Gaza: l’orrore continua. Ci sono anche cinque giornalisti tra le venti persone uccise in un attacco israeliano all’Ospedale Nasser a Khan Younis, nella parte meridionale della Striscia. Le vittime, come riporta l’emittente Al Jazeera, sono state uccise al quarto piano dell’ospedale in un doppio attacco: prima un missile poi un altro mentre arrivavano le squadre di soccorso.
Tra le vittime figurano il fotografo di Al Jazeera Mohammad Salama; Hussam al-Masri, fotoreporter dell’agenzia di stampa Reuters; Mariam Abu Daqqa, giornalista che lavorava per diversi media, tra cui The Independent Arabic e l’agenzia di stampa Associated Press; Moaz Abu Taha, impegnato con la rete Nbc, sempre secondo l’elenco dell’ufficio stampa del governo di Gaza, come specificato dall’Ansa controllato da Hamas. Secondo Sky News, il quinto reporter ucciso è Ahmed Abu Aziz, morto a causa delle ferite riportate dopo i raid. L’uccisione dei cinque giornalisti avviene appena due settimane dopo quella del giornalista di Al Jazeera Anas al-Sharif, insieme a quattro suoi colleghi, davanti all’ospedale al-Shifa di Gaza City, ricorda l’Agenzia Dire.
L’attacco di questa mattina è stato “una barbarie estrema”, ha commentato su Sky News Uk e ripreso dall’AdnKronos, il chirurgo Nick Maynard. “Ho lavorato in questi ospedali e quando vengono bombardati devi concentrarti sul tuo lavoro. Sei lì per un solo motivo: aiutare le persone”. Il chirurgo britannico ha aggiunto che si è trattato di un “tipico doppio attacco che gli israeliani usano frequentemente”, che prende di mira un’area e poi la colpisce ancora, poco dopo, quando intervengono i servizi di emergenza.
Reuters e Associated Press
Il Sindacato dei giornalisti palestinesi ha condannato Israele per gli attacchi, affermando che essi rappresentano “una guerra aperta contro i media liberi, con l’obiettivo di terrorizzare i giornalisti e impedire loro di adempiere al loro dovere professionale di denunciare i crimini di Israele al mondo”. Sempre per il Palestinian Journalists Syndicate, più di 240 giornalisti palestinesi sono stati uccisi dal fuoco israeliano a Gaza dall’inizio della guerra, il 7 ottobre 2023.
“Siamo sconvolti nell’apprendere della morte del collaboratore di Reuters, Hussam al-Masri, e del ferimento di un altro dei nostri collaboratori, Hatem Khaled, negli attacchi israeliani all’ospedale Nasser di Gaza di oggi”, ha dichiarato la Reuters in una nota riportata sul suo sito web. “Stiamo cercando urgentemente maggiori informazioni e abbiamo chiesto alle autorità di Gaza e di Israele di aiutarci a ottenere assistenza medica urgente per Hatem”, si legge nella nota.
L’Associated Press “è scioccata e rattristata nell’apprendere della morte della giornalista Mariam Dagga, insieme a diversi altri giornalisti, presso l’ospedale Nassar di Khan Younis, a Gaza”, si legge in una nota dell’Associated Press rilanciata da Reuters. “Mariam si recava regolarmente in ospedale per la copertura mediatica. Il suo lavoro recente includeva storie toccanti di bambini affamati e malnutriti a Gaza. Ha lavorato come freelance per l’Associated Press e altre testate giornalistiche. Stiamo facendo tutto il possibile per garantire la sicurezza dei nostri giornalisti a Gaza”.
I commenti israeliani
L’esercito israeliano e l’ufficio del primo ministro non hanno rilasciato dichiarazioni immediate in merito agli attacchi. Poi, riporta l’AdnKronos, citando la testata israeliana Haaretz, le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno confermato di aver lanciato un attacco nell’area dell’ospedale Nasser a Khan Younis. In un comunicato, l’esercito esprime “rammarico” per “qualsiasi danno a persone non coinvolte” e sottolinea di “non prendere di mira i giornalisti in quanto tali”. Nella nota, l’Idf specifica che il suo modus operandi è quello di “limitare quanto più possibile il danno ai non coinvolti, salvaguardando al contempo la sicurezza delle truppe”. Il capo di stato maggiore ha ordinato di condurre un’inchiesta preliminare “il prima possibile”.
Da Albanese a Parolin
L’inviata dell’Onu, Francesca Albanese, ha chiesto sanzioni dopo l’uccisione dei giornalisti e del personale della protezione civile. In un post su X, ha scritto: “Soccorritori uccisi in servizio. Scene come questa si verificano ogni momento a Gaza, spesso invisibili, in gran parte non documentate. Imploro gli Stati: quanto altro deve ancora essere visto prima di agire per fermare questa carneficina? Rompete il blocco. Imponete un embargo sulle armi. Imponete sanzioni”.
A condannare l’ennesima carneficina nella Striscia di Gaza, il segretario di Stato della Santa Sede, cardinale Pietro Parolin, rilanciato dall’Ansa. “Restiamo allibiti di fronte a quello che sta succedendo a Gaza nonostante la condanna del mondo intero”. Parlando a margine dell’inaugurazione della Settimana liturgica nazionale a Napoli, Parolin ha aggiunto: “Anche qui sembra che non ci siano attualmente spiragli di soluzione e che la situazione diventi sempre più complicata soprattutto dal punto di vista umanitario”.







