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Fontana blinda la Lombardia: nuova ordinanza per arginare il coronavirus

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Fontana: il governatore della Lombardia firma una nuova ordinanza (la numero 514) che detta regole più severe per tentare di arginare l’epidemia di coronavirus. Il provvedimento sarà in vigore dal 22 marzo. E salvo diverse disposizioni legate all’evoluzione della situazione epidemiologica, sarà in vigore fino al 15 aprile.

 Regione Lombardia, d’accordo con i sindaci del nostro territorio, con le associazioni di categoria e con le parti sociali, ha deciso di emanare un’ordinanza con la quale vengono disposte nuove stringenti limitazioni per contrastare la diffusione del Coronavirus“, spiega Fontana in un post su Facebook.

Lombardia sempre peggio

Si tratta di una decisione “dettata dal serrato confronto con le nostre autorità sanitarie che ci impongono di agire nel minor tempo possibile”, prosegue il governatore Fontana. “La situazione non migliora. Anzi, continua a peggiorare. Non so più come dirlo: solo con l’estrema limitazione dei contatti interpersonali possiamo cercare di invertire questa tendenza”.

I dati del 21 marzo sull’epidemia di coronavirus in Lombardia parlano infatti di 25.515 casi positivi (+3.251 rispetto al 20 marzo); 3.095 vittime (+546); 8.258 ricoverati (+523) e di 1.093 pazienti in terapia intensiva (+43).

 Il punti salienti dell’ordinanza

Il provvedimento, spiega Fontana, in sostanza “amplia le decisioni del Governo con ulteriori interventi tra i quali si segnalano:

  • Il divieto di assembramento nei luoghi pubblici – fatto salvo il distanziamento (droplet) – e conseguente ammenda fino a 5.000 euro;
  • la sospensione dell’attività degli Uffici Pubblici, fatta salva l’erogazione dei servizi essenziali e di pubblica utilità;
  • la sospensione delle attività artigianali non legate alle emergenze o alle filiere essenziali;
  • la sospensione di tutti i mercati settimanali scoperti;
  • la sospensione delle attività inerenti ai servizi alla persona;
  • la chiusura delle attività degli studi professionali salvo quelle relative ai servizi indifferibili e urgenti o sottoposti a termini di scadenza;
  • la chiusura di tutte le strutture ricettive ad esclusione di quelle legate alla gestione dell’emergenza. Gli ospiti già presenti nella struttura dovranno lasciarla entro le 72 ore successive all’entrata in vigore dell’ordinanza;
  • il fermo delle attività nei cantieri edili. Sono esclusi dai divieti quelli legati alle attività di ristrutturazione sanitarie e ospedaliere ed emergenziali, oltre quelli stradali, autostradali e ferroviari;
  • la chiusura dei distributori automatici cosiddetti ‘h24’ che distribuiscono bevande e alimenti confezionati;
  • il divieto di praticare sport e attività motorie svolte all’aperto, anche singolarmente”.
Lombardia: chi resta aperto

Poi Fontana spiega che “restano aperte le edicole, le farmacie, le parafarmacie. Ma nei locali deve essere in ogni caso garantita la distanza di sicurezza interpersonale di un metro. Ai supermercati, alle farmacie, nei luoghi di lavoro, a partire dalle strutture sanitarie e ospedaliere, si raccomanda a cura del gestore/titolare di provvedere alla rilevazione della temperatura corporea”.

La competenza sulla chiusura delle attività produttive è del Governo, sottolinea il presidente della Lombardia. “Ma i rappresentanti delle associazioni di impresa hanno garantito che, fin dalle prossime ore, chiederanno ai propri associati di sospendere comunque tutte quelle produzioni che non fanno parte delle filiere ‘essenziali’”.

Trasporti e sindaci

Infine, “per quanto riguarda il trasporto pubblico locale, valgono le prescrizioni su distanziamento degli utenti contenute nelle due ordinanze regionali già in vigore”. Mentre “resta affidata ai sindaci la valutazione di ampliare ulteriormente le disposizioni restrittive in base alle rispettive esigenze”, conclude Fontana.

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