi di euro che ora il Governo dovrà finanziare. Il dossier è stato consegnato oggi anche al commissario Figliuolo, con le opere suddivise tra cantieri già chiusi, in corso e da avviare e rendicontare entro l’anno; con l’obiettivo di stabilire le priorità di esecuzione dei lavori in particolare su fiumi e viabilità.

La seconda questione riguarda i primi rimborsi alle imprese colpite (contributo fino a 20mila euro). Al momento, infatti, mentre è già stato attivato il meccanismo per erogare i 5mila euro di primo sostegno immediato ai cittadini con l’anticipo di 3mila già a luglio, ancora non è stato avviato il meccanismo di ristoro per le aziende e attività economiche.

Terzo tema al centro del confronto con Figliuolo, la quantificazione delle risorse destinate all’Emilia-Romagna, insieme alla garanzia del 100% di indennizzi a cittadini e imprese, al di là dei primi contributi possibili. Come noto, la Regione ha già presentato al Governo una prima stima dei danni pari a circa 8,8 miliardi di euro.

Bonaccini: fare presto

“Ringrazio il generale Figliuolo che, ancor prima della nomina formale a commissario, che auspichiamo arrivi al più presto, ha deciso con grande senso di responsabilità di venire subito in Emilia-Romagna, rispondendo all’invito che gli ho fatto a nome dei territori e del sistema regionale”, ha detto il presidente Bonaccini. “È un segno di rispetto verso le popolazioni colpite che ovviamente apprezziamo, anche perché, lo ribadiamo, non c’è più un minuto da perdere”.

Per il governatore, “con l’autunno non tanto lontano, abbiamo bisogno di mettere in sicurezza il territorio: fiumi, frane, strade, per non farci cogliere impreparati e non rendere vano quello che abbiamo già fatto, i cantieri già chiusi per gli interventi più urgenti, subito dopo il 17 maggio”. Il generale Figliuolo, ha concluso Bonaccini, “avrà da questo territorio tutta la collaborazione possibile. Come ha potuto vedere, qui siamo abituati a lavorare insieme, per obiettivi comuni: in questo caso, far ripartire la nostra regione”.

Il quadro della situazione

Al momento, prosegue la nota di Bologna, sono ancora 486, di cui 72 minori, le persone accolte in strutture messe a disposizione dai Comuni o in alberghi: 245 nella provincia di Ravenna; 161 in quella di Forlì-Cesena; 78 nella Città metropolitana di Bologna e 2 in carico nella provincia di Rimini.

Sono 760 le strade comunali e provinciali chiuse alla circolazione: 431 completamente e 329 parzialmente; mentre su altre 162 si procede a senso unico alternato. Sono 1.105 le frane segnalate: 149 nel Bolognese; 455 in provincia di Forlì-Cesena; 42 nel Modenese; 297 nel Ravennate; 15 nel Reggiano; 147 nel Riminese. Dalla prima stima il numero degli edifici coinvolti è di 1.890.

Ancora 365 i volontari al lavoro: 119 del sistema di protezione civile dell’Emilia-Romagna; 161 del sistema nazionale e 85 delle colonne mobili delle Regioni Friuli-Venezia Giulia, Piemonte e Lazio.

Danni pubblici e privati 

Sulla base della ricognizione inviata al Dipartimento nazionale di Protezione civile, i primi lavori urgenti ammontano a 1,9 miliardi di euro (1.933.048.737,35): e sono così suddivisi:

  • totale opere ultimate: 16.149.905,60 euro;
  • lavori in corso: 507.006.385 euro;
  • ulteriori opere da avviare e rendicontare entro dicembre 2023: 312.512.160 euro;
  • interventi da attivare e rendicontare entro aprile 2024: 262.265.048,91 euro;
  • interventi da attivare nel 2024 e che saranno rendicontati oltre aprile 2024: 835.115.236,66 euro.

A questi primi 6.469 interventi (lettera a e b dell’articolo 25 comma 2 del d.lgs 1/2018) si aggiungono ulteriori 3.145 interventi di ripristino del danno (lettera d)  per 2.520.781.580,79 euro. 

Per quanto riguarda i privati, la prima stima dei danni su un numero di edifici stimati in 70.302 (68.432 aree allagate, 1.890 aree in frana) ammonta a 2.182.000.000 euro.

Imprese e agricoltura 

La prima stima sul numero delle imprese potenzialmente danneggiate è di 9.542, per un totale complessivo di 943.218.821 euro di danni, dove non sono comprese le spese per la ricostruzione delle scorte e il mancato reddito; mentre è ancora in corso l’analisi sul territorio montano.

In merito alle aziende agricole, in base a una prima stima, sono 8.935 quelle danneggiate per 1,1 miliardi di euro. Anche in questo caso, conclude la nota della Regione, senza contare la ricostruzione delle scorte e il mancato reddito.

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